Metlen, a Erchie la maxi batteria da 75 MWh

Erchie, una veduta dall'alto dell'impianto di Metlen

Il sistema Tre Torri può erogare 25 MW per tre ore, è collegato alla rete Terna e rafforza la strategia italiana del gruppo

di Antonio Portolano

ERCHIE (BRINDISI) – Nel nuovo sistema elettrico produrre energia non basta più: conta sempre di più poterla spostare nel tempo, dalle ore in cui abbonda a quelle in cui serve. È su questa frontiera che METLEN Energy & Metals porta a Erchie, nel Brindisino, una grande batteria da 25 megawatt di potenza e 75 megawattora di capacità, progettata per lavorare per tre ore alla massima potenza.

L’impianto di Tre Torri sarà inaugurato giovedì 24 settembre e segna un altro passaggio nella trasformazione della geografia energetica pugliese. Non è una centrale e non produce elettricità: la immagazzina e la restituisce alla rete quando ce n’è bisogno. Una funzione destinata a diventare sempre più importante man mano che cresce la quota di energia prodotta da sole e vento, fonti per loro natura variabili.

Per METLEN, multinazionale nata in Grecia e diventata un gruppo industriale ed energetico globale, Erchie è anche un tassello della crescita sul mercato italiano. Il gruppo sta costruendo nel Paese una presenza che combina fotovoltaico, sistemi di accumulo, contratti energetici di lungo periodo e infrastrutture necessarie a rendere più flessibile la rete.

L’inaugurazione è in programma alle 10.30 nell’impianto Erchie Tre Torri. Alle 14 il confronto proseguirà alla Tenuta Moreno di Mesagne con un incontro dedicato all’investimento e alle tecnologie di accumulo.

Produzione e sistemi di accumulo di energia tra le principali attività di Metlen

Una batteria da 25 MW capace di accumulare 75 MWh

Per capire che cosa farà l’impianto di Erchie bisogna partire da due numeri che indicano cose diverse.

I 25 MW misurano la potenza che la batteria può assorbire o mettere a disposizione della rete in un determinato momento. I 75 MWh indicano invece quanta energia può complessivamente immagazzinare. Tradotto: il sistema può lavorare alla potenza nominale di 25 MW per circa tre ore.

Il meccanismo, almeno nel principio, è semplice. Quando viene caricata, la batteria conserva l’elettricità trasformandola in energia chimica. Quando la rete ne ha bisogno, il processo viene invertito e l’energia torna disponibile sotto forma di elettricità.

A governare tutto sono sistemi elettronici e software che decidono quando caricare, quando scaricare e con quale intensità farlo. È qui che una grande batteria diventa qualcosa di diverso da un semplice deposito di energia: può reagire molto rapidamente alle esigenze del sistema elettrico.

L’impianto è collegato alla stazione Tre Torri di Terna, il gestore della rete nazionale di trasmissione. La configurazione industriale di Erchie Storage è da 25 MW per tre ore; l’iter originario del progetto prevedeva una potenza autorizzata fino a 27,5 MW.

Uno dei parchi fotovoltaici di Metlen

Perché le batterie diventano decisive

Il punto economico e industriale è tutto qui: sole e vento non seguono i consumi.

Un impianto fotovoltaico può produrre molta energia nelle ore centrali della giornata, quando la domanda non è necessariamente al massimo. Una centrale eolica può invece generare elettricità quando il vento soffia, indipendentemente dalle necessità immediate di famiglie e imprese.

Più cresce la produzione rinnovabile, più il sistema ha quindi bisogno di strumenti in grado di assorbire energia nelle ore di maggiore disponibilità e restituirla successivamente.

Le grandi batterie svolgono proprio questa funzione. Possono contribuire all’equilibrio tra domanda e offerta, intervenire rapidamente quando la rete ne ha bisogno, fornire servizi utili alla stabilità del sistema e ridurre il rischio che una parte della produzione rinnovabile non possa essere utilizzata.

L’aumento delle rinnovabili sta facendo crescere anche la volatilità dei prezzi nel corso della giornata e la necessità di avere a disposizione risorse flessibili. Per questo METLEN considera l’accumulo non più una tecnologia accessoria rispetto a fotovoltaico ed eolico, ma una componente sempre più centrale del sistema energetico.

Tecnici a lavoro su un impianto di Metlen

Per Erchie un contratto di 15 anni

Il progetto di Erchie ha ottenuto un contratto di 15 anni nel Capacity Market, il meccanismo con cui il sistema elettrico remunera impianti disponibili a fornire capacità quando necessario.

Anche qui la traduzione dal linguaggio tecnico aiuta a capire.

