Tenute Lu Spada protagonista in GuidaBio 2026

Tenute Lu Spada e GuidaBio 2026: tre vini biologici premiati che raccontano un progetto agricolo maturo, tra identità territoriale e qualità

di Antonio Portolano

«Questi riconoscimenti rendono orgogliosi perché parlano di un lavoro agricolo vero: il biologico è disciplina, cura quotidiana e rispetto. Il nostro impegno è produrre vini puliti, riconoscibili e di qualità, ma con un’anima accessibile: vini che restano vicini alle persone e alle loro tavole», così Carmine Dipietrangelo, amministratore di Tenute Lu Spada, commenta l’ingresso dell’azienda tra i protagonisti della GuidaBio 2026, con tre etichette biologiche premiate a livello nazionale.

Carmine Dipietrangelo amministratore di Tenute Lu Spada

Un riconoscimento che certifica la maturità di un progetto

La presenza di Tenute Lu Spada nella GuidaBio 2026 non è un risultato episodico, ma la conferma di un percorso agricolo e produttivo che ha raggiunto una maturità stilistica riconoscibile. La guida, unica in Italia interamente dedicata ai prodotti da agricoltura biologica, rappresenta oggi uno strumento di lettura autorevole per comprendere l’evoluzione del settore, premiando non solo la qualità del vino, ma la coerenza complessiva del progetto.

La GuidaBio recensisce circa 2.500 vini, degustati rigorosamente alla cieca, all’interno di un sistema di valutazione che tiene insieme qualità organolettica, sostenibilità ambientale, attenzione ai processi produttivi e tutela del consumatore. Un contesto selettivo, nel quale emergere significa dimostrare continuità e visione.

Grigiombra, Tenute Lu Spada

Tre vini, una cifra stilistica comune

La lettura incrociata dei riconoscimenti assegnati a Grigiombra, Fuocorosa e Laenius restituisce l’immagine di una cantina che lavora sulla precisione più che sull’effetto, sulla riconoscibilità più che sulla potenza. Tre vini diversi per tipologia e funzione, ma uniti da una stessa idea di equilibrio e misura.

Grigiombra – Vermentino ottiene 5 Foglie e una menzione speciale tra i migliori vini per qualità/prezzo nella fascia dei 15 euro. È un Vermentino Salento IGP biologico, prodotto in tiratura limitata, che interpreta il vitigno in chiave mediterranea, senza sovrastrutture. Il profilo aromatico, tra note floreali, erbacee, fruttate e agrumate, introduce un sorso secco, teso, sostenuto da una freschezza nitida e da una sapidità calibrata, mai invadente. Un vino che privilegia la bevibilità consapevole e la vocazione gastronomica.

Fuocorosa, Tenute Lu Spada

Fuocorosa – Rosato di Susumaniello conquista 4 Foglie, confermandosi una delle espressioni più coerenti del rosato biologico salentino. Nato da Susumaniello, vitigno autoctono di Brindisi, coltivato nelle vigne aziendali tra il lago del Cillarese e il mare, esprime una freschezza misurata, accompagnata da richiami marini e da una scia sapida che rimanda direttamente al paesaggio costiero. È un rosato che rifugge la ricerca dell’effetto cromatico o aromatico, per concentrarsi su equilibrio, precisione e versatilità a tavola.

Laenius – Malvasia Nera di Brindisi, segnalato e premiato in guida per identità e coerenza espressiva, rappresenta la declinazione più storica e culturale del progetto. Ottenuto da Malvasia Nera di Brindisi in purezza, restituisce profumi di frutti neri, spezie e prugna, con una struttura che privilegia la leggibilità e la finezza. Il riferimento alla famiglia Laenius, attiva nel commercio del vino già nel 40 a.C., e l’etichetta ispirata a una moneta romana con delfino, uva e lira, completano un racconto che unisce enologia e memoria del territorio.

Il biologico come scelta culturale ed economica

Il successo in GuidaBio 2026 evidenzia un aspetto centrale: per Tenute Lu Spada il biologico non è una tendenza, ma una scelta strutturale. La guida stessa ricorda come l’agricoltura biologica sia una sfida complessa, fatta di rigore, controllo dei processi, tutela ambientale e responsabilità verso il consumatore. Principi che l’azienda ha trasformato in metodo quotidiano e in identità produttiva .

In un mercato in cui il biologico rischia talvolta di appiattirsi su linguaggi standardizzati, Tenute Lu Spada sceglie una strada diversa: lavorare sull’identità dei vitigni locali, su uno stile riconoscibile e su vini accessibili nel prezzo, ma mai semplificati nel contenuto.

Qualità accessibile, senza compromessi

Il concetto di vino “popolare”, richiamato dall’azienda, assume qui un significato preciso. Popolare non come riduzione qualitativa, ma come scelta consapevole di leggibilità. Vini pensati per la tavola quotidiana, per la ristorazione, per un consumo colto ma non elitario. Una visione che intercetta un’esigenza reale del mercato e restituisce al vino biologico una dimensione profondamente contemporanea.

Tramonto sui vigneti a Tenute Lu Spada

Un riconoscimento che guarda avanti

La presentazione ufficiale della GuidaBio 2026 e la cerimonia di premiazione si terranno il 24 gennaio a Roma, a Villa Pamphili, segnando un passaggio simbolico per Tenute Lu Spada. Non un punto di arrivo, ma la conferma di un percorso.

I riconoscimenti ottenuti dimostrano come, quando il vino biologico nasce da un progetto agricolo serio e da una visione culturale chiara, possa essere allo stesso tempo identitario, contemporaneo e profondamente umano.