Fratelli Barretta, il porto di Brindisi pronto per Gaza

Brindisi, alcuni dei rimorchiatori della Impresa Fratelli Barretta

L’impresa sostiene Fedespedi: il porto di Brindisi può diventare hub strategico per la ricostruzione di Gaza e rilanciare l’economia locale

di Antonio Portolano

BRINDISILa proposta di Fedespedi ha trovato immediato riscontro nel mondo imprenditoriale brindisino. A sostenerla con convinzione è la Fratelli Barretta, storica impresa portuale guidata da Rosy e Giuseppe Barretta, che da decenni opera nel settore della logistica e della movimentazione merci.
Con un comunicato ufficiale, l’azienda ha espresso il proprio plauso all’iniziativa di Adriano Guadalupi, definendo la candidatura del porto di Brindisi come hub per la ricostruzione di Gaza una “proposta importante e concreta”, capace di rilanciare l’economia locale dopo anni di difficoltà legati al calo dei traffici energetici.

Dal declino energetico alla rinascita logistica

L’impresa sottolinea come la città e il suo scalo abbiano subito un processo di desertificazione industriale, in seguito alla progressiva dismissione dei traffici legati agli impianti Enel e Versalis.
Negli ultimi anni, infatti, il porto ha perso gran parte delle sue attività legate al settore energetico, un comparto che per decenni ne aveva costituito la principale fonte di lavoro e reddito.

Secondo i Fratelli Barretta, la candidatura come hub per la ricostruzione di Gaza rappresenta una nuova fase di sviluppo, in grado di trasformare Brindisi in un polo logistico internazionale e di restituirle il ruolo storico di “Porta d’Oriente” che per secoli ha definito la sua identità economica e culturale.

L’azienda ribadisce nel comunicato: «Riteniamo che questa proposta rappresenti un’opportunità importante e concreta per la città di Brindisi e per l’economia locale specialmente a seguito della perdita dei traffici energetici legati agli impianti Enel e Versalis che hanno desertificato il nostro porto».

Un porto all’avanguardia per la logistica internazionale

La Fratelli Barretta evidenzia inoltre i punti di forza infrastrutturali che rendono Brindisi un candidato ideale. Il porto è dotato di banchine moderne, piazzali ampi e mezzi tecnologicamente avanzati per la movimentazione di merci complesse.
Grazie a tali caratteristiche, può gestire non solo traffici convenzionali, ma anche project cargo, materiali pesanti e apparecchiature destinate ai cantieri di ricostruzione, come macchinari, prefabbricati e componenti per infrastrutture civili.

La posizione geografica di Brindisi, affacciata sul basso Adriatico e con rotte dirette verso il Mediterraneo orientale, garantisce tempi di transito ridotti e minori costi logistici. La sua retroportualità offre inoltre aree di stoccaggio e di pre-assemblaggio che possono diventare fondamentali per la gestione di materiali destinati ai progetti di ricostruzione.

«Grazie alla sua esperienza e alle sue strutture all’avanguardia – scrive l’azienda – il porto di Brindisi rappresenta una location ideale per questo tipo di operazioni, in stretta correlazione, peraltro, con la sua naturale vocazione visto che da tantissimi anni ospita la base ONU, struttura strategica per le operazioni umanitarie e di pace delle Nazioni Unite».

La sinergia con la base ONU di Brindisi

Uno dei punti chiave della posizione dei Fratelli Barretta è proprio la sinergia con la base ONU (UNHRD), gestita dal World Food Programme.
Da oltre trent’anni, la base costituisce uno dei principali poli logistici mondiali delle Nazioni Unite, con funzioni di stoccaggio, assemblaggio e invio di aiuti umanitari in aree di crisi.
Questo know-how consolidato fa di Brindisi un contesto già operativo e riconosciuto a livello internazionale per la gestione di emergenze e missioni di ricostruzione.

Il coinvolgimento del porto nelle attività ONU renderebbe immediatamente disponibili infrastrutture, competenze e connessioni internazionali. La presenza di personale specializzato e di reti logistiche già collaudate garantirebbe una rapidità di attivazione che pochi altri scali italiani potrebbero vantare.

Collaborazione e coesione territoriale

La Fratelli Barretta invita tutte le realtà del comparto portuale a collaborare in sinergia con le istituzioni per rendere concreta la proposta avanzata da Fedespedi.
«Siamo pronti – si legge ancora nel comunicato – a collaborare unitamente a tutti gli altri operatori portuali con le autorità competenti per il rilancio del nostro porto, da sempre “Porta d’Oriente”, rendendo possibile la realizzazione del progetto che nel breve periodo potrebbe portare notevoli benefici all’intera comunità locale».

Il messaggio è chiaro: per cogliere le opportunità internazionali che si apriranno nei prossimi mesi, occorre unità di intenti e una strategia condivisa tra operatori, autorità e rappresentanti politici.
L’obiettivo è creare un fronte comune che possa presentare a Roma e a Bruxelles un dossier territoriale competitivo, fondato su dati concreti e su una visione industriale coerente con la transizione in corso nella blue economy.

Verso una nuova centralità del porto di Brindisi

Il sostegno della Fratelli Barretta non è solo un gesto simbolico, ma un segnale di fiducia nelle potenzialità del territorio.
Il porto di Brindisi, dopo anni di incertezza, può tornare protagonista grazie a un modello di sviluppo fondato su logistica integrata, sostenibilità e cooperazione internazionale.
In questa prospettiva, la ricostruzione di Gaza non rappresenta solo un intervento umanitario, ma anche una leva di rilancio economico per la città e per tutto il sistema portuale pugliese.

La proposta di Fedespedi, dunque, ha trovato terreno fertile tra gli imprenditori locali, che intravedono nella sfida una concreta occasione di reindustrializzazione portuale e di creazione di valore nel lungo periodo.