Luca Giordano, tre opere per i 392 anni a Francavilla

Luca Giordano, Vocazione di San Matteo

Al Castello Imperiali approfondimenti guidati sui dipinti del maestro napoletano. «Barocco e Neobarocco» termina nel suo compleanno

di Antonio Portolano

FRANCAVILLA FONTANA (BRINDISI) – Il 18 ottobre 1634 nasceva a Napoli Luca Giordano, uno dei più straordinari protagonisti della pittura barocca europea. Esattamente 392 anni dopo, domenica 18 ottobre 2026, si concluderà a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, la grande mostra «Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj», che custodisce tre opere del maestro e dedica alla sua figura gli ultimi approfondimenti del percorso espositivo.

Una coincidenza che trasforma la settimana conclusiva dell’esposizione al Castello Imperiali in un omaggio al pittore soprannominato «Luca fa’ presto», celebre per la straordinaria rapidità di esecuzione e per la capacità di trasformare tele, pareti e volte in scenari di luce, movimento e teatralità.

Per i visitatori che usufruiranno del servizio di guida sono previsti focus dedicati alla vita, allo stile e alle opere di Luca Giordano, un’occasione per approfondire la conoscenza dell’artista attraverso i dipinti esposti e il loro contesto storico.

Luca Giordano e la pittura che sfidava il tempo

Nato a Napoli il 18 ottobre 1634 e morto il 3 gennaio 1705, Luca Giordano fu tra gli artisti più prolifici e versatili del Seicento. La sua carriera attraversò alcune delle principali capitali artistiche europee, dalla Napoli vicereale a Roma, Venezia e Firenze, fino alla corte di Madrid.

Il soprannome «Luca fa’ presto» accompagnò una produzione vastissima, caratterizzata da una sorprendente capacità di assimilare linguaggi differenti. Dalla lezione di Caravaggio e Jusepe de Ribera alla ricchezza cromatica della scuola veneziana, Giordano sviluppò una pittura riconoscibile per energia compositiva, virtuosismo tecnico e libertà inventiva.

La luce, il colore e il movimento divennero gli strumenti di una ricerca capace di superare i confini delle singole scuole pittoriche, contribuendo alla diffusione del Barocco italiano in Europa.

Luca Giordano, Autoritratto

Tre opere raccontano il maestro del Barocco

Al Castello Imperiali il percorso dedicato a Giordano comprende un «Autoritratto» e due grandi dipinti di soggetto religioso: «San Sebastiano e le pie donne» e «Vocazione di san Matteo».

Le opere permettono di osservare momenti differenti della produzione del pittore e di comprendere come il suo linguaggio si sia evoluto dal naturalismo della formazione giovanile verso soluzioni compositive sempre più articolate.

Particolarmente significativo è il «San Sebastiano e le pie donne», un olio su tela di 217 × 166 centimetri, databile intorno al 1653 e appartenente alla Fondazione De Chiara De Maio di Solofra.

Il dipinto risale agli anni in cui Giordano, ancora giovanissimo, guardava con attenzione alla pittura di Caravaggio e soprattutto a quella di Ribera, uno dei riferimenti fondamentali della sua formazione.

Nel catalogo della mostra, lo studioso Vincenzo De Luca ricorda che l’attribuzione dell’opera a Luca Giordano è stata formulata da Nicola Spinosa nel 2014. Si tratta di una copia di altissima qualità di un celebre modello di Ribera conservato al Museo de Bellas Artes de Valencia, noto come Museo di San Pio V.

La composizione rimanda a un soggetto del quale sono conosciute altre versioni antiche, conservate in istituzioni e raccolte internazionali, tra cui il Museo di Stato di San Marino, il Museo Nacional de Bellas Artes di Cuba e collezioni private a Madrid e in Svezia. Un disegno preparatorio è inoltre conservato alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

La ricostruzione storico-artistica restituisce il valore dell’opera e la complessità degli studi attributivi che accompagnano la conoscenza del Barocco.

Luca Giordano San Sebastiano e le pie donne

La «Vocazione di san Matteo» e l’eredità di Tintoretto

Un altro nucleo importante dell’approfondimento è rappresentato dalla «Vocazione di san Matteo», olio su tela di 223 × 180 centimetri, databile intorno al 1678-1680 e appartenente ad Antichità la Pieve di Sabbio Chiese, in provincia di Brescia.

Il dipinto testimonia una fase più matura della ricerca di Giordano, nella quale la lezione dei grandi maestri veneziani si intreccia con una personale interpretazione della narrazione religiosa.

