Noemi Savina, imparare a vedere prima di fotografare

La mia gente, piazza Mercato_ Foto di Noemi Savina

Il 7 giugno il workshop di street photography di Noemi Savina per allenare lo sguardo, raccontare storie e fotografare oltre la tecnica

di Antonio Portolano

Una storia che comincia molto prima di uno scatto

In un’epoca in cui tutti fotografano, sempre e ovunque, c’è ancora chi difende un’idea più lenta, più autentica e più profonda della fotografia. Un’idea che non parte dalla macchina fotografica ma dagli occhi. È da qui che inizia la storia di Noemi Savina, fotografa brindisina che ha scelto di dedicare la propria vita alla luce, all’attesa e alla capacità di riconoscere ciò che merita di essere raccontato.

Per capire il suo nuovo workshop di street photography, in programma a Brindisi il 7 giugno, bisogna tornare indietro nel tempo. Molto prima dei social network, molto prima delle immagini consumate alla velocità di uno scorrimento sullo schermo. Bisogna tornare a una bambina che osserva il mondo attraverso una macchina fotografica analogica ricevuta in eredità dal nonno paterno e poi dal padre. Non è soltanto un passaggio di oggetti. È il passaggio di uno sguardo. È lì che nasce un amore destinato ad accompagnarla per tutta la vita.

Dalla grafica pubblicitaria allo IED di Milano

La passione cresce insieme a lei. Dopo il diploma in grafica pubblicitaria conseguito a Brindisi, dove già durante gli anni scolastici frequenta corsi di fotografia, arriva Milano. Una scelta coraggiosa, quella di chi decide di seguire una vocazione senza sapere ancora dove la porterà.

Nella città lombarda frequenta lo IED e nel 2008 consegue la laurea in Arti Visive con specializzazione in Fotografia. Sono anni decisivi, anni in cui la fotografia è ancora fatta di pellicole, camere oscure, sviluppo e stampa. Un apprendistato che lascia un segno profondo e che ancora oggi definisce il suo modo di lavorare.

Chi cresce con la fotografia analogica impara qualcosa che nessuna tecnologia potrà mai sostituire. Impara che ogni foto ha un valore. Impara che prima di fotografare bisogna osservare. Impara che la fretta è spesso la nemica delle immagini migliori.

La mia gente, piazza Mercato _ Foto di Noemi Savina

Il ritorno a Brindisi e il richiamo del mare

Dopo la gavetta come assistente fotografa arriva il ritorno a casa. O meglio, il ritorno al mare. Brindisi non è soltanto una città. Per Noemi Savina rappresenta un richiamo profondo, quasi inevitabile.

Qui realizza mostre personali, sviluppa progetti fotografici e continua a coltivare la propria ricerca artistica. Una delle sue esposizioni è ancora oggi presente all’interno di Docksteps, testimonianza concreta di un percorso mai interrotto. Nel frattempo la vita impone anche altre strade professionali, ma la fotografia rimane sempre al centro dei suoi pensieri, pronta a riprendersi lo spazio che le appartiene.

La mia gente _ Foto di Noemi Savina

La scelta che cambia una vita

Quel momento arriva nel luglio del 2025.

Dopo anni trascorsi a conciliare la propria passione con altre attività lavorative, Noemi Savina decide di compiere il passo più importante della sua carriera: lasciare ogni altra forma di sostentamento economico per dedicarsi completamente alla fotografia.

Una scelta che richiede coraggio. Una scelta che molti immaginano ma che pochi hanno la forza di realizzare. Da quel momento il suo lavoro si concentra definitivamente su eventi, matrimoni, ritrattistica, fotografia di reportage e street photography.

Non è un nuovo inizio.

È il ritorno a casa di una passione che aveva semplicemente aspettato il proprio momento.

I Vogatori Remuri_ Foto di Noemi Savina

Una fotografia che racconta persone

Nel corso degli anni Noemi Savina ha partecipato a concorsi internazionali, è entrata nella community di LensCulture, sostiene il Collettivo Polaroads ed è diventata fotografa ufficiale dei Vogatori Remuri Brindisi.

