Torre Guaceto, otto giovani a scuola di tutela del mare

Torre Guaceto, gli otto giovani che partecipano al Campus AMP di Worldrise

È iniziato il Campus AMP di Worldrise: fino al 12 settembre otto studenti e neolaureati imparano sul campo come si gestisce un’area protetta

di Antonio Portolano

La protezione del mare non si studia soltanto sui libri. Si impara entrando nei meccanismi quotidiani di un’area protetta, osservando come si monitora la pesca, seguendo il recupero di una tartaruga marina, censendo le specie sott’acqua e comprendendo come tutela ambientale, comunità e attività umane possano convivere. È quello che stanno facendo a Torre Guaceto otto giovani studenti e neolaureati provenienti da tutta Italia, protagonisti della quarta edizione del Campus AMP di Worldrise.

Il percorso ha preso il via lunedì 7 settembre e proseguirà fino a sabato 12 nella Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta di Torre Guaceto. Per il secondo anno consecutivo l’area protetta pugliese diventa così un laboratorio di formazione sul campo per chi punta a costruire il proprio futuro professionale nella conservazione marina.

Non una semplice settimana di lezioni, ma un’immersione nei problemi, nelle competenze e nelle responsabilità che accompagnano la gestione di un’Area Marina Protetta: governance, normative, monitoraggio ambientale, turismo sostenibile e comunicazione scientifica vengono affrontati insieme alle attività pratiche e al confronto diretto con esperti e operatori del territorio.

Torre Guaceto, Campus AMP di Worldrise una lezione

Torre Guaceto diventa un laboratorio per la tutela del mare

Il valore del Campus AMP sta soprattutto nella possibilità di osservare da vicino ciò che significa amministrare e proteggere un ecosistema complesso.

Durante la settimana i partecipanti entrano in contatto con alcune delle attività che caratterizzano quotidianamente la gestione di Torre Guaceto: dal monitoraggio della pesca alla conservazione delle tartarughe marine e del fratino, fino alle tecniche di Visual Census in mare, utilizzate per osservare e censire direttamente organismi, specie e popolamenti presenti nell’ambiente marino.

Le lezioni si alternano quindi a monitoraggi, attività pratiche e incontri con chi opera sul territorio. L’obiettivo è trasferire conoscenze scientifiche ma anche strumenti operativi, mostrando come la conservazione dipenda da una rete di competenze che comprende ricerca, gestione, regole, informazione e rapporto con le comunità.

È su questo intreccio che insiste Mariasole Bianco, presidente di Worldrise: «Per proteggere il mare in modo efficace abbiamo bisogno di persone competenti, appassionate e capaci di costruire ponti tra scienza, comunità e territori. È questo che vogliamo fare con il Campus AMP: formare le nuove generazioni che potranno prendersi cura del nostro mare domani. Farlo a Torre Guaceto significa continuare a imparare da un territorio che da anni dimostra quanto la tutela possa generare valore per il mare e per le comunità che lo abitano».

Il direttore del Consorzio di gestione di Torre Guaceto Alessandro Ciccolella

La formazione entra nella strategia futura della Riserva

La presenza del Campus non è un episodio isolato. Il progetto si inserisce nella collaborazione avviata nel 2025 tra Worldrise e il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, costruita attorno alla conservazione degli ambienti marino-costieri, alla sensibilizzazione della comunità e alla formazione di nuove competenze.

Una partnership che si intreccia anche con alcuni dei processi strategici che riguardano il futuro dell’area protetta.

Worldrise ha infatti affiancato il Consorzio nel percorso verso la candidatura di Torre Guaceto a Riserva della Biosfera MAB UNESCO, nella proposta di ampliamento dell’Area Marina Protetta e nelle attività finalizzate al coinvolgimento degli attori locali.

La formazione dei giovani assume quindi un significato che va oltre la singola esperienza didattica: preparare nuove professionalità significa costruire competenze capaci di affrontare una gestione della natura sempre più legata non soltanto alla biologia e al monitoraggio scientifico, ma anche alla partecipazione delle comunità, alla sostenibilità delle attività economiche e alla capacità di far comprendere il valore degli ecosistemi.

«Investire nella formazione dei futuri professionisti della tutela della natura è un atto dovuto, così come la sensibilizzazione delle comunità. Solo fornendo gli strumenti per interpretare ciò che ci circonda e per tutelarlo, si può sperare in un domani in cui l’ecosistema, di cui l’uomo fa parte, possa godere di un reale equilibrio. Ringraziamo Worldrise per l’impegno con il quale porta avanti il lavoro quotidiano per la conservazione e la divulgazione», dichiara Stefano Convertini, presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto.

Torre Guaceto, Campus AMP di Worldrise

Dalla pesca alle tartarughe, la conservazione si studia sul campo

Il territorio diventa dunque una vera aula a cielo aperto. Il principio è quello di mettere i partecipanti di fronte alla complessità concreta della conservazione: proteggere un’area marina significa conoscere lo stato delle specie e degli habitat, raccogliere dati, controllare gli effetti delle attività umane, applicare le normative e costruire un rapporto consapevole con chi quel territorio lo vive.

Nello stesso percorso entrano così il monitoraggio della pesca e la tutela di specie differenti come le tartarughe marine e il fratino, insieme alle osservazioni effettuate direttamente in mare.

La quarta edizione del Campus AMP di Worldrise viene realizzata con il supporto dei fondi 8×1000 dell’Unione Buddhista Italiana e di AXA XL.

L’esperienza di Torre Guaceto conferma inoltre una caratteristica centrale del progetto: la formazione è gratuita e destinata a studenti e neolaureati interessati a entrare professionalmente nel settore della conservazione marina.

Torre Guaceto, Campus AMP di Worldrise una lezione con gli operatori del Consorzio di gestione

Il Campus si apre alla comunità il 10 e 11 settembre

Una parte dell’esperienza uscirà dal perimetro della formazione riservata ai partecipanti per coinvolgere direttamente cittadini e visitatori.

I giovani del Campus saranno impegnati anche in attività pratiche di divulgazione scientifica aperte alla comunità, trasformando ciò che stanno apprendendo durante la settimana in occasioni di conoscenza e sensibilizzazione per il pubblico.

Gli appuntamenti gratuiti sono fissati per giovedì 10 e venerdì 11 settembre, dalle 17 alle 18, presso il Centro di Recupero Tartarughe Marine «Luigi Cantoro».

Durante gli incontri sarà possibile conoscere più da vicino il lavoro svolto quotidianamente dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto per il recupero e la riabilitazione delle tartarughe marine e approfondire il ruolo della conservazione degli ecosistemi costieri.

È anche il passaggio che completa il modello formativo del Campus: acquisire competenze non basta se quelle conoscenze non diventano capacità di spiegare, coinvolgere e creare consapevolezza.

Perché la gestione delle aree protette non riguarda soltanto chi vi lavora. Il futuro del patrimonio marino dipende anche dalla capacità di costruire attorno alla sua tutela comunità informate e partecipi. Ed è proprio da questa relazione tra scienza, professioni e territorio che Torre Guaceto e Worldrise stanno provando a formare una nuova generazione di persone chiamate, domani, a prendersi cura del mare.