Economia del talento e felicità sostenibile

Un team di talento felice dopo aver fatto un buon lavoro, immagine generata con Dall-E

La felicità come risorsa naturale per un’economia sostenibile ed ecologica: il talento come via maestra per vivere bene e creare valore

di Alessandra Amoruso
(talent&work coach ideatrice del Percorso #illavoroamisuradellatuafelicità)

E se la felicità fosse l’ingrediente naturale di un’economia sostenibile ed ecologica? Forse la strada passa dal talento.

L’economia del talento

E se la felicità fosse l’ingrediente naturale di un’economia sostenibile ed ecologica? Quella del singolo uomo e del mondo in generale?
Se si trovasse la fonte naturale e inesauribile della felicità a portata di tutti?
E se la via a questa felicità fosse proprio la via del talento?
Nel suo Il codice dell’anima James Hillman sostiene che tanto più un uomo, nella sua vita, si allontana dal suo talento, dal dono che gli è stato dato in sorte di compiere, di realizzare, di donare al mondo, tanto più grandi saranno le sue sofferenze. Crescere è tanto più doloroso quanto più, nel corso della propria vita, ci si allontana dal significato stesso del nostro essere venuti al mondo: esprimere il nostro talento in tutta la sua pienezza.

Il prezzo di abbandonare i talenti

Eppure quasi tutti compiono questo percorso crescendo: si allontanano da sé stessi, abbandonano i loro talenti, le proprie attitudini, e si concentrano piuttosto nell’inseguire quei modelli di “successo” più diffusi e comuni. Quanti uomini e donne hanno trascorso tantissimo tempo inseguendo un modello estraneo a sé, costruendo la propria vita sulla dimensione del rimpianto? È sicuramente la storia di tanti.

E se cominciassimo a calcolare quanto costa, al singolo e all’umanità intera, provare per anni a seguire strade che finiscono per rivelarsi sbagliate? La risposta potrebbe sbalordire.

Consumo straordinario di energie e risorse per percorsi di studio; investimenti in trasferimenti, lavori, relazioni che condizionano intere famiglie, alcune aree geografiche più di altre, intere nazioni. E non solo. Emozioni ipotecate, bloccate. Energie sprecate. Niente sogni, niente immaginazione, niente cuore. Piedi per terra e andare. Tanto il talento è di pochi e tu, tra quei pochi, non ci sei mai.

Fino a quando il disagio di vivere non ci costringe a fermarci e ricominciare a puntare lo sguardo verso noi stessi. Chi siamo veramente? Cosa vogliamo essere? E, se ancora è dato il tempo, è giusto concedersi di provarci?

Talento come scelta sostenibile

Quanto risparmieremmo in tempo, denaro, sacrifici, mortificazioni, spostamenti, se prima di qualunque scelta decidessimo di investire sulla consapevolezza? Se ci concedessimo il tempo di conoscerci davvero, riconoscendo il talento che è dentro di noi?
Quanto costa inseguire i sogni degli altri, indossare per anni abiti sbagliati, studiare libri che non avremmo mai scelto e calarsi in ruoli che ci stanno semplicemente ed inesorabilmente scomodi?
Se potessimo calcolare quanto spendiamo a fingere che la strada intrapresa sia quella giusta, fino a doverla infine interrompere, avremmo la misura di quanto potrebbe essere più economica, ecologica e sostenibile la scelta del talento.
O della felicità.

Regole per un’economia del talento

Si potrebbe parlare di economia del talento, con alcune regole per un futuro “ecologico” o della felicità sostenibile che ogni bambino e ogni adulto educante dovrebbe far proprie:

  1. Datti il permesso di sognare
  2. Vietato prendere in prestito i sogni degli altri
  3. Conosci te stesso prima di decidere cosa vuoi fare da grande
  4. Per conoscere il tuo talento vivi almeno 10 situazioni diverse
  5. Se sei confuso su te stesso prenditi del tempo e comincia a cercare
  6. La scelta giusta è quella che si nutre della sua stessa energia (è sostenibile)
  7. Niente è facile ma se dobbiamo faticare almeno che sia per quello che ci piace
  8. La scelta è un’opportunità, non un problema
  9. Scommetti su ciò che ti rende felice
  10. Cerca in quello che fai la tua felicità perché quando sei felice sei contagioso: fai del bene al mondo

Ripartire dal talento

Le scuole, gli adulti, le comunità educanti dovrebbero ripartire da qui: costruire quanti più percorsi possibili per aiutare tutti, sin da bambini, a trovare il proprio posto nel mondo.

Per non dover più indossare abiti già confezionati, ma sentirsi finalmente bene nei propri panni. In accordo con quel dono che ci è toccato in sorte e che non abbiamo ricevuto per caso, ma per costruirci attorno una vita felice.