FLAI CGIL e comunità africana a confronto su caporalato, PNRR e integrazione. Focus su lavoro migrante e rappresentanza nel settore agricolo
di Antonio Portolano
BRINDISI – Il lavoro agricolo e la gestione della manodopera migrante tornano al centro del dibattito economico e sociale in Puglia. Il 19 marzo a Brindisi, presso Porta Lecce, la FLAI CGIL Brindisi promuove un’iniziativa pubblica con la Comunità africana per rafforzare strumenti di rappresentanza, contrasto al lavoro irregolare e integrazione nel settore agricolo. L’evento coinvolgerà, tra gli altri, Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL Brindisi, Antonio Ligorio, segretario generale della FLAI CGIL Puglia, e Matteo Bellegoni, responsabile nazionale del Dipartimento politiche migratorie e legalità della FLAI CGIL.
L’iniziativa si inserisce in un contesto economico caratterizzato da una crescente dipendenza dell’agricoltura italiana, e in particolare pugliese, dalla manodopera straniera, con implicazioni rilevanti in termini di produttività, legalità del lavoro e sostenibilità sociale.

Il contesto economico: agricoltura e lavoro migrante
Il settore agricolo italiano rappresenta una componente strategica dell’economia nazionale, con un valore della produzione che supera i 70 miliardi di euro annui. In questo quadro, il contributo dei lavoratori migranti è ormai strutturale: secondo stime di settore, oltre il 30% della forza lavoro agricola è composta da manodopera straniera, con incidenze ancora più elevate nelle regioni del Mezzogiorno.
La Puglia si colloca tra le aree a più alta intensità di lavoro agricolo stagionale, soprattutto nelle filiere ortofrutticole. Qui il ricorso a lavoratori migranti non è solo una necessità produttiva, ma un elemento chiave per la competitività delle imprese agricole. Tuttavia, la presenza diffusa di lavoro irregolare e fenomeni di caporalato continua a rappresentare un fattore distorsivo del mercato.
Il ruolo della FLAI CGIL e il coordinamento migranti
In questo contesto si inserisce l’iniziativa della FLAI CGIL Brindisi, che punta a rafforzare la governance del lavoro agricolo attraverso strumenti di rappresentanza diretta dei lavoratori migranti. Durante l’incontro sarà annunciata la nascita del Coordinamento immigrati della FLAI CGIL, già sviluppato a livello regionale e nazionale, con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai diritti, ai servizi e alla partecipazione sindacale.
Il modello proposto mira a ridurre le asimmetrie informative tra lavoratori e imprese, favorendo la trasparenza del mercato del lavoro agricolo e contrastando le forme di intermediazione illegale.

