Dieta mediterranea, la scienza ritrova la tavola

Una esposizione di prodotti tipici biologici pugliesi alla base della dieta Mediterranea, immagine realistica generata con Dall-E

Vincenza Gianfredi e Daniele Nucci presentano a Castromediano il libro che unisce scienza, ricette, memoria familiare e cultura della salute

di Antonio Portolano

CAVALLINO (LECCE) – Contro le diete miracolose, le promesse senza fondamento e il rumore crescente dell’informazione alimentare, la risposta arriva da un sapere antico che la ricerca scientifica continua a studiare e aggiornare. Giovedì 30 luglio, alle 19.30, nel Parco Adele Savio di via Saragat, a Castromediano, Vincenza Gianfredi e Daniele Nucci presenteranno «Dieta mediterranea. Viaggio tra scienza, tradizione e sapori antichi alla scoperta del segreto della longevità» (clicca qui per acquistare). A dialogare con gli autori sarà il giornalista Massimo Barbano. L’incontro rientra nella rassegna Estate Cavallinese organizzata dal Comune di Cavallino.

La dieta mediterranea oltre le semplificazioni

La notizia, però, non è soltanto l’arrivo di un libro in una rassegna estiva. È il tentativo di restituire alla dieta mediterranea il suo significato autentico, liberandola dalle semplificazioni che la riducono a una piramide alimentare, a un elenco di ricette regionali o all’ennesimo regime da seguire per perdere peso. Nelle pagine scritte dai due studiosi, coppia anche nella vita, la dieta mediterranea torna a essere ciò che realmente rappresenta: un modello nel quale alimentazione, attività fisica, ambiente, socialità, cultura e piacere della tavola concorrono alla costruzione del benessere.

Dieta mediterranea, la copertina del libro

La risposta alle false promesse sul cibo

Pubblicato da Gribaudo nel 2024, il volume ( clicca qui per acquistare) parte da una domanda che riguarda milioni di persone: come distinguere le informazioni scientificamente affidabili dalle mode, dalle convinzioni senza prove e dalle promesse miracolose che ogni giorno affollano siti internet e social network?

Gli autori non propongono formule drastiche né alimenti ai quali attribuire poteri straordinari. Offrono strumenti per comprendere. Studi, ricerche, consigli pratici, ricette facili e suggerimenti quotidiani vengono riuniti in un racconto accessibile, capace di riportare la nutrizione fuori dal territorio delle rinunce punitive e dentro la vita reale delle persone. Mangiare bene non significa inseguire la perfezione, ma imparare a scegliere, cucinare e condividere il cibo con equilibrio e consapevolezza.

La tradizione riletta attraverso la ricerca

Il libro entra inoltre nelle case di donne e uomini con più di ottant’anni, raccogliendo testimonianze, ricordi e preparazioni tramandate nel tempo. Quelle esperienze vengono confrontate con le evidenze scientifiche più recenti, facendo emergere il valore di abitudini che spesso sono state praticate per generazioni prima ancora di essere studiate nei laboratori e nelle università. Il volume conta 200 pagine ed è pubblicato nella collana Sapori e fantasia.

La tradizione, in questa prospettiva, non diventa nostalgia. È una conoscenza da interrogare, verificare e adattare al presente. La scienza non cancella i gesti delle cucine familiari, ma aiuta a capire quali possano continuare a produrre benefici e quali debbano invece essere riletti alla luce delle nuove condizioni sociali, ambientali e sanitarie.

Un modello diventato questione di salute pubblica

L’appuntamento di Castromediano arriva in una fase nella quale la dieta mediterranea ha assunto una rilevanza scientifica e istituzionale ancora più evidente. Nel marzo 2025 l’Istituto Superiore di Sanità ha presentato le prime linee guida dedicate alla sua applicazione come strumento di promozione della salute, prevenzione e supporto nella gestione di diverse condizioni cliniche. Nel giugno 2026 lo stesso Istituto ha evidenziato la pubblicazione, su riviste scientifiche internazionali, delle evidenze utilizzate per costruire quelle raccomandazioni.