Nel normale mercato elettrico un impianto viene remunerato per l’energia che vende. Nel Capacity Market viene riconosciuto un valore anche alla disponibilità della potenza: in sostanza, alla capacità di essere pronto a intervenire quando il sistema ne ha bisogno.

È particolarmente importante per le batterie, che possono rispondere molto velocemente alle variazioni della rete.

Nel Capacity Market METLEN si è aggiudicata complessivamente 91,5 MW attraverso progetti localizzati a Brindisi, San Severo, Erchie e Latina.

Per il sistema da 25 MW e 75 MWh realizzato in provincia di Brindisi, il gruppo ha inoltre ottenuto nel 2026 un finanziamento a lungo termine da 18 milioni di euro e ha sottoscritto con Dolomiti Energia Group un accordo della durata di sette anni.

Cos’è un accordo di «tolling»

Il termine tecnico è physical tolling agreement, ma il principio è più semplice del nome.

Attraverso questo tipo di contratto un operatore ottiene il diritto di utilizzare la capacità della batteria secondo modalità stabilite in anticipo. È un po’ come disporre, per un determinato periodo, di una parte della sua capacità di caricare e scaricare energia senza dover costruire e possedere direttamente l’impianto.

Per chi possiede la batteria significa poter contare su entrate definite contrattualmente; per chi ne utilizza la capacità significa poter gestire in maniera più flessibile acquisti, vendite e disponibilità di energia.

Quello concluso tra METLEN e Dolomiti Energia Group rientra tra i primi accordi fisici di questo tipo sviluppati nel mercato italiano dello storage.

È anche il segnale di come stia cambiando il settore: il valore di una grande batteria non dipende soltanto dalla quantità di energia che riesce a conservare, ma dai diversi servizi che può rendere alla rete e al mercato.

Uno degli impianti di Metlen

In Italia circa 3 GWh di sistemi di accumulo

Erchie non è un investimento isolato.

METLEN opera in Italia dal 2017 e ha progressivamente ampliato la propria presenza in buona parte del territorio nazionale. A settembre 2025 disponeva di circa 3 GW di capacità con disponibilità alla connessione alla rete già ottenuta, circa 400 MW con autorizzazione alla costruzione e 500 MW di progetti completati o in costruzione.

La presenza è distribuita lungo la Penisola, con una concentrazione particolarmente significativa nel Mezzogiorno.

Il portafoglio italiano comprende circa 2 GW di fotovoltaico e circa 3 GWh di sistemi di accumulo. È questo il dato che permette di leggere correttamente anche i 75 MWh di Erchie: una singola infrastruttura inserita in una strategia nazionale molto più ampia.

Milano è diventata inoltre l’hub regionale dal quale vengono coordinate le attività in Italia, Bulgaria, Croazia e Polonia, comprese quelle relative a rinnovabili, batterie, infrastrutture di rete e data center.

Nel fotovoltaico il gruppo ha sviluppato, tra gli altri, i progetti di Porto Torres e Casale Monferrato, ottenendo 65 milioni di euro di finanziamento per due parchi solari da complessivi 60 MW.

La strategia proprietaria sul mercato italiano punta a combinare indicativamente un 70% di fotovoltaico e un 30% di sistemi di accumulo. Il principio è industrialmente coerente: produrre energia rinnovabile e, contemporaneamente, disporre degli strumenti necessari per gestirne la variabilità.

La metallurgia è una delle occupazioni principali di Metlen sin dalla sua fondazione

Dalla metallurgia del Pireo a un gruppo globale

La storia di METLEN comincia molto prima della transizione energetica.

Le sue radici risalgono al 1908, quando al Pireo operava una piccola impresa metallurgica della famiglia Mytilineos. Nel 1990 nasce il gruppo MYTILINEOS come evoluzione dell’attività familiare e nel 1995 arriva la quotazione alla Borsa di Atene.

La crescita iniziale passa soprattutto dai metalli. Negli anni Novanta il gruppo rafforza la propria presenza internazionale e nel 1998 acquisisce una quota di maggioranza di METKA.

La svolta energetica prende forma nel 2002, con l’ingresso nella produzione e nel commercio di elettricità. Tre anni dopo viene completata l’acquisizione della maggioranza di Aluminium of Greece, uno dei maggiori produttori europei integrati di allumina e alluminio.

Nel 2006 arrivano nuove acquisizioni nel campo delle energie rinnovabili. Da quel momento energia e metallurgia crescono sempre più come attività complementari.

Nel 2017 il gruppo porta a compimento una profonda integrazione societaria, riunendo sotto un’unica struttura attività che fino ad allora facevano capo a società differenti. Nel 2022 viene presentato il nuovo modello MYTILINEOS Energy & Metals, costruito principalmente intorno ai due grandi pilastri dell’energia e dei metalli.

