Eni e Seri Industrial inaugurano oggi a Brindisi la joint venture Eni Storage Systems per batterie al litio stazionarie
di Antonio Portolano
BRINDISI – Nasce, oggi, ufficialmente a Brindisi Eni Storage Systems, joint venture tra Eni e SERI Industrial. Il progetto punta a sviluppare un grande polo industriale per la produzione di batterie al litio stazionarie, cuore della strategia nazionale ed europea di transizione energetica.

L’avvio operativo del progetto
L’annuncio di oggi segna l’inizio dell’operatività della nuova società, controllata da Eni (50% più un’azione) e da FIB (50% meno un’azione, parte del gruppo SERI Industrial).
Il sito brindisino sarà dedicato alla produzione di oltre 8 GWh/anno di batterie litio ferro fosfato (LFP), realizzate con tecnologia a base acquosa. Le batterie saranno utilizzate per l’accumulo stazionario di energia elettrica, un settore cruciale per stabilizzare la rete e garantire la diffusione delle fonti rinnovabili.
Attualmente il progetto è nella fase di ingegneria e valutazioni economiche, finanziarie e autorizzative. Il completamento di questa fase è previsto entro il primo trimestre 2026, quando potrà partire la realizzazione concreta degli impianti.
Dall’intesa del 2024 alla nascita della joint venture
L’odierna inaugurazione è il risultato di un percorso iniziato quasi un anno fa. Il 25 ottobre 2024, Eni e SERI Industrial avevano firmato un accordo per esplorare la creazione di una società compartecipata, con sede proprio a Brindisi.
L’intesa prevedeva la realizzazione di un impianto per batterie stazionarie, una linea di produzione di materia attiva e un centro per il riciclo, integrati con l’impianto che FIB stava già costruendo a Teverola, in provincia di Caserta.
«Le batterie stazionarie sono indispensabili alla rete elettrica per superare il limite strutturale di programmabilità e di intermittenza delle fonti rinnovabili, favorendone quindi la diffusione», si leggeva nel comunicato congiunto del 2024.
Quella dichiarazione sintetizzava l’essenza del progetto: rendere le rinnovabili davvero competitive, superando il problema dell’intermittenza grazie a sistemi di accumulo affidabili e di larga scala.

Produzione integrata e riciclo delle batterie
Il sito di Brindisi sarà il cuore tecnologico del progetto. Qui verranno concentrate la produzione del materiale attivo catodico – il litio-ferro-fosfato, che permette ai catodi di immagazzinare e rilasciare ioni di litio – e l’assemblaggio delle batterie in sistemi BESS (Battery Energy Storage Systems).
Questi sistemi, sempre più diffusi a livello globale, consentono di immagazzinare energia nei momenti di eccesso di produzione e restituirla alla rete nei momenti di bisogno. Un passaggio fondamentale per bilanciare la crescente quota di eolico e fotovoltaico.
In prospettiva, a Brindisi sarà avviata anche la filiera del riciclo delle batterie, aperta a tutto il settore e non solo alla joint venture. Questo permetterà di recuperare materiali preziosi e ridurre l’impatto ambientale, chiudendo il ciclo produttivo in chiave circolare.
Un polo industriale tra Brindisi e Teverola
L’iniziativa non è isolata. Eni Storage Systems è parte di un piano più ampio che vede la creazione di un polo integrato Brindisi–Teverola, frutto della collaborazione tra Eni e SERI Industrial.
A Teverola, FIB sta completando un impianto analogo dedicato alle batterie al litio. L’integrazione tra i due siti consentirà di condividere ricerca, sviluppo, approvvigionamenti e processi produttivi, aumentando l’efficienza complessiva della filiera.
La strategia delle due aziende è chiara: consolidare un polo industriale italiano capace di competere a livello europeo in un settore strategico per la transizione energetica.
Obiettivi di mercato e impatto strategico
Le ambizioni sono elevate. Eni e SERI Industrial puntano a conquistare oltre il 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie.
Per l’Italia si tratta di un’opportunità unica: sviluppare competenze, attrarre investimenti e rafforzare l’industria nel Mezzogiorno. Per l’Europa, significa ridurre la dipendenza da fornitori esteri, consolidando una filiera interna più resiliente e sostenibile.
Il progetto si inserisce inoltre nel piano di trasformazione industriale di Eni, che punta a ridurre le emissioni, riconvertire i siti produttivi e integrare soluzioni innovative per l’energia del futuro.

Una spinta alla transizione energetica
Il lancio di Eni Storage Systems a Brindisi non è solo un fatto industriale, ma anche un tassello della transizione energetica. Le batterie al litio stazionarie consentono di superare i limiti di programmabilità delle rinnovabili, garantendo stabilità alla rete e favorendo la decarbonizzazione.
Per il Sud Italia, il progetto rappresenta anche un’occasione di rilancio economico e produttivo, con la prospettiva di attrarre nuove competenze e investimenti industriali. Una sfida che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e sviluppo territoriale.




