Sternatia, Mandoi presenta «Né eroe né guerriero»

Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato, la copertina del libro

Nel chiostro dei Domenicani il magistrato presenta «Né eroe né guerriero», memoria civile della lotta alla mafia pugliese e delle sue ferite

di Antonio Portolano

STERNATIA (LECCE) – Non un eroe da celebrare. Nemmeno un guerriero da consegnare alla retorica. Francesco Mandoi sceglie il terreno più difficile: quello della memoria, della responsabilità e delle paure attraversate da un magistrato mentre lo Stato imparava a riconoscere e colpire la Sacra Corona Unita.

Domani, domenica 2 agosto 2026, alle 20.30, il chiostro del Convento dei Domenicani di Sternatia ospiterà la presentazione di «Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato» (clicca qui per acquistare), il libro di Francesco Mandoi, già procuratore nazionale antimafia aggiunto. L’incontro rientra nella rassegna letteraria «La civetta sul pozzo».

Il volume conduce il pubblico dentro una stagione decisiva della storia giudiziaria pugliese. Dal 1992 Mandoi e Cataldo Motta si trovarono davanti alla prova dell’esistenza e della forza della mafia salentina. Le indagini, i maxiprocessi, le condanne, il rapporto con i collaboratori di giustizia e i risultati raggiunti dalla Direzione distrettuale antimafia ricostruiscono il passaggio da una criminalità spesso sottovalutata al riconoscimento di un’organizzazione mafiosa capace di radicarsi, intimidire e condizionare il territorio.

La mafia raccontata da chi l’ha affrontata

La forza del libro non risiede soltanto nella ricostruzione dei fatti. Mandoi entra nella zona che sentenze e cronache raramente riescono a illuminare: il costo umano del dovere.

Racconta la solitudine, la sensazione di inadeguatezza, la paura per sé e per le persone vicine, la tensione che accompagna ogni decisione quando l’avversario è un potere criminale organizzato, pervasivo e spesso invisibile. La battaglia contro le mafie emerge così come una prova professionale, morale e personale.

Dentro «Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato» (clicca qui per acquistare) non c’è spazio per il trionfalismo. Il tono è sobrio, personale, a tratti intimistico. Affiora la figura di un uomo che ha vissuto la funzione giudiziaria come servizio alle istituzioni, alla Costituzione e alla collettività, senza trasformare il proprio ruolo in una narrazione autoreferenziale.

Centrale è anche la gratitudine verso i magistrati, gli investigatori, il personale giudiziario e i collaboratori che hanno condiviso anni descritti come una vera guerra contro la criminalità organizzata. Il risultato è il ritratto di un servitore dello Stato consapevole del valore del proprio compito, ma capace di esercitarlo con umiltà.

Francesco Mandoi, magistrato

Lo sguardo dell’uomo dietro il magistrato

La prospettiva scelta è quella dell’“uomo magistrato”. Non soltanto il professionista che conduce indagini, coordina attività investigative e sostiene accuse, ma la persona chiamata a convivere con le conseguenze delle proprie decisioni.

È questo scarto a trasformare il libro in uno strumento di conoscenza storica e, insieme, di educazione civile. Il lettore non osserva gli avvenimenti da lontano. Entra nei pensieri, nelle paure e nelle responsabilità di chi li ha vissuti dietro le quinte, quando le vicende destinate a diventare storia erano ancora un insieme di indizi, rischi e scelte da compiere.

Il coraggio, nella narrazione di Mandoi, non coincide con l’assenza di timore. È la volontà di resistere nonostante il timore, continuando a operare dalla parte della giustizia anche quando i rischi aumentano e la solitudine diventa più pesante.

Una carriera tra Brindisi, Lecce e l’antimafia

Nato a Galatone, Francesco Mandoi è stato sostituto procuratore a Brindisi e successivamente a Lecce, dove ha maturato una parte fondamentale della propria esperienza nel contrasto alla criminalità organizzata.

Nel 1992 entrò nella Direzione distrettuale antimafia di Lecce insieme a Cataldo Motta. Dal 1994 operò alla DDA di Potenza e, successivamente, guidò la segreteria del sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Ayala.

Dal 1999 al 2018 è stato sostituto procuratore presso la Direzione nazionale antimafia, lavorando anche a progetti internazionali contro la criminalità organizzata in Albania, Nigeria, Colombia e Macedonia. Tra il 2010 e il 2018 ha svolto incarichi come procuratore Eulex a Pristina, in Kosovo, e come magistrato di collegamento presso il ministero della Giustizia della Repubblica d’Albania.

Nel 2020 ha ricevuto le chiavi della città di Tirana per il contributo offerto alla lotta contro la criminalità organizzata albanese. È accademico presso la Pontificia Accademia Mariana Internazionale ed è stato docente nella Scuola di specializzazione per le professioni legali dell’Università del Salento.

