La 18enne brindisina chiude gli Italiani con tre piazzamenti nazionali e prepara il salto alla Coopernuoto dopo l’ultimo anno in Puglia
di Antonio Portolano
Greta Denti ha già scelto dove portare il proprio talento. Dalla stagione 2027/2028 la nuotatrice brindisina si trasferirà in Romagna per vestire i colori della Coopernuoto Ravenna e lavorare con Max Di Mito, tecnico noto anche per essere stato il primo importante allenatore e talent scout di Federica Pellegrini. Prima, però, c’è ancora un anno da vivere interamente in Puglia. E non sarà un anno qualsiasi.
La stagione 2026/2027 sarà l’ultima con la Enjoy Feel Good di Cellino San Marco e con l’allenatore Maurizio Vilella, ma coinciderà anche con l’esame di maturità scientifica. Poi arriveranno il trasferimento, l’università e una nuova dimensione agonistica.
Il futuro, insomma, è già scritto nella direzione. Non ancora nel risultato.
A indicare che Greta può affrontarlo con ambizione sono stati intanto i Campionati Italiani di Categoria 2026 disputati allo Stadio del Nuoto del Foro Italico di Roma: decima assoluta negli 800 stile libero, quindicesima nei 200 e sedicesima nei 400. Tre piazzamenti nazionali che acquistano un significato ancora maggiore se letti alla luce di ciò che era accaduto pochi mesi prima, quando la diciottenne brindisina aveva persino pensato di smettere.
È forse qui che comincia davvero la storia. Non quando si sceglie Ravenna, ma quando si decide di restare in acqua.

Greta Denti agli Italiani, Roma certifica la crescita
Il Foro Italico non è stato semplicemente l’ultimo appuntamento importante della stagione. Per Greta Denti ha rappresentato una verifica.
Negli 800 stile libero la brindisina ha chiuso in 9’03.81, conquistando il decimo posto assoluto. Nei 200 stile libero ha fermato il cronometro a 2’05.82, terminando quindicesima; nei 400 stile libero ha invece nuotato in 4’27.33, ottenendo la sedicesima posizione.
Tre distanze diverse e una costante: la capacità di confrontarsi a livello nazionale in una fase decisiva della propria crescita.
Il risultato più significativo è naturalmente quello degli 800, con l’ingresso tra le prime dieci. Ma il valore complessivo della prova romana sta nella continuità mostrata sulle tre gare e nel modo in cui Greta ha concluso una stagione tutt’altro che lineare.
Nel nuoto il cronometro non concede scorciatoie. Riduce mesi di allenamento a pochi numeri. Non racconta le esitazioni, non registra i giorni difficili, non misura ciò che accade nella testa di un atleta. Ma quando quei numeri arrivano dopo un momento di crisi, assumono inevitabilmente un peso diverso.
Roma, per Greta, è stata anche questo: la risposta data in vasca a un dubbio che qualche mese prima aveva messo in discussione tutto.

Il momento della scelta, dal dubbio alla ripartenza
Greta aveva pensato di smettere.
È il passaggio che cambia la prospettiva con cui leggere i suoi risultati e rende riduttivo raccontare questa vicenda soltanto attraverso classifiche e tempi.
La giovane nuotatrice si era concessa una pausa di riflessione, prendendo temporaneamente distanza dall’agonismo. Un momento di stacco che si è rivelato rigenerante.
Lo sport giovanile viene spesso rappresentato come una linea ascendente: più allenamento, più esperienza, risultati migliori. La realtà è molto meno ordinata. La pressione, la fatica, le aspettative e la ripetitività del lavoro quotidiano possono trasformare persino ciò che si ama in qualcosa da cui sentire il bisogno di allontanarsi.
Fermarsi, in quei casi, non significa necessariamente arrendersi. Può significare cercare una risposta.
Greta l’ha trovata tornando ad allenarsi.
Da quel momento sono arrivati la stagione, i Campionati Italiani di Roma e soprattutto la prospettiva di un nuovo progetto sportivo. La parte invisibile del percorso sta probabilmente qui: non nel talento che tutti possono osservare quando un’atleta gareggia, ma nella capacità di attraversare un momento di incertezza senza permettere che diventi definitivo.
Nello sport, come nella vita, alcune vittorie non hanno medaglie.