Nella scheda del catalogo, lo storico dell’arte Francesco Lofano ricostruisce la vicenda critica dell’opera. Nel 1994 Daniele Benati ne propose l’attribuzione a Luca Giordano, riconoscimento avanzato autonomamente, nello stesso anno, anche da Giuseppe M. Pilo, nell’ambito dei suoi studi sull’influenza di Tintoretto sul pittore napoletano.

Lofano richiama inoltre le analogie con un’altra versione dello stesso soggetto appartenente alla Georgetown University Art Collection, datata intorno alla metà degli anni Ottanta del Seicento.

Le somiglianze riguardano la disposizione dei gruppi di personaggi, la posa di Cristo e alcuni particolari delle figure rappresentate. Elementi che consentono di seguire l’evoluzione di una composizione più volte affrontata dal maestro.

Da Rubens a Mitoraj, il dialogo tra due epoche

L’omaggio a Giordano si inserisce nell’ultima settimana della grande mostra «Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj», inaugurata il 21 marzo 2026 e prorogata fino al 18 ottobre.

L’esposizione, curata dal professor Pierluigi Carofano, costruisce un confronto fra l’arte del Seicento e le successive interpretazioni della sensibilità barocca.

Il percorso riunisce opere di protagonisti della tradizione europea come Peter Paul Rubens, Anthony van Dyck, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona e Guido Reni, accostandole alle esperienze moderne e contemporanee di Giorgio de Chirico, Tano Festa e Igor Mitoraj.

Il progetto prende le mosse anche dalla riflessione teorica sviluppata da Omar Calabrese nel saggio «L’età neobarocca», esplorando continuità e trasformazioni nei linguaggi artistici attraverso i secoli.

L’allestimento accompagna il pubblico con apparati didattici, pannelli bilingue e un catalogo-guida in italiano e inglese, offrendo differenti livelli di lettura delle opere.

Promossa da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, la mostra rientra nel protocollo d’intesa Puglia Walking Art.

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Argentieri: «La bellezza a pochi passi da casa»

La settimana dedicata a Luca Giordano rappresenta anche un’occasione per riflettere sul ruolo delle grandi esposizioni nella valorizzazione culturale del territorio pugliese.

Pierangelo Argentieri, ideatore del protocollo Puglia Walking Art e responsabile di Micexperience, sottolinea la volontà di rendere accessibili al pubblico locale esperienze artistiche di rilievo internazionale.

«Il nostro impegno non conosce soste nel voler proporre, ai pugliesi innanzi tutto, compendi di bellezza a pochi passi dalla propria casa», afferma Argentieri.

Un percorso culturale costruito nel tempo, nel quale il rapporto con i visitatori costituisce un elemento centrale.

Argentieri evidenzia come il pubblico continui a manifestare interesse anche per le precedenti iniziative, arrivando a richiedere i cataloghi delle mostre passate. Un segnale, secondo l’organizzatore, della continuità del rapporto sviluppato nell’arco di un decennio.

Con l’omaggio a Luca Giordano, la mostra chiude dunque il proprio itinerario nel giorno dell’anniversario della nascita del pittore, unendo la valorizzazione della storia dell’arte alla possibilità di osservare da vicino opere di grande interesse storico e artistico.

Mostra a Francavilla Fontana: orari, biglietti e visite

  • Evento: «Barocco e Neobarocco. Da Rubens a Mitoraj».
  • Focus conclusivo: Luca Giordano, nel 392° anniversario della nascita.
  • Luogo: Castello Imperiali, via Municipio 4, Francavilla Fontana (Brindisi).
  • Ultimo giorno di apertura: domenica 18 ottobre 2026.
  • Approfondimenti: focus sulle opere e sulla figura di Luca Giordano per i visitatori che usufruiranno del servizio di guida.
  • Orario del lunedì: dalle 16 alle 20.
  • Orari dal martedì alla domenica: dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
  • Biglietto intero: 16 euro.
  • Biglietto ridotto: 12 euro per under 18, over 65, studenti universitari, insegnanti, residenti a Francavilla Fontana, un accompagnatore di persona con disabilità e gruppi superiori a 20 persone.
  • Ingresso gratuito: minori di 6 anni, persone con disabilità, giornalisti con tesserino, guide turistiche, due insegnanti per scolaresca e un accompagnatore per gruppo di adulti.
  • Acquisto biglietti: botteghino del Castello Imperiali e circuito Vivaticket.
  • Informazioni e prenotazioni: +39 327 011 2818.
  • Email: segreteria@pugliawalkingart.com.
  • Sito ufficiale: www.pugliawalkingart.com.