PNRR, investimenti e politiche di inclusione
Un ulteriore elemento al centro del confronto riguarda il ruolo dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nelle politiche di inclusione e nella modernizzazione del settore agricolo. Le risorse europee destinate alla digitalizzazione, alla logistica e alla sostenibilità potrebbero incidere anche sulle condizioni di lavoro, favorendo processi di regolarizzazione e tracciabilità.
Tuttavia, l’efficacia di questi interventi dipende dalla capacità di integrare politiche industriali e sociali. In assenza di un rafforzamento delle condizioni abitative e dei servizi per i lavoratori migranti, il rischio è quello di una crescita economica non inclusiva.
Il nodo abitativo e l’impatto sul mercato del lavoro
Uno dei punti più critici riguarda la gestione dell’accoglienza dei lavoratori migranti. A Brindisi, la recente decisione di trasferire temporaneamente i braccianti dal dormitorio cittadino all’area dell’ex impianto CDR nella zona industriale ha sollevato perplessità sul piano economico e sociale.
Secondo la FLAI CGIL, questa scelta rischia di aumentare l’isolamento dei lavoratori e di compromettere l’efficienza del mercato del lavoro agricolo, incidendo sulla mobilità e sull’accesso ai servizi. In termini economici, la marginalizzazione della forza lavoro può tradursi in minore produttività e maggiore esposizione a pratiche illegali.
La questione abitativa si conferma quindi un fattore determinante per la qualità del lavoro e per la competitività del settore agricolo.
Le posizioni degli attori sindacali
«Con questa iniziativa – dichiara Gabrio Toraldo, segretario generale della FLAI CGIL Brindisi – vogliamo rafforzare il rapporto di fiducia e collaborazione con la comunità africana e non solo, presente nel nostro territorio. I lavoratori migranti rappresentano una parte importante della forza lavoro agricola e il sindacato ha il dovere di garantire loro diritti, tutela e rappresentanza. La lotta allo sfruttamento passa anche dalla costruzione di alleanze sociali e dalla partecipazione diretta dei lavoratori».
«La Puglia – afferma Antonio Ligorio, segretario generale della FLAI CGIL Puglia – è una delle regioni dove il lavoro migrante è più presente in agricoltura. Per questo è fondamentale la collaborazione con le associazioni sensibili a questo tema, per rafforzare gli interventi nei confronti delle istituzioni, per favorire l’integrazione e la piena applicazione dei contratti, contrastando ogni forma di sfruttamento».

Segretario generale
FLAI CGIL Brindisi

Segretario generale
FLAI CGIL Puglia

Responsabile nazionale Dipartimento politiche migratorie e legalità FLAI CGIL
«La nascita dei coordinamenti dei lavoratori migranti nella FLAI CGIL – aggiunge Matteo Bellegoni, responsabile nazionale del Dipartimento politiche migratorie e legalità – rappresenta un passo importante per costruire una rete di rappresentanza che metta al centro il protagonismo dei lavoratori stranieri. Vogliamo rafforzare la loro presenza nel sindacato e costruire strumenti concreti di tutela, partecipazione e difesa dei diritti, perché il lavoro agricolo deve essere sinonimo di dignità e legalità».
Impatto economico e rischi per il settore
Il rafforzamento della rappresentanza dei lavoratori migranti può generare effetti positivi sul mercato agricolo, contribuendo a ridurre il lavoro sommerso e a migliorare le condizioni contrattuali. Questo si traduce in maggiore stabilità per le imprese e in un aumento della qualità della produzione.
Al contrario, la persistenza di condizioni di marginalità e irregolarità comporta rischi significativi: concorrenza sleale tra imprese, compressione dei salari, perdita di competitività sui mercati internazionali e danni reputazionali per le filiere agroalimentari italiane.
Strategie e dinamiche del mercato del lavoro agricolo
L’iniziativa promossa dalla FLAI CGIL Brindisi evidenzia una strategia sindacale orientata alla costruzione di reti territoriali e alla partecipazione diretta dei lavoratori migranti. Questo approccio si inserisce in una più ampia evoluzione del mercato del lavoro agricolo, dove la gestione della manodopera diventa un fattore competitivo.
Le imprese agricole sono chiamate a confrontarsi con standard sempre più elevati in termini di sostenibilità sociale e tracciabilità, anche alla luce delle richieste dei mercati internazionali e della grande distribuzione organizzata.

Scenari futuri: verso un modello agricolo più inclusivo
Nel medio periodo, la sfida sarà quella di integrare crescita economica e inclusione sociale. L’utilizzo efficace dei fondi del PNRR, il rafforzamento dei controlli contro il caporalato e lo sviluppo di strumenti di rappresentanza come i coordinamenti migranti potrebbero contribuire a trasformare il modello agricolo italiano.
L’iniziativa della FLAI CGIL a Brindisi rappresenta un segnale rilevante in questa direzione: la capacità di coniugare legalità, diritti e produttività sarà uno degli elementi chiave per il futuro del settore agricolo, in particolare nei territori del Mezzogiorno dove il lavoro migrante è ormai una componente strutturale dell’economia.




