Il romanzo Einaudi vince la quinta edizione del Premio nazionale. La Regione punta a sostenerne la crescita; nel 2027 il tema sarà «Libertà»
CEGLIE MESSAPICA (BRINDISI) – Un romanzo che porta il Salento dentro il gotico contemporaneo conquista uno dei premi letterari pugliesi che stanno cercando una dimensione sempre più nazionale. Marina Pierri con «Gotico salentino» (clicca qui per acquistare), pubblicato da Einaudi, ha vinto la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale «Città di Ceglie Messapica».
Il verdetto è arrivato nella serata di giovedì 6 agosto in Piazza Ognissanti, nel centro storico di Ceglie Messapica, al termine di un’edizione costruita intorno alla parola «Mistero» e a una cinquina capace di mettere insieme narrativa, memoria, introspezione e interrogativi sulle origini dell’uomo.
«Gotico salentino», il mistero torna alle radici
La vittoria di Pierri crea quasi una coincidenza narrativa tra il libro premiato e il territorio che lo incorona. «Gotico salentino» (clicca qui per acquistare) utilizza infatti il paesaggio e l’immaginario del Salento per costruire una storia nella quale passato familiare, identità, memoria e soprannaturale finiscono per sovrapporsi.
Protagonista è Filomena, giornalista che dopo la morte del padre torna nel paese d’origine e nella villa di famiglia, luogo attraversato da ricordi, leggende e presenze. Pubblicato da Einaudi nel 2025, è il romanzo d’esordio di Marina Pierri e combina elementi del gotico classico con una prospettiva contemporanea e femminile. L’autrice, nata a Bari e residente a Milano, è giornalista, autrice e professionista della serialità televisiva.
È dunque un libro profondamente legato al Sud, ma non confinato in una dimensione regionale, a imporsi in una competizione che proprio sulla capacità di utilizzare un tema universale per mettere a confronto linguaggi differenti aveva costruito la propria quinta edizione.

Cinque libri per raccontare il «Mistero»
Pierri ha superato una cinquina di profilo nazionale. In finale erano arrivati Silvia Ballestra con «Una notte nella casa delle fiabe» (clicca qui per acquistare) per Laterza, Cinzia Giorgio con «Figlie selvagge» (clicca qui per acquistare) per Rizzoli, Matteo Paoloni con «Le impercettibili oscillazioni» (clicca qui per acquistare) per Hacca, Massimo Polidoro con «Il mistero delle origini dell’uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando» (clicca qui per acquistare) per Feltrinelli e la stessa Pierri con «Gotico salentino» (clicca qui per acquistare).
Cinque opere molto diverse tra loro, chiamate a confrontarsi con il mistero non come semplice genere letterario, ma come chiave attraverso la quale osservare relazioni, identità, memoria, storia e ciò che ancora sfugge alla conoscenza.
La decisione finale è spettata alla giuria del Comitato scientifico presieduta dalla direttrice artistica Maria Antonietta Epifani e composta da Debora De Fazio, docente di Linguistica italiana all’Università della Basilicata, dallo storico e scrittore Carlo Greppi, dallo scrittore e docente Graziano Gala e da Beatrice Perrone, docente di Linguistica italiana all’Università di Macerata. È stata proprio Perrone a proclamare la vincitrice e a leggere la motivazione.
Venti studenti diventano giurati
Accanto alla giuria scientifica, il Premio ha continuato a investire su un elemento che ne amplia la funzione culturale: il coinvolgimento dei giovani lettori.
Venti studenti del Liceo Scientifico «Francesco Ribezzo» di Francavilla Fontana hanno partecipato come Giuria degli Studenti a un percorso di lettura e valutazione delle opere finaliste. Durante la serata l’assessore comunale alla Cultura Cosimo Bellanova ha consegnato una targa alla scuola, rappresentata dalla dirigente Giuseppina Pagano, dalla docente referente Concetta Aprile e dagli studenti.
Un passaggio che sposta il Premio oltre la sola cerimonia finale: il libro diventa strumento di confronto, la lettura un esercizio critico e gli studenti entrano direttamente nel processo culturale costruito intorno alla manifestazione.

La Regione guarda alla crescita del Premio
Ma dalla serata di Ceglie è arrivato anche un segnale politico sul futuro della manifestazione.
Il consigliere regionale Tommaso Gioia, intervenuto portando i saluti del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, ha indicato la volontà regionale di non fermarsi al patrocinio, ma di accompagnare la crescita del Premio e contribuire a rafforzarne il posizionamento nel panorama culturale pugliese e nazionale. Decaro è presidente della Regione Puglia dal gennaio 2026.
È probabilmente questa la sfida che si apre dopo cinque edizioni: trasformare la continuità raggiunta in capacità di attrarre autori, editori, lettori e attenzione nazionale, facendo del Premio anche uno strumento di promozione culturale e territoriale per Ceglie Messapica.
Alla realizzazione dell’edizione 2026 ha contribuito come sponsor Cantine Risveglio.
Dal 2021 a Pierri, cinque anni di crescita
Il percorso era cominciato nel 2021 con l’edizione zero e con «Le Mute Infernali. Dante e le Donne», opera di Debora De Fazio e Maria Antonietta Epifani. Proprio da quella esperienza prese forma la direzione artistica affidata a Epifani e sviluppata negli anni insieme all’amministrazione comunale.
Nell’albo d’oro sono poi entrati Graziano Gala con «Sangue di Giuda» (clicca qui per acquistare), Cosimo Argentina con «Vicolo dell’acciaio» (clicca qui per acquistare), Carlo Greppi nel 2024 con «Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salva Primo» (clicca qui per acquistare) e Antonio Galetta nel 2025 con «Pietà» (clicca qui per acquistare).
Argentina è tornato quest’anno sul palco per raccontare che cosa abbia significato quella vittoria nel prosieguo del proprio percorso professionale: un modo per misurare il valore di un premio non soltanto nella notte in cui viene assegnato, ma nella traccia che riesce a lasciare dopo.

Dopo il «Mistero» arriva la «Libertà»
La serata, condotta dalla giornalista di TgNorba Pamela Spinelli, si è chiusa guardando già al 2027.
Maria Antonietta Epifani ha infatti annunciato la parola che guiderà la sesta edizione: «Libertà».
Dopo il mistero, dunque, un tema ancora più aperto: personale e collettivo, politico e civile, storico e intimo. Una scelta che offre al Premio un campo narrativo molto ampio e prepara già la prossima selezione.
Intanto il nome del 2026 è quello di Marina Pierri. E forse non è casuale che a Ceglie Messapica, nel cuore della Puglia, abbia vinto un libro capace di trasformare proprio il Salento in territorio letterario, luogo della memoria e spazio dell’immaginazione.
Il Premio 2026 in sintesi
- Vincitrice: Marina Pierri
- Libro: «Gotico salentino» (clicca qui per acquistare)
- Editore: Einaudi
- Edizione: quinta
- Tema 2026: «Il Mistero»
- Finale: 6 agosto 2026
- Luogo: Piazza Ognissanti, Ceglie Messapica
- Direzione artistica: Maria Antonietta Epifani
- Tema 2027: «Libertà»




