Successo per l’incontro con Melissa Maci, Romina Leopardi e Giorgia Brandi: dal vino emergono nuove strade tra lavoro, competenze e impresa
di Antonio Portolano
ERCHIE (BRINDISI) – Tre storie professionali, tre esperienze d’impresa e un messaggio arrivato con chiarezza al pubblico: oggi il vino non è soltanto produzione, vigneto e cantina, ma un sistema capace di generare nuove competenze, professioni e opportunità di lavoro. È quanto emerso a Erchie dall’incontro «Donne del Vino: Opportunità lavorative dal mondo dell’enologia», che sabato 5 settembre ha riunito al Palazzo Ducale Melissa Maci di Cantina Due Palme, Romina Leopardi di Tenute Rubino e Giorgia Brandi di Tenute Lu Spada.
L’appuntamento ha raccolto un significativo riscontro di pubblico e ha trasformato il racconto di tre professioniste del comparto vitivinicolo pugliese in una riflessione più ampia sul rapporto tra talento femminile, formazione, occupazione e capacità di fare impresa.
Non una celebrazione astratta della leadership delle donne, dunque, ma il confronto con percorsi reali, difficoltà, competenze acquisite e scelte professionali. Un modo per mostrare soprattutto alle nuove generazioni quanto sia diventato articolato il mondo che ruota intorno al vino e quanti spazi possa offrire a chi sceglie di prepararsi e specializzarsi.

Tre percorsi diversi, una filiera che sta cambiando
A moderare il confronto è stata Pamela Spinelli, giornalista di Telenorba e direttrice responsabile di newⓈpam.it.
Attraverso le esperienze di Melissa Maci, Romina Leopardi e Giorgia Brandi, il pubblico ha potuto osservare il settore vitivinicolo da una prospettiva diversa rispetto a quella tradizionale.
La produzione resta naturalmente il cuore della filiera, ma intorno alla bottiglia si è sviluppato un universo professionale molto più ampio. Comunicazione, marketing, accoglienza, enoturismo, sostenibilità e innovazione sono ormai componenti sempre più importanti della capacità di un’impresa vitivinicola di posizionarsi, raccontarsi, raggiungere nuovi mercati e costruire una relazione con il territorio.
È uno dei messaggi più significativi lasciati dall’incontro di Erchie: parlare di occupazione nel vino significa oggi guardare ben oltre le professionalità strettamente legate alla produzione.
Significa considerare un ecosistema nel quale competenze tecniche, capacità organizzative, cultura d’impresa, comunicazione, valorizzazione del territorio e conoscenza dei nuovi consumatori tendono sempre più a intrecciarsi.

Il vino come spazio di lavoro per donne e giovani
Proprio questa trasformazione rende il comparto particolarmente interessante sul piano dell’orientamento professionale.
Le testimonianze delle tre protagoniste hanno permesso di collegare la dimensione personale delle loro esperienze a un tema più generale: per entrare e crescere nel mondo del vino servono preparazione, competenze e capacità di interpretare l’evoluzione delle imprese.
Una prospettiva che assume un valore particolare per le donne e per le giovani generazioni.
Il punto non è soltanto aumentare la presenza femminile in una filiera storicamente associata a ruoli prevalentemente maschili. La sfida è mettere le donne nelle condizioni di costruire percorsi professionali, assumere responsabilità, creare impresa e contribuire ai processi decisionali e di innovazione.
In questo senso, l’empowerment femminile diventa qualcosa di molto concreto: non uno slogan, ma la possibilità di trasformare talento e competenze in autonomia professionale e capacità imprenditoriale.
Il pubblico: «Torno a casa con la voglia di crescere»
La misura dell’impatto dell’appuntamento è arrivata anche dalle reazioni del pubblico.
Particolarmente significativa la testimonianza di una partecipante, che al termine della serata ha sintetizzato così ciò che aveva ricevuto dal confronto: «La vostra grinta e capacità di fare impresa questa sera è stata determinante. Sono rimasta letteralmente rapita dai vostri racconti e dalle vostre dichiarazioni. Torno a casa con la voglia di crescere e, perché no, anche di assaporare un buon vino».
Parole che restituiscono forse meglio di qualsiasi formula istituzionale il risultato dell’iniziativa: tre percorsi professionali sono riusciti a diventare uno stimolo per chi li ascoltava.
Ed è proprio qui che un incontro dedicato all’orientamento raggiunge il suo obiettivo più difficile: non limitarsi a fornire informazioni, ma generare consapevolezza, curiosità e desiderio di costruire un proprio percorso.

