Mercoledì 2 settembre al Castello Normanno-Svevo il giornalista Rai News 24 porta in scena «Il disegno», inchiesta sul caso Moro
di Antonio Portolano
MESAGNE (BRINDISI) – Un foglio di quaderno, un disegno tracciato a mano e una domanda che riporta dentro uno dei capitoli più drammatici e discussi della storia repubblicana italiana. Il Festival delle Storie debutta mercoledì 2 settembre a Mesagne con Federico Zatti, giornalista di Rai News 24 e autore de «Il disegno» (clicca qui per acquistare), il libro pubblicato da Edizioni Piemme che propone una nuova prospettiva sulla prigionia di Aldo Moro.
L’appuntamento è alle 19 nell’atrio del Castello Normanno-Svevo, dove Zatti non si limiterà a presentare il volume: porterà in scena uno spettacolo nato dalla pubblicazione dell’opera, trasformando l’inchiesta giornalistica in racconto dal vivo e inaugurando così il nuovo progetto ideato e promosso dalla Taberna Libraria di Latiano, con il sostegno e la collaborazione del Consiglio regionale della Puglia.

Un disegno riapre gli interrogativi sul caso Moro
Al centro del primo appuntamento c’è una storia che parte da un documento rinvenuto nel covo di via Gradoli: un disegno realizzato a mano libera su un foglio di quaderno che, secondo la ricostruzione proposta da Federico Zatti, potrebbe fornire indicazioni sul luogo nel quale Aldo Moro fu tenuto prigioniero.
È da questo elemento che prende forma l’indagine raccontata ne «Il disegno» (clicca qui per acquistare). Zatti entra in una vicenda sulla quale, nel corso dei decenni, si sono accumulate indagini, atti giudiziari, studi, saggi e ricostruzioni, avanzando un’ipotesi destinata ad aggiungere nuovi interrogativi a una pagina che continua a occupare un posto centrale nella memoria politica e civile del Paese.
Proprio la natura dell’inchiesta rende significativo il debutto scelto per il Festival: una storia capace di collegare giornalismo, ricerca documentale, memoria e confronto pubblico, restituendo alla narrazione la funzione di strumento per interrogare la realtà, anziché limitarsi semplicemente a raccontarla.
Dal giornalismo alla scena, l’inchiesta diventa racconto
La presenza di Federico Zatti non sarà quindi quella di un autore chiamato soltanto a dialogare intorno a un libro. A Mesagne, «Il disegno» (clicca qui per acquistare) diventa spettacolo, portando davanti al pubblico il percorso di ricerca che ha condotto il giornalista alla sua ricostruzione.
È una formula che interpreta già l’identità del Festival delle Storie: mettere insieme linguaggi differenti e partire da vicende reali per creare occasioni di conoscenza, comprensione e partecipazione.
Il progetto nasce infatti con l’obiettivo dichiarato di utilizzare la narrazione come strumento per conoscere, comprendere, riflettere e partecipare, attraverso un calendario che da settembre a dicembre intreccerà cultura, testimonianze, incontri, musica e confronto.
Mesagne diventa il punto di partenza del viaggio
Non è casuale neppure la città scelta per il debutto. Il Festival prende il via da Mesagne, indicata nel progetto come prima Capitale della Cultura della Puglia, prima tappa di un percorso destinato nei mesi successivi a raggiungere scuole, Comuni e altri luoghi della comunità nella provincia di Brindisi.
L’ambizione è costruire un festival realmente diffuso, nel quale le storie escano dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura e incontrino pubblici differenti. Non soltanto scrittori, dunque, ma giornalisti, professionisti, protagonisti della vita civile e rappresentanti di diversi mondi della società.
È questa la cifra che distingue il progetto della Taberna Libraria: partire dall’esperienza individuale per arrivare a una riflessione collettiva.

Da Lucio Brunelli ad Andrea Vianello, le storie in arrivo
Dopo Federico Zatti, il percorso annunciato metterà al centro altre personalità provenienti da esperienze molto diverse.
Tra i protagonisti indicati nel programma figurano il vaticanista Lucio Brunelli, l’attivista iraniana Pegah Moshin Pour, il direttore sportivo Giorgio Perinetti, il giornalista sportivo Nicola Calathopoulos e il giornalista Rai Andrea Vianello.
Nomi e percorsi differenti, uniti da un principio comune: raccontare vicende di uomini e donne che hanno affrontato difficoltà, attraversato esperienze complesse, superato ostacoli o ricoperto ruoli significativi nella società.
Il Festival costruisce così una sorta di mosaico di esperienze nel quale la storia personale diventa materia pubblica e occasione per comprendere fenomeni, scelte e trasformazioni che riguardano la comunità.
Il Festival delle Storie comincia da una domanda
Aprire il programma con il caso Moro significa scegliere una vicenda nella quale la storia non appare definitivamente cristallizzata, ma continua a essere attraversata da documenti, interpretazioni e interrogativi.
Ed è forse proprio questo il filo che mercoledì sera unirà Federico Zatti, «Il disegno» (clicca qui per acquistare) e il Festival delle Storie: la convinzione che raccontare non significhi soltanto ricostruire ciò che è accaduto, ma anche formulare domande, mettere in relazione elementi diversi e offrire al pubblico nuovi strumenti per guardare il passato e comprendere il presente.
Da Mesagne parte così un viaggio che continuerà fino a dicembre e che porterà le storie nelle scuole, nei Comuni e nei luoghi della provincia di Brindisi.
Info pratiche
- Evento: primo appuntamento del Festival delle Storie
- Quando: mercoledì 2 settembre 2026
- Ora: 19.00
- Dove: atrio del Castello Normanno-Svevo di Mesagne
- Protagonista: Federico Zatti, giornalista Rai News 24
- Libro e spettacolo: «Il disegno» (clicca qui per acquistare), Edizioni Piemme
- Promotore: Taberna Libraria di Latiano
- Con il sostegno e la collaborazione di: Consiglio regionale della Puglia