Coopernuoto Ravenna e Max Di Mito, la sfida dal 2027
Il nuovo capitolo comincerà dalla stagione 2027/2028.
Greta Denti lascerà allora stabilmente la Puglia per trasferirsi in Romagna, dove inizierà gli studi universitari e il percorso agonistico con la Coopernuoto Ravenna.
Ad allenarla sarà Max Di Mito, figura conosciuta nel nuoto italiano anche per il suo legame con l’inizio della carriera di Federica Pellegrini, della quale fu il primo importante allenatore e talent scout.
Per una ragazza di diciotto anni sarà molto più di un cambio di società.
Cambieranno la città, il gruppo, le abitudini, il contesto tecnico e contemporaneamente inizierà una nuova fase della vita personale. È questo a rendere il trasferimento particolarmente significativo: sport e crescita individuale procederanno insieme.
Ma è importante fissare bene i tempi. Greta non lascerà immediatamente la Enjoy Feel Good. La prossima stagione resterà in Puglia e continuerà a lavorare con Maurizio Vilella. Ravenna è il futuro già programmato, non il presente.
E proprio questa gradualità sembra raccontare bene il percorso della nuotatrice brindisina: nessuno strappo, nessuna fuga in avanti, ma la scelta di completare un ciclo prima di iniziarne un altro.

con l’allenatore Maurizio Vilella
L’ultimo anno con Enjoy Feel Good e Maurizio Vilella
La stagione 2026/2027 avrà dunque un valore particolare.
Da una parte ci sarà l’obiettivo di continuare a crescere in piscina. Dall’altra Greta dovrà completare il proprio percorso scolastico affrontando la maturità scientifica.
A guidarla in acqua sarà ancora Maurizio Vilella, il tecnico che ne ha accompagnato la crescita alla Enjoy Feel Good.
«I Campionati Italiani di Roma sono stati il modo migliore per chiudere un ciclo fondamentale della mia vita e della mia carriera», dice Greta.
Il passaggio verso Ravenna, nelle sue parole, non cancella ciò che è venuto prima. Al contrario, sembra nascere proprio dal lavoro costruito negli anni a Cellino San Marco.
«Voglio ringraziare di cuore tutta la società Enjoy Feel Good di Cellino San Marco, la mia seconda famiglia, per essermi stata sempre accanto, dentro e fuori dalla vasca. Un grazie speciale va al mio allenatore Maurizio Vilella: il suo lavoro quotidiano, la sua guida e la sua fiducia sono stati determinanti per la mia crescita, che continuerà a supportarmi e allenarmi nella stagione a venire».
Poi lo sguardo si sposta avanti.
«Ora mi attende una nuova avventura a Ravenna con coach Max Di Mito, un’opportunità straordinaria che affronto con la stessa passione, determinazione e fame di migliorarmi che ho imparato ad allenare qui in Puglia».
È una frase che restituisce l’essenza del passaggio: il futuro non rinnega il passato. Ne è, piuttosto, la conseguenza.
Le origini, Brindisi e la scuola sportiva di Cellino
Prima di Ravenna c’è Brindisi. Prima della Coopernuoto c’è Cellino San Marco.
È da questa geografia pugliese che parte il percorso di Greta Denti.
La Enjoy Feel Good, presieduta da Monica Martina, non è stata semplicemente la società con cui gareggiare. È stata l’ambiente nel quale una ragazza ha potuto crescere come atleta, confrontarsi con i propri limiti, attraversare difficoltà e arrivare fino a una dimensione nazionale.
Nel lavoro quotidiano con Maurizio Vilella il talento è diventato allenamento. L’allenamento continuità. La continuità risultati.
Sono passaggi meno spettacolari di una finale o di un grande tempo, ma costituiscono l’ossatura di qualsiasi carriera.
Ogni storia sportiva importante possiede un luogo delle origini. Non necessariamente grande, non necessariamente famoso. È il posto nel quale qualcuno insegna per la prima volta che il talento da solo non basta.
Per Greta quel luogo è stato qui, tra Brindisi e Cellino San Marco.
Ed è forse proprio questa la forza simbolica del prossimo trasferimento. Ravenna non rappresenterà una cancellazione delle origini, ma la possibilità di verificare quanto lontano possano portare.

