DOC Salice Salentino, leva economica per il rilancio

50 anni Doc Salice Salentino

Il Cinquantenario presentato a Lecce coinvolge istituzioni e filiera per rafforzare competitività e sviluppo del Salento post-Xylella

di Antonio Portolano

LECCE – La DOC Salice Salentino entra nel suo cinquantesimo anno con un obiettivo che va oltre la dimensione celebrativa: diventare una leva strutturale per il rilancio economico del Salento dopo la crisi generata dalla Xylella fastidiosa. La presentazione del calendario 2026 e del marchio ufficiale del Cinquantenario, avvenuta al Museo Sigismondo Castromediano, segna l’avvio di una strategia integrata che coinvolge istituzioni, consorzi e imprese della filiera vitivinicola.

Museo Sigismondo Castromediano, 50 anni Doc Salice Salentino

Il contesto economico

Il comparto vitivinicolo pugliese rappresenta uno dei principali pilastri dell’agroalimentare del Mezzogiorno, con una crescente incidenza sull’export e sulla valorizzazione delle denominazioni di origine. In questo scenario, la DOC Salice Salentino – riconosciuta ufficialmente con decreto dell’8 aprile 1976 firmato da Giovanni Leone – costituisce una delle denominazioni storiche più rilevanti del territorio.

Negli ultimi anni, tuttavia, il sistema agricolo salentino ha subito un impatto significativo a causa della diffusione della Xylella, che ha compromesso in modo strutturale il comparto olivicolo, incidendo sul PIL agricolo e sulla percezione del territorio. In questo contesto, il vino emerge come uno degli asset strategici per la diversificazione e il rilancio economico.

50 anni Doc Salice Salentino, un intervento

Le istituzioni e la governance territoriale

Il progetto del Cinquantenario nasce dalla sinergia tra Comune di Salice Salentino, Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino, GAL Terra d’Arneo e Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DAJS), nell’ambito del programma “Radici Virtuose”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

L’iniziativa si configura come un modello di governance multilivello, in cui enti locali, organismi di sviluppo territoriale e sistema produttivo collaborano per rafforzare il posizionamento competitivo della denominazione.

Durante l’incontro, moderato da Michele Peragine, presidente AGAP, sono intervenuti rappresentanti istituzionali e della filiera, tra cui Cosimo Leuzzi, Damiano Reale, Cosimo Durante, Pantaleo Piccinno, Luigi De Luca e Luigi Palazzo.

Il prefetto Natalino Manno ha evidenziato: «per la capacità di fare rete e di attrarre investimenti per incoraggiare i giovani a restare nella loro terra natia».

50 anni Doc Salice Salentino, la platea

Strategia e rigenerazione: il ruolo di “Radici Virtuose”

Il programma “Radici Virtuose” rappresenta uno dei principali strumenti di rigenerazione economica, sociale e ambientale del territorio post-Xylella. Coinvolge diversi consorzi di tutela e punta a rafforzare la competitività delle produzioni di qualità, recuperando al contempo l’immagine del territorio.

Pantaleo Piccinno, presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino (DAJS), ha dichiarato: «Non siamo qui per festeggiare una semplice ricorrenza: siamo qui per festeggiare uno spirito, una visione, un pensiero che tanti anni fa ha visto insieme grandi capitani d’impresa e straordinarie cooperative esprimere la forza di un popolo straordinario. Come DAJS riteniamo che questa visione, questo spirito, vadano ricordati. Dobbiamo farlo ora che il Salento sta cercando di uscire dagli esiti di una fitopatologia che ha devastato irreversibilmente il territorio. Non si sono disseccati soltanto gli ulivi, non si è perduto soltanto un PIL territoriale: si è smarrita un’identità. Il Distretto per questo ha promosso il grande progetto “Radici Virtuose”, finanziato dal Masaf: un’azione forte di promozione per recuperare la perdita d’immagine che la Xylella ha determinato rispetto alla bellezza e all’attrattiva del territorio, attraverso i nostri alfieri della sostenibilità. La Doc Salice Salentino e il suo Consorzio di tutela con i suoi straordinari vini e le sue imprese, sono tra questi ambasciatori di un Salento ferito che vuole ripartire, e deve ripartire, attraverso le eccellenze e i prodotti di qualità. Il distretto c’è, e vorrebbe che quest’anno si festeggiasse, oltre al cinquantesimo del Salice, anche il primo anno della ripartenza del Salento post-Xylella».

50 anni Doc Salice Salentino, Pantaleo Piccinno, presidente del Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino_ DAJS

Impatto economico e mercato

Il rafforzamento della DOC Salice Salentino può generare impatti economici rilevanti lungo tutta la filiera:

  • incremento del valore aggiunto delle produzioni vitivinicole
  • maggiore penetrazione nei mercati internazionali
  • sviluppo dell’enoturismo
  • integrazione tra agricoltura, cultura e turismo

Damiano Reale, presidente del Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino, ha affermato: «La celebrazione del 50º anniversario del riconoscimento della DOC Salice Salentino ha rappresentato un momento per mettere insieme filiera agricola, enti istituzionali e mondo di imprenditoria e cooperazione, alla presenza del Prefetto e del Presidente della Camera di Commercio di Lecce, con lo scopo ultimo di fare gruppo per promuovere tutti insieme il territorio ed un suo bene storico come la DOC che ha raggiunto questo traguardo così importante. Questa eccellenza vitivinicola, resa possibile grazie ai viticoltori e a tutte le aziende custodi di questo patrimonio che rappresenta un’intera comunità, deve essere il simbolo di un Salento che punta a farsi conoscere sempre più a livello internazionale e questo è solo l’inizio di un percorso condiviso che porteremo avanti con passione e dedizione».

