OFF porta a House of Lucie Ostuni mostre, incontri e grandi autori della fotografia contemporanea internazionale
di Antonio Portolano
OSTUNI (BRINDISI) – La fotografia oggi non è soltanto uno strumento di racconto. È un archivio emotivo, una testimonianza politica, una forma di memoria collettiva capace di attraversare guerre, trasformazioni sociali e mutazioni culturali. In un tempo dominato dalla velocità delle immagini, alcune fotografie riescono ancora a fermare lo sguardo, imponendo una riflessione più lenta e profonda sul presente.
È da questa consapevolezza che nasce OFF – Ostuni Foto Festival, nuovo appuntamento internazionale dedicato alla fotografia contemporanea che dal 18 al 21 giugno 2026 trasformerà la Città Bianca in uno dei principali centri europei della cultura visuale.
Nel cuore del centro storico di Ostuni, tra le architetture bianche che si affacciano su Corso Garibaldi e gli spazi culturali disseminati nel tessuto urbano, House of Lucie Ostuni consolida il proprio ruolo di laboratorio permanente dedicato alla fotografia internazionale. Negli ultimi anni la galleria pugliese è diventata un punto di riferimento per artisti, curatori, fotoreporter e autori provenienti da diversi continenti, costruendo un dialogo costante tra il territorio e le grandi questioni del mondo contemporaneo.

La mostra a Ostuni
Più che un semplice festival, OFF – Ostuni Foto Festival si presenta come una piattaforma culturale diffusa. Mostre personali, esposizioni collettive, proiezioni, workshop, portfolio review, incontri pubblici e maratone fotografiche coinvolgeranno cittadini, professionisti e visitatori in un’esperienza immersiva che attraversa l’intera città.
L’inaugurazione è prevista per il 18 giugno con una Opening Night che darà ufficialmente avvio alle esposizioni, mentre il programma proseguirà fino al 21 giugno con incontri, letture portfolio, talk e una cerimonia conclusiva di premiazione.
Dietro il progetto c’è la visione di Hossein Farmani, presidente della Lucie Foundation e figura centrale nel panorama internazionale della fotografia contemporanea. L’obiettivo è costruire un luogo di incontro tra grandi maestri, autori emergenti e nuove generazioni di fotografi, favorendo ricerca, confronto e sperimentazione.
Gli artisti e i protagonisti
Il programma riunisce alcuni dei nomi più autorevoli della fotografia mondiale.
Tra le mostre personali figurano Steve McCurry, Nino Migliori, Peter Muller, Mayco Naing, Carol Guzy, Lynsey Addario, Arash Khamooshi, Maryam Rahmanian, Katerina Angelopoulou e Abbey Hepner.
Le esposizioni attraversano linguaggi e geografie differenti, dalla fotografia documentaria al ritratto contemporaneo, dalla ricerca autobiografica alle nuove forme di narrazione visiva.
Particolarmente significativa è la presenza di autori provenienti da aree attraversate da conflitti e trasformazioni sociali profonde. Le loro opere contribuiscono a rendere OFF un osservatorio privilegiato sulle tensioni e le fragilità del presente.

Resistenza, il fotogiornalismo come memoria
Tra le esposizioni collettive più attese emerge Resistenza, una mostra che riunisce alcuni dei più importanti fotografi impegnati nella documentazione delle crisi contemporanee.
Sono presenti Carol Guzy, Victor Blue, Paul Ratje, Oksana Parafeniuk, Jakub Laichter, Fabio Bucciarelli, Lynsey Addario, Evgenyi Maloletka, Suhail Nassar, Ahmed Zakot, Loay Ayyoub, Omar Ashtawy, Haitham Nuraldeen, Saher Alghorra, Mohsen Rezaei, Arash Khamooshi, Farhad Babaei, Yalda Moaiery e Alireza Sotakbar.
Le immagini raccontano guerre, crisi umanitarie, migrazioni e resilienza. La mostra affronta il tema della fotografia come testimonianza, riportando al centro il valore etico dell’immagine in un’epoca segnata dalla sovrapproduzione visiva.

Il Premio di Fotogiornalismo
Accanto alle mostre trova spazio il Premio di Fotogiornalismo, presentato attraverso una grande proiezione collettiva dedicata ai protagonisti del reportage contemporaneo.
Saranno presentati i lavori di Abdelrahman Alkahlout, Alena Grom, Ali Nejatbakhsh, Corneliu Cazacu, Sebastien Nogier, Robin Tutenges, Ian Flanders, F. Dilek Yurdakul e Syed Mahabubul Kader.
Attraverso immagini provenienti da diversi contesti geografici e culturali, la proiezione offre una lettura articolata delle sfide contemporanee, confermando il ruolo centrale del fotogiornalismo nella costruzione della memoria collettiva.
Pietra su Pietra, paesaggio e identità
Un altro nucleo fondamentale del festival è rappresentato da Pietra su Pietra.
Attraverso le opere di Amirhhssein Darafsheh, Arash Khamooshi, Farhad Babaei, Farzam Saleh, Maryam Rahmanian, Marziyeh Mousavi, Pooria Hatami, Payam Saani e Seyed Vahid Hosseini, il progetto esplora il rapporto tra territorio, architettura e memoria.
Le immagini raccontano luoghi in trasformazione, paesaggi sospesi tra permanenza e cambiamento, offrendo una riflessione sul modo in cui gli spazi costruiscono identità culturali e appartenenze.
Non è difficile leggere un parallelismo con la stessa Ostuni, città che negli ultimi anni ha saputo conservare la propria identità storica aprendosi a un dialogo internazionale sempre più intenso.

