Il 5 settembre al Palazzo Ducale un confronto su leadership femminile, competenze e nuovi sbocchi occupazionali nel vino pugliese che cambia
di Antonio Portolano
ERCHIE (BRINDISI) – Il vino pugliese non è soltanto una delle grandi filiere produttive della regione. È anche un settore nel quale stanno cambiando competenze, modelli organizzativi e percorsi professionali. Ed è proprio dentro questa trasformazione che si inserisce «Donne del vino: opportunità lavorative dal mondo dell’enologia», la tavola rotonda in programma sabato 5 settembre 2026, dalle 17 alle 21, nell’Atrio del Palazzo Ducale di Erchie. Al centro non ci sarà soltanto il ruolo crescente delle donne nelle aziende vitivinicole, ma una questione più ampia: quali opportunità di lavoro può generare oggi una filiera che in Puglia continua ad avere un peso economico e produttivo rilevante?
L’iniziativa nasce nell’ambito di Puglia Donna Partecipa, azione del progetto Job Suite – Strategie di orientamento professionale per il rilancio dell’occupazione, finanziato attraverso l’Avviso Punti Cardinali for Work – Punti di orientamento per la formazione e il lavoro. Un collegamento che sposta il confronto dal solo tema della rappresentanza femminile a quello, più concreto, dell’orientamento professionale, dell’accesso al mercato del lavoro e dell’incontro tra competenze e imprese.

Una filiera che vale sempre di più per la Puglia
Il contesto nel quale si colloca l’appuntamento di Erchie aiuta a comprendere la portata del tema. Secondo la scheda di settore ISMEA relativa al 2025, diffusa dall’Ufficio statistico della Regione Puglia, la regione ha prodotto circa 8,4 milioni di ettolitri di vino, con una crescita del 9,7% rispetto al 2024 e una quota vicina al 19% della produzione nazionale. La superficie vitata supera i 91 mila ettari, mentre il 21% circa è destinato al biologico. (Protezione Civile Puglia)
Sono numeri che descrivono non semplicemente un comparto agricolo, ma un ecosistema economico che mette insieme produzione, trasformazione, commercializzazione, promozione, turismo, sostenibilità e competenze manageriali. Proprio per questo il tema del lavoro assume una dimensione strategica: crescere in quantità non basta se parallelamente non aumentano la qualità professionale, la capacità di innovazione e la disponibilità di figure adeguate alle nuove esigenze delle imprese.
In questo scenario la maggiore presenza femminile non rappresenta soltanto un cambiamento sociale. Può diventare un fattore di evoluzione organizzativa e imprenditoriale in una filiera storicamente caratterizzata da una prevalenza maschile nei ruoli decisionali.
Tre professioniste raccontano il cambiamento
A guidare il confronto sarà la giornalista Pamela Spinelli, chiamata a moderare una tavola rotonda costruita attorno a tre direttrici: empowerment femminile, orientamento professionale e networking.
Sul primo versante saranno protagoniste tre professioniste legate ad altrettante realtà del panorama vitivinicolo pugliese: Melissa Maci di Cantina Due Palme, Romina Leopardi di Tenute Rubino e Giorgia Brandi di Tenute Lu Spada.
L’obiettivo è partire dai percorsi reali, non dalle formule teoriche. Le relatrici racconteranno esperienze professionali, competenze maturate, difficoltà affrontate e strategie utilizzate per costruire il proprio ruolo all’interno di un settore che sta progressivamente ampliando i propri confini.
È qui che il concetto di empowerment assume una dimensione concreta: capacità di assumere responsabilità, governare processi, valorizzare competenze e contribuire alla crescita delle aziende.