Job Suite, orientamento che incontra il sistema produttivo
L’incontro rientra nel progetto «JOB SUITE: Strategie di orientamento professionale per il rilancio dell’occupazione», nell’ambito dell’azione «Puglia Donna Partecipa» del bando Punti Cardinali for Work della Regione Puglia.
Il progetto è realizzato dal Comune di Erchie con il coordinamento dell’Ente di Formazione Futura e punta a costruire occasioni nelle quali orientamento e formazione possano entrare in contatto con i settori produttivi e con le opportunità offerte dal territorio.
È una impostazione che nell’appuntamento dedicato alle donne del vino ha trovato una traduzione concreta: partire dalle esperienze di chi opera realmente nelle aziende per mostrare quali competenze servono, quali cambiamenti stanno attraversando le imprese e quali possibilità possono aprirsi per chi guarda al settore come futuro spazio professionale.
La rete collegata a Job Suite comprende inoltre Pro Loco Erchie, ARPAL Puglia, CNA Brindisi-Taranto, Confagricoltura Brindisi, Coldiretti e Azienda Agricola Olio Febo, accanto ai riferimenti istituzionali della Regione Puglia e della programmazione sostenuta da Unione europea, Repubblica Italiana e Coesione Italia 21-27.
Una rete che mette insieme amministrazione pubblica, formazione, servizi per il lavoro, rappresentanza delle imprese, agricoltura e associazionismo territoriale.
Il Comune di Erchie al fianco dell’iniziativa
Anche l’Amministrazione comunale di Erchie ha accompagnato l’appuntamento, confermando l’attenzione ai temi dell’orientamento, della formazione e dell’occupazione.
Al fianco del progetto il sindaco Giuseppe Margheriti, la vicesindaca Mariella Argese e la consigliera comunale delegata all’agricoltura Nastasya Bernardi.
La presenza dell’Amministrazione contribuisce a definire anche il significato territoriale dell’iniziativa. Il vino, infatti, non viene considerato esclusivamente come prodotto, ma come una delle filiere attraverso cui possono essere costruiti orientamento, professionalità, imprenditorialità e nuove prospettive occupazionali.
È il passaggio da una politica del lavoro pensata soltanto come incontro tra domanda e offerta a una logica nella quale il territorio prova prima di tutto a riconoscere le proprie vocazioni produttive e a costruire intorno ad esse competenze adeguate.

Dal vino pugliese un messaggio sul futuro del lavoro
Il successo dell’incontro di Erchie lascia quindi una indicazione che supera la singola serata.
Il vino pugliese è tradizione, produzione e identità, ma è contemporaneamente un settore che incorpora sempre più servizi, innovazione, sostenibilità, turismo e capacità di comunicare. E proprio questa trasformazione moltiplica le professionalità necessarie.
Le storie raccontate da Melissa Maci, Romina Leopardi e Giorgia Brandi hanno mostrato come dentro questa evoluzione le donne possano essere protagoniste non soltanto come lavoratrici, ma come professioniste capaci di guidare processi, sviluppare idee e fare impresa.
È probabilmente questa l’eredità più interessante lasciata dall’appuntamento: mettere insieme il valore delle imprese, la forza del vino pugliese e le aspirazioni di chi sta ancora costruendo il proprio futuro professionale.
A Erchie il vino è diventato così il punto di partenza per parlare di qualcosa di ancora più grande: lavoro, competenze e possibilità di crescere.




