Eni accelera sulla transizione, nasce Industrial Evolution

Venezia, bioraffineria Enilive

Con Eni Industrial Evolution il gruppo riorganizza raffinerie e logistica: svolta sui biocarburanti, tra i principali poli italiani

di Antonio Portolano

La decarbonizzazione al 2050 entra nella struttura industriale di Eni. Con la nascita di Eni Industrial Evolution Spa, operativa dal primo gennaio, il gruppo avvia una riorganizzazione profonda delle attività di raffinazione e logistica per accompagnare il passaggio dai combustibili fossili ai biocarburanti, mantenendo continuità produttiva e presidio industriale.

Il progetto Industrial Evolution

La nuova società, presieduta e guidata da Umberto Carrara, accoglie raffinerie, depositi, oleodotti e partecipazioni, comprese quelle estere. L’obiettivo è gestire in modo unitario e progressivo la trasformazione degli asset industriali, inserendola nel percorso di decarbonizzazione dell’intero gruppo.
Nel perimetro di Eni Industrial Evolution rientrano le raffinerie di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia, e di Taranto, la partecipazione nella joint venture della Raffineria di Milazzo, la raffineria di Livorno, lo stabilimento di Robassomero, il Centro ricerche sud di San Filippo del Mela, oltre a depositi, oleodotti e alle partecipazioni in Ecofuel e Costiero Gas Livorno.

L’ingresso dello stabilimento Eni-Versalis di Brindisi

Taranto e Brindisi nel disegno industriale

All’interno di questo quadro, Taranto rappresenta uno dei siti centrali della raffinazione tradizionale destinata a una trasformazione graduale. L’impianto entra nel perimetro della nuova società come asset strategico da accompagnare nel percorso verso i biocarburanti, mantenendo però una parte rilevante delle attività sui combustibili fossili.
Brindisi segue invece una traiettoria diversa ma complementare. Al di fuori del perimetro di Eni Industrial Evolution, l’impianto di Versalis sarebbe destinato allo sviluppo della filiera delle batterie, a conferma di una riorganizzazione che coinvolge l’intero sistema industriale del gruppo.

Raffinerie tra biofuel e continuità produttiva

Il percorso di conversione procede con tempi differenziati. Livorno diventerà già nel corso dell’anno una bioraffineria, con la produzione di biodiesel Hvo e di Saf, il carburante sostenibile per l’aviazione. A Sannazzaro verrà convertita una singola unità al biofuel, mentre il resto dell’impianto continuerà a operare sui prodotti tradizionali.
Restano fuori da Eni Industrial Evolution le raffinerie di Porto Marghera e Gela, già riconvertite ai biocarburanti e rimaste in Enilive, la società del gruppo dedicata ai carburanti per la mobilità.

Strategia industriale e lettura dei mercati

Secondo quanto comunicato dal gruppo, Eni Industrial Evolution «si inserisce nell’ambito della strategia volta ad assicurare un’offerta energetica completamente decarbonizzata sia nei processi produttivi sia ai consumatori, cogliendo le opportunità e le prospettive di crescita offerte dalla transizione energetica».
Una strategia che i mercati continuano però a leggere insieme al peso del core business fossile. Il titolo Eni ha registrato un rialzo fino a 16,68 euro, sostenuto anche dalla crisi in Venezuela, dove il regime chavista ha progressivamente ridotto la produzione del gruppo: dai 3,5 milioni di barili al giorno del 1998 a circa 1 milione di barili al giorno nel novembre 2025. Secondo gli analisti di Mediobanca, Eni potrebbe aumentare potenzialmente la produzione di circa un milione di barili al giorno, seppure nell’arco di diversi anni e con il raggiungimento del target solo attorno al 2030.

Un assetto ponte verso la transizione

La separazione degli asset della raffinazione in una società dedicata consente così a Eni di rendere più leggibile il percorso di transizione, isolando attività e investimenti e offrendo maggiore visibilità industriale e finanziaria a un comparto che resta centrale per occupazione e presidio dei territori. Tra riconversioni verdi e continuità del business tradizionale, il gruppo ridisegna il futuro della raffinazione italiana partendo da poli chiave come Taranto e Brindisi.