Gasolio agricolo a 1.67 euro, agricoltura pugliese in crisi

Un rifornimento di gasolio

Aumento record dei carburanti mette sotto pressione le imprese: CIA Puglia chiede misure urgenti per evitare il blocco del settore

di Antonio Portolano

Il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto 1,67 euro al litro in Puglia, determinando un’impennata dei costi di produzione che rischia di compromettere la continuità operativa delle aziende agricole. L’allarme arriva da CIA Puglia e CIA Agricoltori Italiani Puglia, che segnalano una situazione ormai critica in tutta la regione, proprio nelle settimane decisive per le lavorazioni obbligatorie nei campi. Il fenomeno, legato alle tensioni internazionali e alle difficoltà di approvvigionamento, assume una rilevanza strategica per l’intero comparto agroalimentare.

Prezzi energetici in forte escalation

Il rincaro del gasolio agricolo si inserisce in un contesto più ampio di volatilità dei mercati energetici. In pochi mesi, il prezzo è passato da circa 0,90 euro al litro a 1,20 euro, fino all’attuale soglia di 1,67 euro. Un incremento che supera l’80% rispetto ai livelli precedenti alle tensioni geopolitiche e che incide direttamente su tutte le operazioni agricole, dalla lavorazione dei terreni alla raccolta.

La crescita dei costi energetici rappresenta una criticità strutturale per il settore primario, che opera con margini ridotti ed è fortemente esposto alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime.

Allarme delle organizzazioni agricole

L’intero sistema agricolo regionale, dalla provincia di Foggia al Salento, è coinvolto in questa fase di forte pressione economica. Secondo Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia, la situazione ha ormai raggiunto livelli critici.

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia: «A Governo e Unione Europea chiediamo con urgenza delle azioni per impedire che l’agricoltura debba fermarsi. Alla Regione Puglia chiediamo un provvedimento di sostegno d’emergenza per l’agricoltura, alla luce del momento di particolare difficoltà vissuto dal comparto».

Lo stesso Sicolo sottolinea inoltre la perdita di efficacia delle misure introdotte:

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia: «Il problema è che quella misura viene rapidamente vanificata dai continui e cospicui aumenti che il prezzo del gasolio sta registrando giorno per giorno. Siamo alla follia».

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia

Costi in aumento e tensioni sull’approvvigionamento

L’aumento del gasolio si somma a quello di fertilizzanti e fitofarmaci, generando un effetto cumulativo sui costi di produzione. Le aziende agricole si trovano così a operare in condizioni di crescente difficoltà finanziaria, spesso ricorrendo all’indebitamento per sostenere le attività.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la disponibilità del carburante: i fornitori stanno iniziando a segnalare difficoltà di approvvigionamento, con il rischio concreto di forme di razionamento che potrebbero compromettere la continuità delle lavorazioni nei campi.

Interventi pubblici e richieste del settore

Sul fronte istituzionale, il credito d’imposta sui carburanti rappresenta una delle principali misure adottate dal Governo, anche su sollecitazione delle organizzazioni agricole. Tuttavia, secondo CIA Puglia, l’efficacia dello strumento risulta ormai limitata dall’andamento dei prezzi.

Le richieste del comparto si rivolgono non solo al Governo e all’Unione europea, ma anche alla Regione Puglia, chiamata a intervenire con misure straordinarie per sostenere le imprese agricole in una fase emergenziale.

Effetti economici su filiera e consumi

L’aumento dei costi di produzione si trasferisce lungo tutta la filiera agroalimentare, incidendo sui prezzi finali e contribuendo alla pressione inflattiva sui beni alimentari. Le imprese agricole vedono ridursi i margini, mentre i consumatori si trovano ad affrontare prezzi più elevati.

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia: «Tra i campi e il carrello della spesa, chi continua a pagare prezzi altissimi a questa situazione totalmente folle sono gli agricoltori e i consumatori».

Questa dinamica rischia di comprimere la domanda interna e di indebolire ulteriormente l’equilibrio economico del settore.

Danni climatici e fragilità territoriali

Il quadro è aggravato dagli eventi climatici estremi che hanno colpito diverse aree della Puglia. Allagamenti, frane e colture danneggiate hanno interessato in particolare la provincia di Foggia e i Monti Dauni, dove molte aziende risultano ancora isolate.

Le criticità si estendono al Brindisino, al Tarantino, all’area metropolitana di Bari, alla BAT e al Salento, già colpito da vento forte e grandine nelle settimane precedenti. Si tratta di fattori che amplificano la vulnerabilità del sistema agricolo regionale.

Il presidente Gennaro Sicolo e il vicepresidente vicario Giannicola D’Amico

Esposto e verifiche su possibili speculazioni

In questo contesto, CIA Agricoltori Italiani Puglia ha presentato un esposto al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, con l’obiettivo di accertare eventuali manovre speculative sui prezzi di carburanti, materie prime e fertilizzanti.

L’iniziativa punta a garantire trasparenza e corretto funzionamento del mercato in una fase particolarmente delicata per il comparto agricolo.

Debolezze strutturali e necessità di riforme

La crisi in atto evidenzia la forte dipendenza del settore agricolo dai costi energetici e dalle dinamiche dei mercati internazionali. In assenza di strumenti di stabilizzazione, le imprese restano esposte a shock improvvisi che incidono sulla sostenibilità economica.

Diventa quindi centrale il tema degli investimenti in innovazione, efficientamento energetico e diversificazione delle fonti, leve fondamentali per rafforzare la resilienza del comparto nel medio-lungo periodo.

Prospettive e scenari per il comparto agricolo

Nel breve periodo, l’andamento dei prezzi del gasolio sarà determinante per la prosecuzione delle attività agricole in Puglia. Un ulteriore aumento potrebbe tradursi in una riduzione delle superfici coltivate e in un rallentamento della produzione.

Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia: «Le imprese agricole continuano a produrre con enormi sacrifici, indebitandosi, e vedendo sempre più eroso il proprio reddito, mentre i costi di produzione raggiungono vette insostenibili e i consumatori, davanti ai prezzi proibitivi dei prodotti nei supermercati, sono costretti a risparmiare anche su alimentari e beni di prima necessità. La situazione sta per arrivare a un punto di non ritorno. È necessario agire subito».

Nel medio periodo, la crisi potrebbe accelerare processi di riorganizzazione del settore, ma richiede politiche di sostegno adeguate per evitare effetti strutturali negativi sull’economia agricola regionale e sulla competitività della filiera agroalimentare.