DAMPE, dieci anni di missione spaziale sui raggi cosmici

La missione spaziale DAMPE - DArk Matter Particle Explorer celebra i 10 anni

La missione spaziale DAMPE compie dieci anni. UniSalento e INFN al convegno internazionale in Cina sui risultati scientifici

di Antonio Portolano

Dieci anni di osservazioni nello spazio, dati senza precedenti sui raggi cosmici e nuove prospettive sulla materia oscura. La missione spaziale DAMPE (DArk Matter Particle Explorer) celebra il suo decennale con un importante appuntamento scientifico internazionale in Cina, che vede protagonista anche l’Università del Salento .

Dieci anni dalla missione DAMPE

Era il 17 dicembre 2015 quando la missione DAMPE veniva lanciata da una base nel deserto del Gobi. L’obiettivo era studiare il flusso dei raggi cosmici e della radiazione gamma provenienti dallo spazio. Sebbene progettato per un’operatività di cinque anni, il rivelatore è ancora oggi attivo in orbita intorno alla Terra e continua a raccogliere dati di grande valore scientifico.

A dieci anni dal lancio, i risultati ottenuti confermano il ruolo centrale di DAMPE nello studio della fisica astroparticellare, offrendo informazioni fondamentali sui meccanismi di produzione e propagazione dei raggi cosmici nella Galassia.

Il convegno internazionale a Nanchino

In occasione del decennale della missione, una delegazione di docenti dell’Università del Salento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sarà a Nanchino, in Cina, per partecipare all’International Workshop on Cosmic Ray Direct Detection and Physics. Per UniSalento sarà presente Francesco de Palma, del Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”, mentre per l’INFN parteciperà Antonio Surdo, della sezione di Lecce.

Il workshop riunisce i principali esperti internazionali impegnati nello studio dei raggi cosmici e nella ricerca della materia oscura. Nei giorni successivi all’incontro, i componenti della collaborazione DAMPE si confronteranno sulle analisi in corso e sui risultati più recenti dell’esperimento.

Dampe, studia il flusso dei raggi cosmici e delle radiazioni gamma provenienti dallo spazio

Una collaborazione scientifica internazionale

La missione DAMPE è il risultato del lavoro di oltre 150 tra scienziati, tecnici e dottorandi appartenenti a numerose istituzioni scientifiche internazionali. In Europa hanno contribuito l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con le sezioni di Bari, Lecce e Perugia, il Gran Sasso Science Institute (GSSI) dell’Aquila, e le Università di Ginevra, Perugia, Bari e del Salento.

La partecipazione cinese al progetto è stata coordinata dal Purple Mountain Observatory di Nanchino, coinvolgendo la University of Science and Technology di Hefei, l’Institute of Modern Physics di Lanzhou, l’Institute of High Energy Physics, la University of Chinese Academy of Sciences e il National Space Science Center di Pechino.

Il contributo di Lecce e dell’Università del Salento

Un contributo rilevante alla missione DAMPE è stato fornito dalla Sezione INFN di Lecce e dal Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi” dell’Università del Salento. Attualmente partecipano alle attività dell’esperimento a Lecce i professori Paolo Bernardini e Francesco de Palma per UniSalento, insieme al dottor Antonio Surdo e alla dottoressa Francesca Alemanno per l’INFN.

Pur avendo proseguito la propria attività scientifica presso altre sedi, continuano a contribuire alla missione il professor Ivan Demitri e la dottoressa Elisabetta Casilli, oggi al Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, e il professor Giovanni Marsella, attualmente all’Università di Palermo.

I risultati scientifici della missione

I dati raccolti da DAMPE in dieci anni di attività hanno permesso di esplorare la natura dei raggi cosmici a energie mai raggiunte prima da rivelatori in orbita. Numerosi studi sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali.

In particolare, un’analisi pubblicata sulla rivista Nature ha evidenziato una repentina diminuzione del flusso di elettroni e positroni cosmici all’energia di 1 TeV. Inoltre, grazie alla capacità del rivelatore di misurare la carica elettrica delle particelle incidenti, sono state osservate strutture complesse nello spettro dei raggi cosmici, distinguendo i diversi elementi, dall’idrogeno al nichel.

La scoperta di tali strutture è fondamentale per comprendere i meccanismi di produzione e propagazione dei raggi cosmici nella Galassia e rappresenta un avanzamento significativo per l’intera comunità scientifica.

Uno sguardo al futuro

A dieci anni dal lancio, la missione DAMPE continua a produrre risultati di grande rilevanza scientifica, confermando l’efficacia di una collaborazione internazionale che vede l’Università del Salento e l’INFN tra i protagonisti. Il confronto previsto a Nanchino rappresenta non solo una celebrazione del percorso compiuto, ma anche un momento chiave per delineare le prospettive future della ricerca sui raggi cosmici e sulla materia oscura.