50° Salice Salentino,_ Prefetto e Camera di Commercio insieme

Posizionamento e identità territoriale

Il percorso di valorizzazione della DOC Salice Salentino si fonda su una strategia di posizionamento che integra qualità produttiva, identità territoriale e promozione culturale.

Cosimo Durante, presidente del GAL Terra d’Arneo, ha dichiarato: «Il GAL Terra d’Arneo è stato coinvolto dal Comune di Salice Salentino, suo socio, nella costituzione di un comitato dedicato alle celebrazioni dei 50 anni della Salice Salentino DOC. Grazie alle collaborazioni già attive, tra cui quella con il sistema biblio-museale di Lecce, siamo riusciti a costruire un calendario di iniziative all’altezza della fama e della storia di questo grande vino. Si tratta di un lavoro corale, di una squadra che vede insieme istituzioni, operatori culturali e realtà fondamentali come il Consorzio di tutela del Salice Salentino e il DAJS, a testimonianza di quanto questo traguardo appartenga a tutti. Celebrare i 50 anni della DOC significa raccontare una storia fatta di territorio e visione. È un anniversario che va oltre la ricorrenza: rappresenta un simbolo identitario forte, un bene collettivo che parla della nostra economia, della nostra cultura e delle radici profonde della tradizione vitivinicola locale. Il territorio ha attraversato momenti complessi, dalla crisi del dopoguerra ai profondi cambi generazionali, fino a raggiungere oggi una piena consapevolezza del suo valore e della sua unicità. Oggi la Salice Salentino DOC si afferma come un simbolo riconoscibile, capace di posizionarsi con forza sul mercato nazionale. A noi il compito di tracciarne il futuro. Produttori, operatori e comunità devono continuare a dare valore a una DOC ormai matura, renderla sempre più rilevante, competitiva e attrattiva, proprio come il territorio straordinario da cui nasce».

50 anni Doc Salice Salentino, un momento della conferenza

Il ruolo delle istituzioni locali

Cosimo Leuzzi, sindaco del Comune di Salice Salentino, ha sottolineato: «In occasione del cinquantesimo anniversario della DOC Salice Salentino, celebriamo non solo un riconoscimento enologico, ma un’identità profonda che appartiene alla nostra comunità. Questo traguardo rappresenta il lavoro, la passione e il sacrificio di generazioni di viticoltori e produttori che hanno reso il nostro territorio un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo nazionale e internazionale.La DOC Salice Salentino è un simbolo di qualità, tradizione e innovazione: un patrimonio che custodiamo con orgoglio e che continueremo a valorizzare, guardando al futuro con ambizione e responsabilità. A nome dell’Amministrazione comunale, rivolgo un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a scrivere questa straordinaria storia».

Luigi Palazzo, assessore del Comune di Salice Salentino, ha aggiunto: «I 50 anni della DOC Salice Salentino rappresentano un momento di grande valore per il nostro territorio e per tutta la filiera vitivinicola. È un anniversario che testimonia la capacità di coniugare tradizione e qualità, mantenendo viva l’autenticità dei nostri prodotti e al tempo stesso innovando per affrontare le sfide dei mercati globali. Questo riconoscimento ha contribuito a rafforzare l’immagine del Salento nel mondo, rendendo il nostro vino ambasciatore della cultura, dei paesaggi e delle radici della nostra terra. Continueremo a sostenere iniziative che promuovano il territorio, valorizzando le eccellenze locali e creando nuove opportunità di sviluppo economico e turistico».

50 anni Doc Salice Salentino, una degustazione

Eventi e indotto economico

Il calendario 2026 prevede una serie di appuntamenti strategici: dalla presenza al Vinitaly di Verona a convegni nazionali, eventi diffusi, mostre fotografiche e archeologiche, fino alla presentazione di un docufilm e di una pubblicazione dedicata.

Queste iniziative rappresentano una leva economica indiretta, capace di generare flussi turistici, visibilità internazionale e ricadute sull’intero sistema territoriale.

50 anni Doc Salice Salentino, degustazione

Scenari futuri

Nel medio periodo, la crescita della DOC Salice Salentino dipenderà dalla capacità di rafforzare la qualità produttiva, investire nella promozione internazionale e consolidare l’integrazione con il turismo esperienziale.

Il Cinquantenario si configura così come un passaggio strategico per ridefinire il ruolo del comparto vitivinicolo nel modello economico del Salento. In un territorio segnato dagli effetti della Xylella, il vino si afferma come uno degli asset più solidi per sostenere una nuova fase di sviluppo basata su qualità, identità e competitività globale.