Romina Leopardi, Tenute Rubino

Giorgia Brandi, Tenute Lu Spada
Dal racconto delle esperienze alle opportunità di lavoro
La seconda parte dell’incontro entrerà direttamente nel terreno dell’orientamento professionale. Il confronto sarà rivolto sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta alla filiera vitivinicola sia a chi sta valutando di consolidare o riposizionare la propria carriera.
Uno degli elementi centrali sarà l’analisi dei profili oggi maggiormente richiesti dal mercato, con l’obiettivo di offrire indicazioni utilizzabili nel breve e medio periodo. Il comunicato non anticipa quali figure professionali saranno individuate durante il confronto: proprio per questo sarà il dialogo con le protagoniste del settore a definire competenze, esigenze e possibilità concrete.
La scelta di legare il tema delle donne nel vino a quello dell’occupazione riflette inoltre la filosofia più ampia di Punti Cardinali for Work. La misura regionale è rivolta a disoccupati, inattivi, giovani, donne e persone fragili e finanzia attività di orientamento, laboratori, giornate dedicate al lavoro e iniziative di animazione territoriale. La dotazione, inizialmente fissata a 15 milioni di euro, è stata portata a 23 milioni, coinvolgendo complessivamente 238 enti locali; Erchie figura tra i Comuni ammessi a finanziamento.

Una rete istituzionale e territoriale dietro Job Suite
L’appuntamento dedicato alle donne del vino si inserisce in una rete più ampia costruita attorno a Job Suite – Strategie di orientamento professionale per il rilancio dell’occupazione, progetto promosso dal Comune di Erchie nell’ambito dell’Avviso Punti Cardinali for Work – Punti di orientamento per la formazione e il lavoro e realizzato con il supporto operativo dell’Ente di Formazione Futura.
Accanto ai soggetti istituzionali, la rete territoriale indicata nella comunicazione ufficiale del progetto comprende Pro Loco Erchie, ARPAL Puglia, CNA Brindisi-Taranto, Confagricoltura Brindisi, Coldiretti e Azienda Agricola Olio Febo. Una composizione che mette insieme formazione, servizi per il lavoro, rappresentanza delle imprese, agricoltura e associazionismo locale.
Sul piano istituzionale e finanziario, il progetto si colloca inoltre nel quadro della Regione Puglia, della programmazione Coesione Italia 21-27, del cofinanziamento dell’Unione europea e delle politiche nazionali collegate alla programmazione dei fondi strutturali.
È proprio questa pluralità di soggetti a dare sostanza all’obiettivo di Job Suite: costruire un sistema nel quale orientamento, formazione, imprese e territorio possano dialogare in maniera stabile. L’incontro del 5 settembre rappresenta quindi non soltanto una tavola rotonda sul ruolo delle donne nell’enologia, ma una delle azioni attraverso cui questa rete prova a trasformare le vocazioni produttive locali in occasioni concrete di crescita professionale e occupazionale.
Quando il networking diventa politica per il territorio
Il terzo asse sarà quello del networking. Non un momento accessorio, ma il tentativo di mettere in relazione persone interessate a nuove opportunità professionali, aziende del territorio e percorsi di formazione.
In una filiera complessa come quella del vino, infatti, il tema dell’occupazione non può essere separato dalla capacità di costruire reti. Il collegamento tra imprese, professionalità emergenti e sistemi di orientamento può diventare uno degli strumenti attraverso cui trattenere competenze, creare occasioni di inserimento e accompagnare l’evoluzione delle aziende.
È anche questo il significato territoriale dell’appuntamento: trasformare un incontro pubblico in uno spazio nel quale le esperienze delle professioniste possano diventare informazioni utili per chi cerca lavoro o immagina una nuova traiettoria professionale.

Erchie guarda al vino come spazio professionale
«Donne del vino: opportunità lavorative dal mondo dell’enologia» si terrà sabato 5 settembre 2026, dalle 17 alle 21, nell’Atrio del Palazzo Ducale di Erchie.
La partecipazione è aperta a tutte le persone interessate alle prospettive professionali del settore vitivinicolo e, più in generale, alle opportunità occupazionali del territorio pugliese.
Il punto, alla fine, va oltre la presenza femminile nelle cantine. Riguarda la capacità di una delle filiere più rappresentative della Puglia di trasformare produzione e tradizione in lavoro qualificato, competenze e nuove possibilità di carriera. Ed è proprio su questo terreno che il vino pugliese può giocare una parte importante della propria prossima evoluzione.