Maurizio Vilella e il valore della persona prima dell’atleta
Quando parla di Greta, Maurizio Vilella sceglie deliberatamente di non soffermarsi sui tempi.
«Parlare di Greta come atleta è pleonastico, basta guardare i risultati ottenuti per farsi un’idea. Mi piace parlare di Greta come persona: l’amica, la confidente, il riferimento».
È una definizione che sposta il racconto su un terreno diverso.
Vilella descrive una ragazza «sempre pronta a dare una mano, a sostenere nelle difficoltà, a ridere e scherzare anche nei momenti critici», capace di diventare un punto di riferimento non soltanto per i compagni di squadra.
In un ambiente agonistico, dove quasi tutto viene misurato, esiste dunque una parte della crescita che rimane fuori dalle classifiche.
È il valore umano.
La capacità di stare dentro un gruppo, di aiutare, di condividere la fatica e di costruire relazioni. Elementi che non fanno scendere direttamente il tempo sui 400 o sugli 800 stile libero, ma contribuiscono a formare l’atleta che dovrà poi affrontare da sola la propria corsia.
Per salutarla, Vilella sceglie una formula antica: «Per aspera ad astra».
Attraverso le difficoltà fino alle stelle.
«È la frase che più calza e che voglio dedicarle. Di difficoltà ne ha dovuto affrontare e superare tante. L’augurio che le faccio è di traguardare risultati sempre più importanti. Forza Greta!».
Poche parole che acquistano un significato preciso conoscendo il momento di crisi attraversato dalla nuotatrice e la successiva ripartenza.

Monica Martina, l’orgoglio di vedere Greta partire
Anche Monica Martina, presidente della Enjoy Feel Good, guarda al futuro con un sentimento doppio.
«Mi dispiace pensare che Greta al termine della prossima stagione lascerà la nostra società, nella quale è cresciuta come atleta e come persona».
È la contraddizione più bella di qualsiasi realtà che lavori seriamente con i giovani.
Li si accompagna perché crescano. E quando crescono davvero, può arrivare il momento in cui hanno bisogno di andare oltre.
«Quando mi è stata comunicata la sua volontà di intraprendere questo nuovo percorso, ho accolto la notizia con dispiacere, ma anche con grande orgoglio ed entusiasmo per le nuove e ambiziose sfide che la attendono. Greta merita questa opportunità e da parte mia, e di tutta la società, non può che esserci un grandissimo in bocca al lupo per il suo futuro sportivo e personale».
La Enjoy Feel Good continuerà ad accompagnarla per l’intera stagione 2026/2027. Poi cambieranno i colori della cuffia, ma non necessariamente ciò che quegli anni avranno lasciato.
«Con la certezza che Greta porterà nel cuore il ricordo di Enjoy Feel Good pur indossando i colori della nuova società», conclude Martina.
È probabilmente il modo più naturale di chiudere un ciclo: con l’orgoglio che prevale sulla nostalgia.

Greta Denti, il futuro comincia prima di Ravenna
Sarebbe facile raccontare questa storia come quella di una ragazza brindisina pronta a partire per una società più importante.
Ma il punto è un altro.
Il futuro di Greta Denti non comincerà nel 2027, quando arriverà a Ravenna. È cominciato nel momento in cui ha scelto di continuare a nuotare.
Roma ha aggiunto i numeri: 9’03.81 negli 800 stile libero e un decimo posto nazionale; 2’05.82 nei 200 e il quindicesimo posto; 4’27.33 nei 400 e la sedicesima posizione.
Ravenna aggiungerà una nuova prova.
Tra le due cose c’è però ancora una stagione da vivere con la Enjoy Feel Good, Maurizio Vilella, la scuola e la maturità. Un anno che non sarà una semplice attesa, ma l’ultima parte di una formazione iniziata in Puglia.
Nessuno può sapere oggi dove condurrà questo viaggio. Il nuoto non concede promesse. Esistono soltanto il lavoro, il cronometro, il talento e quella quota di ostinazione necessaria a ripresentarsi ogni giorno davanti all’acqua.
Greta Denti lo ha già fatto una volta quando sarebbe stato più semplice fermarsi.
Ora conosce la direzione.
E forse il nuoto insegna proprio questo: il muro alla fine della vasca non è il posto dove ci si ferma. È il punto da cui prendere la spinta per andare più lontano.