Non si tratta dunque di trasformare ogni piatto in una prescrizione medica. Il punto è riconoscere che le scelte compiute quotidianamente a tavola incidono sulla salute individuale e collettiva, sulla sostenibilità delle produzioni e sul rapporto tra comunità e territorio. Anche il Ministero della Salute considera la dieta mediterranea un modello alimentare sano e sostenibile, collegato alla prevenzione delle principali patologie croniche e alla tutela della biodiversità alimentare.

Longevità, nessuna formula miracolosa

Il segreto della longevità evocato dal titolo del libro non coincide quindi con un ingrediente misterioso. È il risultato dell’interazione tra qualità e varietà degli alimenti, moderazione, movimento, convivialità, continuità delle abitudini e capacità di mantenere un rapporto non ossessivo con il cibo.

Medicina preventiva e cucina parlano insieme

La solidità del volume deriva dall’incontro tra le competenze dei due autori.

Vincenza Gianfredi, autrice

Vincenza Gianfredi e la ricerca sulla prevenzione

Vincenza Gianfredi è medico specialista in Medicina preventiva, ha conseguito un dottorato di ricerca in Salute pubblica ed è professoressa associata nel Dipartimento di Scienze cardio-toraco-vascolari e Sanità pubblica dell’Università degli Studi di Padova. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche internazionali, coautrice di testi universitari, componente della Fondazione Dieta Mediterranea e coinvolta nello sviluppo delle linee guida nazionali dedicate a questo modello alimentare. Dal 2018 cura anche una rubrica su scienza e salute per il periodico L’Arcobaleno di San Vito dei Normanni.

Daniele Nucci, dalla cucina alla nutrizione

Daniele Nucci è dietista con laurea magistrale in Nutrizione umana, ricercatore nel campo della nutrizione e della sanità pubblica ed esperto di culinary medicine. Il suo percorso parte anche da una formazione e da un’esperienza professionale in cucina: un elemento che gli consente di mettere in comunicazione le evidenze scientifiche con ingredienti, tecniche di preparazione e comportamenti realmente applicabili nella quotidianità. È autore di pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali e ha già scritto con Antonella Viola il bestseller «Il cibo buono. C’è più gusto a nutrirsi bene».

Daniele Nucci, autore

Quando la scienza entra davvero in cucina

La culinary medicine rappresenta uno dei passaggi più interessanti del loro lavoro: la cucina non viene considerata il semplice punto di arrivo di una prescrizione nutrizionale, ma uno spazio nel quale conoscenza, abilità pratiche e piacere possono incontrarsi. Una raccomandazione scientificamente corretta, infatti, produce effetti soltanto quando può essere compresa, preparata e inserita nella vita delle persone.

Un patrimonio vivo, non una cartolina

La dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità perché comprende conoscenze, rituali e tradizioni legati alla coltivazione, alla pesca, alla conservazione, alla preparazione e soprattutto alla condivisione del cibo. Il suo valore non risiede soltanto in ciò che viene portato nel piatto, ma nei legami sociali costruiti intorno alla tavola e nella trasmissione dei saperi tra le generazioni.

Rigore scientifico e piacere della tavola

È proprio questa dimensione a rendere il libro di Vincenza Gianfredi e Daniele Nucci qualcosa di più di un manuale alimentare. Il volume racconta un modello capace di tenere insieme rigore e piacere, prevenzione e convivialità, sostenibilità e identità culturale. Un patrimonio che non deve essere celebrato come una cartolina immobile del passato, ma praticato, studiato e continuamente adattato alle trasformazioni del presente.

Massimo Barbano, giornalista

Data, luogo e protagonisti dell’incontro

L’incontro con gli autori è in programma giovedì 30 luglio, alle 19.30, nel Parco Adele Savio di via Saragat, a Castromediano. A condurre il dialogo sarà Massimo Barbano. La presentazione è inserita nel calendario di Estate Cavallinese, la rassegna promossa dal Comune di Cavallino.