Nel 2024 arriva il cambio di nome: MYTILINEOS diventa METLEN Energy & Metals.

Il passaggio successivo è internazionale e finanziario. Il 4 agosto 2025 le azioni METLEN Energy & Metals Plc iniziano a essere negoziate sul London Stock Exchange, che diventa il mercato principale di quotazione, affiancato dalla Borsa di Atene.

Da piccola impresa metallurgica familiare a multinazionale quotata a Londra: in poco più di un secolo è cambiata la scala, ma è cambiato soprattutto il perimetro industriale.

I paesi del mondo in cui opera Metlen

Energia e metalli sotto lo stesso tetto

Il modello di METLEN nasce dalla combinazione tra i due grandi settori Energy e Metals.

Nell’energia il gruppo opera lungo una parte molto ampia della catena del valore: produzione, fornitura, gestione, commercio internazionale, fonti rinnovabili, accumulo e infrastrutture connesse alla rete.

La piattaforma Renewables & Energy Transition sviluppa e realizza impianti fotovoltaici, eolici, batterie, sistemi ibridi e infrastrutture elettriche.

A settembre 2025 il portafoglio globale delle rinnovabili di METLEN superava 11,9 GW, con oltre 5,4 GW di impianti fotovoltaici realizzati, più di 0,8 GWh di sistemi di accumulo e oltre 200 MW di eolico, distribuiti su cinque continenti.

Sul versante dei metalli, il gruppo controlla una filiera che parte dalla bauxite e arriva all’allumina e all’alluminio, alla quale si stanno affiancando attività nei metalli critici, nel recupero delle materie prime e nell’economia circolare.

È proprio questa integrazione a distinguere METLEN da un semplice sviluppatore di impianti rinnovabili: energia e industria pesante convivono all’interno dello stesso gruppo e condividono competenze, capitali e capacità di realizzare grandi progetti.

Evangelos G. Mytilineos, Executive Chairman

Mytilineos e Gavalas alla guida del gruppo

Alla guida di METLEN c’è Evangelos G. Mytilineos, Executive Chairman, protagonista della trasformazione dell’impresa familiare in un gruppo industriale internazionale.

Dal gennaio 2026 il ruolo di Group Chief Executive Officer è affidato a Christos Gavalas, manager con una lunga esperienza all’interno della società.

Nella struttura di vertice figurano inoltre Evangelos Chrysafis, Executive Vice Chairman, e Fotini Ioannou, Group Chief Financial Officer.

Per le attività nelle quali rientra direttamente l’impianto di Erchie il riferimento è Nikos Papapetrou, Chief Executive Director della Renewables & Energy Transition Platform, la struttura che governa lo sviluppo delle rinnovabili, dei sistemi di accumulo e delle altre tecnologie legate alla trasformazione del sistema energetico.

L’attuale squadra comprende inoltre Giannis Giannakopoulos alla guida della Integrated Utility, Panagiotis Kanellopoulos per International Energy Supply & Trading e Dimitris Stefanidis come responsabile del settore Metals.

Le dimensioni raggiunte dal gruppo emergono anche dai conti. Nel 2025 METLEN ha realizzato ricavi per 7,107 miliardi di euro, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente, e un EBITDA di 753 milioni, cioè il risultato della gestione operativa prima di interessi, imposte e ammortamenti. A fine 2025 contava 8.537 dipendenti diretti e attività distribuite nei cinque continenti.

Un carico di tubi in alluminio prodotti da Metlen

Erchie nella nuova geografia energetica pugliese

È dentro questa traiettoria che va collocato l’investimento di Tre Torri.

La provincia di Brindisi ha costruito per decenni una parte importante della propria identità industriale intorno alla produzione energetica. Ma la tecnologia che oggi entra in esercizio a Erchie racconta un sistema profondamente diverso da quello delle grandi centrali del Novecento.

Una batteria da 75 MWh non ha turbine né ciminiere. Non brucia combustibile e non genera autonomamente un solo kilowattora. Il suo valore consiste nel decidere quando l’energia già prodotta debba essere conservata e quando debba tornare disponibile.

La differenza sembra tecnica. In realtà è anche economica.

Con una quota crescente di elettricità prodotta da fonti rinnovabili, il problema non sarà soltanto avere abbastanza energia. Sarà averla nel posto e soprattutto nel momento in cui serve.

È il mercato della flessibilità, uno dei terreni sui quali si giocherà una parte della transizione energetica europea. E da giovedì, in questa geografia, ci sarà anche Erchie.