Polo nautico Brundisium chiede 4 ettari a Capobianco

Polo Nautico Brundisium, il rendering dell'area di Capobianco

Richiesta di concessione per un cantiere nautico con quattro stabilimenti. Investimento da 45 milioni e fino a 1.500 occupati

di Antonio Portolano

BRINDISI – La società Polo Nautico Brundisium ha presentato una richiesta formale di concessione demaniale marittima per un’area di circa 4 ettari in località Capobianco, nel porto di Brindisi, con l’obiettivo di avviare un nuovo insediamento industriale dedicato alla nautica da diporto. L’iniziativa, illustrata dall’amministratore Giuseppe Meo nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Nervegna, rappresenta un passaggio operativo cruciale per la realizzazione di un investimento industriale che punta a rafforzare il posizionamento del capoluogo adriatico nel comparto della cantieristica nautica.

Polo Nautico Brundisium, il rendering dell’area dei lavori a Capobianco

Il contesto economico della nautica in Italia e nel Mediterraneo

Il progetto si inserisce in una fase di espansione strutturale del settore nautico, uno dei segmenti più dinamici del manifatturiero italiano. La domanda globale di yacht e imbarcazioni di alta gamma continua a crescere, sostenuta da una clientela internazionale e da un progressivo aumento delle dimensioni delle unità prodotte. Questo trend genera una crescente pressione sulle infrastrutture portuali e sugli spazi produttivi, in particolare nei principali distretti italiani come Liguria, Toscana e Marche.

In tale scenario, l’Adriatico si sta configurando come una nuova direttrice di sviluppo industriale. La disponibilità di superfici e la posizione strategica rispetto ai flussi del Mediterraneo orientale rappresentano fattori competitivi rilevanti per la Puglia. Brindisi punta così a inserirsi nella geografia della nautica nazionale come polo emergente.

Polo Nautico Brundisium, il rendering degli stabilimenti

Iter istituzionale e percorso autorizzativo

Il progetto del Polo Nautico Brundisium è stato sviluppato attraverso un confronto con le istituzioni locali e nazionali. Come evidenziato da Giuseppe Meo, l’iniziativa è stata discussa nell’ambito di un tavolo istituzionale promosso dalla Provincia di Brindisi, con il coinvolgimento della Regione Puglia.

Successivamente, la società ha partecipato alla manifestazione di interesse promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito della definizione di un accordo di programma per il territorio.

«Noi presentammo il progetto già qualche mese fa, anche con gli investitori. Adesso è uno step in più, perché dopo l’incontro fatto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sull’accordo di programma per Brindisi, avevamo l’esigenza di individuare le aree e di avere la disponibilità dell’Autorità di Sistema Portuale rispetto all’investimento che dobbiamo fare».

Polo Nautico Brundisium, il rendering degli step dei lavori

Struttura industriale e utilizzo delle aree

L’insediamento produttivo sarà articolato in quattro stabilimenti, destinati alla costruzione di yacht a vela, imbarcazioni a motore e catamarani. La localizzazione a Capobianco è stata scelta per la disponibilità di uno specchio acqueo funzionale al ciclo produttivo.

«Abbiamo presentato la richiesta di concessione delle aree nell’area di Capobianco, che ci consentono di avere uno specchio d’acqua a disposizione. Oggi la nautica ha bisogno di spazi a mare. Era un passo dovuto e volevamo dare uno step aggiuntivo a quello che avevamo fatto nei mesi scorsi».

Secondo quanto illustrato, l’area di circa 4 ettari potrà ospitare le aziende già coinvolte nella compagine societaria, ma anche attrarre nuovi operatori interessati a investire nel comparto.

Polo Nautico Brundisium, il rendering degli stabilimenti con le imbarcazioni

Entità dell’investimento e articolazione del piano

Il piano industriale prevede un investimento complessivo di circa 45,2 milioni di euro, suddiviso in due fasi. Il primo step mobilita circa 19,9 milioni, mentre il secondo richiede ulteriori 25,3 milioni.