Archivio del Trauma
Ancora più introspettiva è Archivio del Trauma, collettiva che mette in relazione memoria personale, corpo e fragilità emotiva.
La mostra riunisce i lavori di Rosie Barnes, Katerina Angelopoulou, Karoline Schneider, Helene Mutter, Maro Ellinitaki, Abbey Hepner, Dora Lionstone, Kate Schulze, Blagovesta Semkova, Tutu Guo, Hannah Grendel, Nastassja Nefjodov e Veronica Borsani.
Le opere affrontano il trauma come esperienza individuale e collettiva. Lontano dalla spettacolarizzazione del dolore, la fotografia diventa uno spazio di elaborazione, ascolto e comprensione.
Il valore culturale del progetto
Uno degli aspetti più interessanti di OFF è la sua capacità di mettere in relazione linguaggi molto diversi tra loro. Fotografia documentaria, ricerca concettuale, memoria personale e indagine sociale convivono all’interno di un unico percorso espositivo.
Il festival propone una riflessione sulla fotografia contemporanea non solo come pratica artistica, ma come strumento di conoscenza. Le immagini diventano dispositivi culturali capaci di interpretare fenomeni globali, raccontare identità e generare consapevolezza.
In questo senso, OFF supera la dimensione tradizionale della mostra fotografica per trasformarsi in un osservatorio internazionale sulla contemporaneità.

Comunità e pubblico
Uno degli elementi più innovativi del festival riguarda il coinvolgimento diretto della comunità.
La Photo Marathon di 24 ore inviterà professionisti, appassionati e cittadini a raccontare Ostuni attraverso il proprio sguardo. Parallelamente, il Concorso Giovani OFF offrirà ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni l’opportunità di confrontarsi con una piattaforma internazionale dedicata alla fotografia.
Workshop, portfolio review e incontri pubblici renderanno il festival uno spazio aperto alla formazione e allo scambio di competenze.
Questa dimensione partecipativa trasforma il pubblico da semplice spettatore a protagonista attivo della narrazione collettiva della città.

Ostuni come hub culturale internazionale
Negli ultimi anni Ostuni ha progressivamente rafforzato la propria identità culturale attraverso una programmazione sempre più orientata alla fotografia contemporanea e alla ricerca visiva.
Con House of Lucie Ostuni, la città è entrata stabilmente nella rete internazionale della Lucie Foundation, dialogando con istituzioni, autori e professionisti provenienti da Europa, Asia, Medio Oriente e Stati Uniti.
OFF – Ostuni Foto Festival rappresenta oggi il passaggio naturale di questo percorso: non soltanto un festival fotografico, ma una nuova infrastruttura culturale capace di mettere in relazione la Puglia con alcune delle più autorevoli voci della fotografia mondiale.
Tra i vicoli del centro storico, lungo Corso Garibaldi e negli spazi espositivi diffusi della città, le immagini diventano uno strumento per comprendere il presente e immaginare il futuro.
In una stagione storica in cui le fotografie determinano sempre più la nostra percezione del mondo, Ostuni sceglie di trasformarsi in un luogo dove le immagini non vengono semplicemente consumate, ma comprese, discusse e condivise. È in questo dialogo tra città, artisti e pubblico che il festival trova il proprio significato più profondo: fare della fotografia una forma di cittadinanza culturale capace di connettere territori, memorie e visioni.

Informazioni utili
Mostra – OFF – Ostuni Foto Festival
Luogo – House of Lucie Ostuni, Corso Garibaldi 164, Ostuni (BR)
Data inaugurazione – 18 giugno 2026
Orario inaugurazione – Opening Night Party
Durata – 18-21 giugno 2026
Promotore – Lucie Foundation
Fondatore e Direttore – Hossein Farmani
Artisti principali – Steve McCurry, Nino Migliori, Carol Guzy, Lynsey Addario, Peter Muller, Mayco Naing, Arash Khamooshi, Maryam Rahmanian, Katerina Angelopoulou, Abbey Hepner
Mostre collettive – Resistenza, Premio di Fotogiornalismo, Pietra su Pietra, Archivio del Trauma