Il libro e la prefazione di Nino Di Matteo

«Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato» (clicca qui per acquistare) è stato pubblicato da Besa Muci nell’aprile 2025, all’interno della collana Entropie. Il volume conta 252 pagine, ha un prezzo di copertina di 18 euro ed è accompagnato dalla prefazione del magistrato Nino Di Matteo.

Il libro è disponibile nelle librerie e negli store online. La sua struttura intreccia esperienza professionale, memoria personale e riflessione civile, offrendo un punto di accesso privilegiato alla storia della Sacra Corona Unita e all’evoluzione del contrasto alle mafie pugliesi.

Non è un’autobiografia tradizionale e non è neppure un inventario di operazioni giudiziarie. È il racconto di ciò che accade a una persona quando il proprio lavoro la conduce dentro un conflitto che coinvolge libertà, sicurezza, famiglia e coscienza.

Il tour ha già attraversato Brindisi

Il percorso pubblico del libro ha già toccato numerose città pugliesi, trasformando ogni presentazione in un confronto sulla legalità e sulla responsabilità individuale.

Il 27 maggio 2025 Francesco Mandoi è stato a Brindisi, nell’Accademia degli Erranti ospitata all’interno dell’ex Convento delle Scuole Pie. L’incontro è stato promosso dalla Scuola di formazione Antonino Caponnetto in collaborazione con l’associazione Brindisi e le Antiche Strade e con il patrocinio del Comune di Brindisi.

Alla presentazione hanno partecipato Rosy Barretta, presidente di Brindisi e le Antiche Strade, Raffaella Argentieri, vicepresidente nazionale della Scuola di formazione Antonino Caponnetto, e Nando Benigno, coordinatore nazionale della stessa Scuola.

Anche in quell’occasione «Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato» (clicca qui per acquistare) è stato proposto non come l’autocelebrazione di una carriera, ma come una testimonianza capace di collegare memoria giudiziaria, coscienza civile e impegno quotidiano.

La presentazione agli studenti di Mesagne

Il 7 ottobre 2025 il tour è arrivato anche a Mesagne, nell’auditorium dell’IISS «Epifanio Ferdinando».

L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione comunale di Mesagne e dalla sottosezione brindisina dell’Associazione nazionale magistrati, presieduta dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro. Hanno preso parte all’incontro anche Mario Palmisano Romano, dirigente scolastico dell’istituto; Anna Maria Scalera, coordinatrice provinciale di Avviso Pubblico Brindisi; Valerio D’Amici, co-referente di Libera Puglia; e la giornalista Marina Poci, che ha dialogato con l’autore.

La partecipazione degli studenti ha trasferito il confronto sulla mafia dentro la scuola, indicando nella conoscenza dei fenomeni criminali, nella partecipazione e nella capacità di riconoscere l’illegalità gli strumenti essenziali per impedire alla cultura mafiosa di trovare nuovi spazi.

Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato, locandina

Sternatia costruisce una cultura della legalità

L’appuntamento di domani si inserisce nel percorso avviato dall’Amministrazione comunale di Sternatia per rafforzare il rispetto delle istituzioni, delle regole e del bene comune.

Interverrà il sindaco Gabriele Candito. A introdurre e moderare la serata sarà Marta Martina, vicesindaca di Sternatia.

Dialogheranno con Francesco Mandoi Ivan Rossano Adorno, professore ordinario di Diritto processuale penale presso l’Università del Salento, e Francesco D’Agata, avvocato e portavoce dello Sportello dei Diritti.

Il loro contributo allargherà il confronto dal racconto personale ai temi della giustizia, della funzione delle istituzioni e della formazione di una coscienza civile condivisa.

La lotta alle mafie, suggerisce il libro, non può essere delegata esclusivamente ai tribunali e alle forze dell’ordine. Ha bisogno di cittadini consapevoli, comunità capaci di riconoscere l’intimidazione e istituzioni credibili. La legalità non è una formula da pronunciare durante le cerimonie, ma una scelta che si misura nei comportamenti quotidiani.

La presentazione di Sternatia offrirà l’occasione di ascoltare la voce di chi ha attraversato una delle stagioni più complesse della storia giudiziaria pugliese senza attribuirsi il ruolo dell’eroe. Proprio qui risiede la forza di «Né eroe né guerriero. Ricordi e sfide di un magistrato» (clicca qui per acquistare): mostrare che il coraggio non è l’assenza della paura, ma la decisione di non arretrare quando sono in gioco la giustizia, la Costituzione e la pace sociale.

Informazioni pratiche

  • Evento: presentazione del libro di Francesco Mandoi
  • Data: domenica 2 agosto 2026
  • Orario: 20.30
  • Luogo: chiostro del Convento dei Domenicani
  • Città: Sternatia, provincia di Lecce
  • Rassegna: «La civetta sul pozzo»
  • Intervento istituzionale: Gabriele Candito
  • Introduzione e moderazione: Marta Martina
  • Dialogano con l’autore: Ivan Rossano Adorno e Francesco D’Agata