Eni Versalis Brindisi, cracking e investimenti

Una panoramica della zona industriale dall'alto

UILTEC: vendita cracking e nuovi investimenti Eni Versalis devono procedere insieme per garantire lavoro, sviluppo industriale e futuro

A proposito di Polo Petrolchimico di Brindisi, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Carlo Perrucci, Segretario Regionale UILTEC Puglia e Coordinatore di Brindisi.

di Carlo Perrucci

Futuro del Polo Petrolchimico di Brindisi

In questi giorni è ritornato di grande attualità nel dibattito pubblico locale il futuro del Polo Petrolchimico ed in modo particolare il destino dell’impianto di Cracking Eni Versalis e gli investimenti futuri che la stessa Società intende realizzare nel sito di Brindisi.

Stiamo leggendo di tutto: dalle fughe in avanti di chi vorrebbe risposte immediate a questioni complesse fino a quanti invocano l’intervento delle massime Autorità dello Stato per avere rassicurazioni sulle procedure in corso. Ne prendiamo atto consapevoli che ogni azione a tutela del Lavoro e del futuro economico ed industriale del territorio sia sempre da considerarsi positiva.

Carlo Perrucci, Segretario Regionale UILTEC Puglia e Coordinatore di Brindisi

Riconversione industriale e tempi necessari

La UILTEC però aggiunge un elemento fondamentale: oltre le rivendicazioni occorre avere anche ragionevolezza nel comprendere che i percorsi di riconversione produttiva ed industriale che stanno coinvolgendo Brindisi sono di per sé complessi e richiedono tempi e passaggi tecnici che non si possono risolvere dall’oggi al domani. Non vuol dire stare a guardare dalla finestra ma evitare di sollecitare decisioni immature e controproducenti. Non si può e non si deve perdere tempo ma nemmeno pretendere risposte che richiedono passaggi e processi in corso.

Protocollo di intesa e impianto di cracking

Eni Versalis ha sottoscritto Accordi chiari con alcune Organizzazioni Sindacali fra le quali la UILTEC. Uno dei risultati più significativi di tali Accordi, sintetizzati nel Protocollo di Intesa del 10 marzo, è la messa in stato di conservazione dell’impianto di Cracking in fase di ultimazione. La soluzione più ragionevole per Azienda e Lavoratori.

L’impianto non poteva continuare a produrre perché le condizioni di sostenibilità economica e di mercato erano cambiate di molto ma anche la mera e frettolosa dismissione dell’Impianto avrebbe pregiudicato una possibile ripresa delle attività nel futuro. I fatti, a breve lasso di tempo, ci stanno già dando ragione: oggi quell’Impianto sembra poter avere nuovi acquirenti e quindi diventare nuovamente operativo con nuova forza lavoro.

Se si fosse agito di impulso – con la lotta muscolare o con la resa incondizionata – si sarebbe ottenuto un risultato di certo peggiore. Con danni innanzitutto per moltissimi lavoratori.

L’ingresso del petrolchimico di Brindisi

Investimenti Eni e Giga Factory

La UILTEC ha sempre chiesto ad Azienda e Parti Sociali che il mantenimento dell’impianto di cracking – in stato di messa in conservazione o in Esercizio che sia – non pregiudichi mai ed in alcun modo i nuovi investimenti che la Società ha previsto per il Sito brindisino, investimenti che proiettano verso il futuro ed a nuova occupazione. Fra questi l’investimento della Giga Factory di Eni Storage Systems. Lo abbiamo chiesto e continuiamo a chiederlo con forza: nuove ed eventuali vecchie produzioni devono procedere di pari passo.

Posizione UILTEC e tutela dei lavoratori

La nostra posizione – ragionevole e capace di considerare le diverse esigenze e fattori in campo – rimane oggi la stessa: guardiamo con interesse alla possibilità che l’impianto di Cracking possa ripartire con nuova proprietà e seguiamo con attenzione il percorso autorizzativo e di cantierizzazione dei nuovi investimenti Eni, in fase di attuazione. I due processi assieme, senza pregiudiziali o corse in avanti.

Confidiamo di essere convocati sui Tavoli negoziali al più presto per avere aggiornamenti sui processi in corso. In quelle sedi rivendicheremo garanzie per ogni lavoratore attuale, diretto e dell’indotto, e chiederemo una puntuale formazione per gli operatori che si occuperanno di nuove produzioni così come previsto dal Protocollo.

Difesa del lavoro e responsabilità nelle scelte

Non sempre agitare spauracchi o fughe in avanti è la soluzione migliore per difendere e promuovere il Lavoro.