Tenute Lu Spada e GuidaBio 2026: la consacrazione a Villa Pamphili tra eccellenza agricola, cultura del vino e riconoscimento nazionale
di Antonio Portolano

ROMA – «Una giornata indimenticabile, un riconoscimento importante che non è un punto d’arrivo ma uno stimolo a fare sempre meglio lungo la strada imboccata in questi anni. Anno dopo anno raggiungiamo risultati sempre più importanti e qualificanti, segno che siamo sulla strada giusta». Con queste parole Carmine Dipietrangelo, amministratore di Tenute Lu Spada, ha commentato la premiazione ufficiale avvenuta oggi a Roma, durante la presentazione della GuidaBio 2026, che consacra l’azienda brindisina tra le realtà di riferimento del vino biologico italiano.

Una giornata simbolica nel cuore del vino biologico italiano
La cerimonia di presentazione della GuidaBio 2026, edita da Rubettino, si è svolta oggi nello scenario di Villa Pamphili, con un parterre di livello assoluto nel panorama enologico nazionale. Un evento partecipatissimo, che ha riunito produttori, critici, operatori del settore, giornalisti e appassionati, confermando il ruolo crescente del vino biologico nel dibattito culturale ed economico italiano.

La GuidaBio è l’unica guida nazionale interamente dedicata ai vini da agricoltura biologica. Un progetto editoriale che recensisce circa 2.500 etichette, degustate rigorosamente alla cieca, con l’obiettivo di valorizzare qualità, sostenibilità, sicurezza per il consumatore e coerenza produttiva. Alla direzione della guida c’è Antonio Stanzione, figura di riferimento nella divulgazione del vino di qualità.

Tre vini premiati, un progetto riconosciuto
Nel corso della cerimonia, Tenute Lu Spada ha ricevuto importanti riconoscimenti per tre etichette biologiche che raccontano in modo coerente il territorio brindisino e la filosofia aziendale.

Grigiombra 2024 – Vermentino ha ottenuto 5 Foglie, con una menzione speciale tra i migliori vini per qualità/prezzo. Come riportato nella guida, «Giallo paglierino scarico. Al naso si presenta con sentori fruttati ed erbacei. Segue un sorso di buona acidità e sapido nel finale. Media la struttura, con buona persistenza».

Fuocorosa 2024 – Rosato di Susumaniello è stato premiato con 4 Foglie. La descrizione evidenzia «Alla vista si presenta rosa tenue scarico. Al naso sentori di lampone e ribes non maturo, con lievi note balsamiche. Il sorso è teso, di media struttura e dai ritorni agrumati».

Laenius 2023 – Malvasia Nera di Brindisi è stato segnalato e premiato per identità e coerenza espressiva. La guida ne sottolinea il profilo: «Rosso granato. All’esame olfattivo presenta sentori di caffè e carruba intensi e persistenti. Segue una componente tostata. In bocca poco armonico e dal tannino gentile».

Le radici di un progetto agricolo e culturale
Il successo di oggi affonda le radici in un percorso iniziato nel 2015. Come racconta la scheda aziendale riportata in guida: «Tenute Lu Spada nasce nel 2015 dall’idea di un gruppo di amici con un sogno comune: contribuire a valorizzare il territorio di Brindisi per restituire alla città la sua originaria vocazione vitivinicola».

Un progetto cresciuto rapidamente ma con solide basi: «In pochi anni l’azienda ha reso produttivi 15 ettari di terreni da sempre vocati alla viticoltura. Ha ristrutturato un’antica masseria circondata oggi da vigneti, trasformandola in un’accogliente sala degustazione e punto vendita».

Fin dall’inizio la scelta è stata netta: «Si è scelto fin da subito di coltivare le uve in biologico, con attenzione alla biodiversità che circonda le vigne». Un lavoro che valorizza i vitigni autoctoni del Salento, tra vecchie piante ad alberello e nuovi impianti a cordone speronato e guyot, «capaci di dare vini dall’identità inconfondibile e di portare avanti l’idea di un nuovo futuro per Brindisi».
Non solo produzione, ma diffusione della cultura del vino
Il riconoscimento della GuidaBio 2026 certifica non solo la qualità dei vini, ma anche l’impegno di Tenute Lu Spada nella diffusione della cultura del vino, attraverso l’accoglienza in cantina, la divulgazione e una visione del biologico come scelta etica e culturale, non come semplice certificazione.
Un approccio che ha convinto anche la giuria della guida e che oggi viene premiato a livello nazionale.

La soddisfazione dell’azienda e il ringraziamento
Nel commentare il risultato, Carmine Dipietrangelo ha voluto esprimere anche un ringraziamento esplicito: «Ringrazio GuidaBio e il direttore Antonio Stanzione per l’attenzione, la serietà e il lavoro di valorizzazione che portano avanti ogni anno. Essere qui oggi, in un contesto così autorevole, è per noi motivo di grande orgoglio».

Una consacrazione che guarda avanti
L’ingresso di Tenute Lu Spada nel gotha dei vini biologici italiani non rappresenta un punto di arrivo, ma la conferma di un percorso costruito su rigore agricolo, identità territoriale e visione culturale. Un successo che racconta come il vino biologico, quando nasce da un progetto autentico, possa essere allo stesso tempo qualitativo, accessibile e profondamente contemporaneo.