Nel 2014 ha inoltre lavorato come fotografa di backstage per il videoclip “Dove cadono i fulmini” della cantautrice Erica Mou, diretto da Rocco Papaleo. Un’esperienza che le ha permesso di raccontare da vicino il dietro le quinte di una produzione artistica nazionale, aggiungendo un ulteriore tassello a un percorso professionale costruito sempre attraverso l’osservazione e il racconto delle persone.

Backstage, Rocco Papaleo_ Foto di Noemi Savina

Esperienze diverse che hanno un elemento comune: le persone.

Perché al centro delle sue fotografie non c’è mai soltanto un’immagine ben costruita. Ci sono emozioni, relazioni, attese e frammenti di vita che meritano di essere custoditi. È una fotografia che osserva prima di raccontare e che racconta prima di giudicare.

Backstage, Erica Mou_ Foto di Noemi Savina

Il workshop di street photography, imparare a vedere

È proprio da questa esperienza che nasce il nuovo workshop di fotografia ideato e realizzato da Noemi Savina.

Non come semplice corso tecnico, ma come occasione per condividere un modo di guardare il mondo.

Il progetto è aperto a tutti. Non occorrono apparecchiature professionali. Si può partecipare con una reflex digitale o analogica, una macchina istantanea oppure uno smartphone. L’unico requisito davvero indispensabile è la curiosità.

Durante il workshop i partecipanti saranno accompagnati in una passeggiata fotografica itinerante fatta di osservazione, confronto e pratica sul campo. Si parlerà di composizione, linguaggio fotografico, emozioni, campo visivo e capacità di riconoscere il momento decisivo. Ma soprattutto si lavorerà sulla costruzione dello sguardo.

Perché una macchina fotografica può registrare ciò che vede.

Un fotografo, invece, deve prima imparare a capire cosa vale la pena vedere.

La locandina del workshop

La fotografia come incontro tra mondo esterno e mondo interiore

La filosofia di Noemi Savina è racchiusa in una frase che accompagna il suo percorso umano e professionale:

«C’è sempre una storia da vivere e raccontare per chi sa aspettare e sentire col cuore».

Per lei la fotografia non è soltanto uno strumento per documentare ciò che accade. È una forma di ascolto. È il punto d’incontro tra ciò che accade fuori e ciò che si muove dentro ciascuno di noi.

Forse è proprio questo il significato più profondo del suo workshop.

Imparare a vedere prima di fotografare.

Perché la vera fotografia nasce molto prima del clic. Nasce nell’istante in cui qualcosa cattura la nostra attenzione e ci costringe a fermarci. Nasce quando smettiamo di guardare soltanto con gli occhi e iniziamo a osservare con tutto ciò che siamo.

E in un tempo che corre sempre più veloce, questa potrebbe essere la lezione più preziosa che Noemi Savina ha deciso di condividere.

Workshop, locandina

Informazioni utili sul workshop

Il primo workshop di street photography ideato e realizzato da Noemi Savina si svolgerà a Brindisi il 7 giugno.

L’interesse registrato nelle ultime settimane ha superato ogni aspettativa e il primo appuntamento è già sold out.

Proprio per rispondere alle numerose richieste ricevute, Noemi Savina sta già programmando uno o due nuovi workshop di fotografia al mese, con l’obiettivo di creare appuntamenti periodici dedicati a chi desidera avvicinarsi alla fotografia attraverso esperienza diretta, osservazione e condivisione.

Sono previsti due turni giornalieri:

  • dalle 10 alle 13;
  • dalle 15:30 alle 18:30.

La durata dell’esperienza è di tre ore e comprende nozioni base di fotografia, pratica sul campo, momenti di condivisione e una passeggiata fotografica itinerante.

La quota di partecipazione è di 25 euro.

È possibile partecipare con reflex digitali o analogiche, macchine istantanee e smartphone.

L’unico elemento davvero fondamentale resta la curiosità.