Le principali voci di spesa riguardano la costruzione degli stabilimenti (22,5 milioni di euro) e gli impianti specifici di produzione (15 milioni). A queste si aggiungono progettazione, urbanizzazioni, infrastrutture e un impianto fotovoltaico, oltre ai costi per la concessione pluriennale dell’area.

Si tratta di un investimento industriale strutturato, con una chiara impostazione manifatturiera e una visione di medio-lungo periodo.

Polo Nautico Brundisium, i dati relativi all’occupazione e le figure professionali

Impatto occupazionale e formazione

Dal punto di vista occupazionale, il progetto presenta una significativa capacità di generare lavoro. Nella prima fase sono previsti 265 addetti diretti, destinati a salire a 446 nella seconda fase. A questi si aggiungono circa 130 lavoratori indiretti, con un impatto complessivo stimato fino a 1.500 occupati.

Le figure professionali coinvolte includono operai specializzati, tecnici, ingegneri e personale amministrativo, coprendo l’intera filiera produttiva.

Il progetto include inoltre una componente formativa, con la creazione di una scuola interna. «Abbiamo avviato anche dei progetti di formazione nella speranza di poter tenere i nostri giovani sul territorio», ha sottolineato Giuseppe Meo.

Polo Nautico Brundisium, un momento della conferenza stampa

Posizione dell’Autorità portuale e nodi da sciogliere

La concessione delle aree resta il passaggio determinante per l’avvio del progetto. L’iter è in capo all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, che dovrà valutare la compatibilità dell’iniziativa con la pianificazione portuale.

In passato erano emerse alcune criticità legate alla localizzazione in zona franca doganale, ma il confronto istituzionale ha portato a una posizione più aperta.

«Non c’è stato un diniego, ma alcune perplessità dovute al fatto che l’area è in zona franca doganale. Nei tavoli istituzionali anche il presidente dell’Autorità portuale, Ugo Patroni Griffi, si era espresso positivamente rispetto all’investimento, se condiviso da tutte le istituzioni».

Meo ha poi richiamato il ruolo dell’attuale governance: «La speranza è che il nuovo presidente, Vincenzo Mastro, peraltro un diportista, guardi con favore a questa iniziativa».

Giuseppe Meo amministratore Polo Nautico Brundisium

Posizionamento competitivo e opportunità di mercato

Il progetto si inserisce in un contesto competitivo caratterizzato da una crescente scarsità di spazi nei principali poli nautici italiani. «Le Marche, la Toscana e la Liguria sono alle prese con carenza di spazi in acqua. Noi possiamo rappresentare davvero un bacino importante», ha osservato Giuseppe Meo.

Il riferimento al caso di Taranto, con l’insediamento del gruppo Ferretti, evidenzia le potenzialità del Mezzogiorno nel settore. «Oggi dobbiamo puntare sulla nautica da diporto e non perdere questa grande occasione, come è stato per esempio per Taranto».

Polo Nautico Brundisium, la conferenza stampa

Prospettive di sviluppo e tempistiche

L’avvio operativo dell’insediamento resta legato alla concessione delle aree e al completamento delle opere preliminari. «Il progetto parte non appena abbiamo la disponibilità delle aree in concessione e quando saranno ultimati i lavori», ha spiegato Giuseppe Meo.

In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, l’Adriatico viene percepito come un bacino più stabile. «Il Mediterraneo è preso da un contesto internazionale complicato e l’Adriatico diventa un bacino sicuro. Tanti operatori avranno bisogno di spazi».

Il progetto del Polo Nautico Brundisium rappresenta dunque un banco di prova per la capacità del sistema territoriale di attrarre investimenti industriali complessi, con ricadute potenzialmente rilevanti sul piano economico e occupazionale per Brindisi e per l’intera Puglia.