Investimenti a Taranto e calo dei traffici a Brindisi. Serve una strategia portuale chiara per tutelare occupazione, servizi e futuro
«A proposito di rigassificatore a Taranto e crisi del porto di Brindisi, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Impresa Fratelli Barretta, operatore portuale concessionario del servizio di rimorchio nel porto di Brindisi».
di Impresa Fratelli Barretta
Il rigassificatore di Taranto come leva di sviluppo portuale
L’Impresa Fratelli Barretta SRL, operatore portuale concessionario del servizio di rimorchio nel porto di Brindisi, prende atto dell’imminente realizzazione del nuovo impianto di rigassificazione nel porto di Taranto, con un investimento superiore a 500 milioni di euro che ricadranno sull’economia locale e che, a pieno regime, è destinato a generare fino a circa 100 metaniere l’anno entro il 2028.
L’insediamento di questo impianto consentirà la ripresa a pieno regime dell’attività industriale dell’Ilva, che da sempre ha rappresentato un volano per le attività marittime nel porto di Taranto.
Una scelta industriale chiara, che dimostra come il porto torni ad essere leva di sviluppo quando inserito in una visione strategica.

Il confronto inevitabile con il porto di Brindisi
Il confronto con Brindisi è però inevitabile.
Il porto brindisino sta vivendo una fase di progressiva contrazione dei traffici, in parallelo con la chiusura o la transizione incompiuta di insediamenti industriali che per oltre quarant’anni hanno garantito operatività allo scalo.
È necessario evidenziare che l’attuale situazione è il risultato di anni di occasioni perdute. La transizione energetica non è stata trasformata per tempo in nuova specializzazione portuale, non si sono consolidati traffici alternativi a quelli in declino e la ventilata trasformazione industriale non è stata accompagnata da una pianificazione portuale adeguata.
Il porto come infrastruttura economica e sociale
In questo contesto, il porto non è un’infrastruttura astratta. Attorno ad esso gravitano le sorti di migliaia di persone tra operatori portuali, marittimi, tecnici, imprese dell’indotto, agenti marittimi e tutto il sistema dell’economia portuale.
A titolo esemplificativo si segnala che, oltre alla già conclamata riduzione dei traffici Ro.ro e passeggeri, si è passati da 40 navi carboniere a 0 e le navi connesse al traffico Versalis sono passate da 260 all’anno a 90 nel 2025.

Una strategia urgente per il rilancio del porto di Brindisi
L’Impresa Fratelli Barretta SRL non intende contrapporre territori, ma evidenziare una realtà. Se a Taranto si investe per creare traffici futuri, a Brindisi è indispensabile avviare con urgenza una strategia di rilancio del porto.
Questa strategia deve includere l’attrazione di nuovi insediamenti industriali e logistici legati alla transizione energetica e alla nuova manifattura, la valorizzazione delle infrastrutture portuali esistenti, politiche di sostegno alle imprese portuali che garantiscono servizi essenziali, la tutela occupazionale e percorsi di riqualificazione professionale.
Il porto di Brindisi ha competenze, spazi, professionalità e una tradizione operativa che non possono andare dispersi. Serve ora una regia istituzionale forte, capace di riportare il porto al centro delle politiche di sviluppo, esattamente come sta avvenendo in altri scali.
L’Impresa Fratelli Barretta SRL ribadisce la propria disponibilità a collaborare con istituzioni, Autorità portuale e parti sociali per costruire un percorso di rilancio concreto, nell’interesse della sicurezza, del lavoro e del futuro del territorio brindisino.



