Dal Salone di Genova Giuseppe Danese rilancia la sfida pugliese: porto, industria, ricerca e competenze per competere nella Blue Economy
di Antonio Portolano
GENOVA – Brindisi punta a trasformare la propria vocazione marittima in una specializzazione industriale e a diventare una piattaforma logistica e produttiva della nautica nel Mediterraneo. La sfida parte dal Salone Nautico di Genova, dove Giuseppe Danese porta il messaggio del sistema imprenditoriale pugliese nella sua triplice veste di presidente di Confindustria Brindisi, presidente del Distretto Pugliese della Nautica e imprenditore della Blue Economy.
Al centro c’è una filiera che va ben oltre le imbarcazioni e comprende refitting, materiali compositi, meccatronica, sostenibilità, formazione, ricerca e nuove professionalità. Un patrimonio di competenze sul quale Brindisi e la Puglia intendono costruire una posizione più forte nella nautica italiana ed europea.
Da Genova la candidatura industriale della Puglia
La 66ª edizione del Salone Nautico di Genova, ospitata nel Waterfront di Levante progettato da Renzo Piano, conta oltre mille imbarcazioni, 215 novità e 45 Paesi rappresentati.
Numeri che per Danese certificano la forza di un comparto capace di rappresentare il Made in Italy nel mondo e indicano, allo stesso tempo, lo spazio che la Puglia può conquistare mettendo a sistema porti, imprese e competenze.
Danese spiega: «Essere qui al Salone Nautico di Genova, nella splendida cornice del Waterfront di Levante di Renzo Piano, significa guardare al futuro di un’industria che è ambasciatrice del Made in Italy nel mondo. Con oltre 1.000 imbarcazioni, 215 novità e 45 Paesi rappresentati, questa 66ª edizione conferma che la nautica italiana non è solo leader, è un modello industriale. Come Presidente del Distretto Pugliese della Nautica e come imprenditore della Blue Economy, voglio portare qui a Genova il messaggio della Puglia. La nostra Regione sta vivendo una fase straordinaria: Brindisi, con il suo porto, le sue competenze su refitting, materiali compositi, meccatronica e sostenibilità, è pronta a diventare piattaforma logistica e produttiva per la nautica del Mediterraneo».

Brindisi, dal porto a una filiera ad alto valore
È questo il cuore della strategia: fare del mare non soltanto una risorsa geografica o turistica, ma una leva industriale attorno alla quale organizzare una filiera capace di generare produzione, innovazione e occupazione qualificata.
Brindisi può mettere sul tavolo il porto e competenze che spaziano dal refitting ai materiali compositi, dalla meccatronica alla sostenibilità. Segmenti che collocano la nautica all’incrocio tra manifattura avanzata, tecnologia, transizione energetica e ricerca.
La Blue Economy, nella visione espressa a Genova, non coincide quindi soltanto con la costruzione o la vendita di barche. Comprende il sistema di attività, servizi e professionalità che ruota attorno al mare e che può creare nuove opportunità soprattutto per le giovani generazioni.
«La Blue Economy non è solo barche. È filiera, è formazione, è transizione energetica, è lavoro qualificato per i nostri giovani. Proprio per questo apprezzo molto due novità di quest’anno: Living Made in Italy, che lega cantieristica, design e arredo – dove le nostre aziende pugliesi eccellono – e la Blue Arena, dedicata alle nuove professioni del mare».
Design, cantieristica e nuove professioni del mare
Due esperienze del Salone diventano così emblematiche della trasformazione in corso.
Living Made in Italy mette in relazione cantieristica, design e arredamento, settori nei quali, sottolinea Danese, le aziende pugliesi possono esprimere competenze e capacità produttive.
La Blue Arena guarda invece al capitale umano, portando l’attenzione sulle nuove professioni legate al mare. Una componente decisiva se la crescita della nautica deve tradursi anche in occupazione qualificata e nella costruzione di competenze adeguate alle esigenze future dell’industria.
È qui che entra in gioco il rapporto tra imprese, università e centri di ricerca, indicato come uno degli assi attraverso i quali aumentare la competitività della filiera pugliese.
Multiscafi, fascia alta e sostenibilità: come cambia il mercato
Dal Salone Nautico arrivano anche indicazioni precise sulla direzione della domanda. Crescono i multiscafi, si rafforza la fascia alta del mercato e aumenta la richiesta di soluzioni sostenibili.
Tre tendenze che rappresentano altrettante sfide industriali per chi vuole conquistare spazio nella nautica dei prossimi anni.
Danese osserva: «Il Salone ci dice una cosa chiara: cresce la domanda di multiscafi, cresce la fascia alta, cresce la richiesta di sostenibilità. Sono tutte sfide su cui Confindustria Brindisi e il Distretto Pugliese stanno investendo, mettendo insieme cantieri, università e centri di ricerca. A Genova siamo venuti per competere e per collaborare. La Puglia c’è, e vuole giocare un ruolo da protagonista nella nautica italiana dei prossimi dieci anni».
Competizione e collaborazione diventano quindi le due direttrici di una stessa strategia: aumentare la capacità delle imprese pugliesi di misurarsi con il mercato e, contemporaneamente, costruire reti sufficientemente solide per affrontare innovazione, sostenibilità e crescita dimensionale.

La Blue Economy come leva per l’economia pugliese
La prospettiva delineata da Confindustria Brindisi e dal Distretto Pugliese della Nautica supera il perimetro del mercato regionale. L’obiettivo è rafforzare l’autorevolezza e la competitività delle imprese fino a conquistare un ruolo più significativo anche nello scenario europeo.
Diventa per questo centrale anche la capacità di misurare e comunicare l’indotto economico prodotto dalla Blue Economy. Non soltanto nautica, dunque, ma portualità, servizi, ricerca, formazione, manifattura, tecnologie e lavoro.
In questa strategia i porti pugliesi assumono il ruolo di infrastrutture attorno alle quali può svilupparsi una nuova economia del mare.
«Il nostro lavoro confindustriale nell’ambito della Blu Economy sarà quello di confermare ed aumentare l’autorevolezza e la competitività delle nostre imprese, svolgendo un ruolo da protagonisti anche in ambito europeo. Sarà in proposito importante comunicare l’indotto economico che viene generato dalla Blue Economy e come la Puglia con i suoi porti sta diventando un faro, un riferimento per questa nuova economia. Ciò, grazie anche e soprattutto al forte impulso che la Regione Puglia – con il suo assessorato allo Sviluppo Economico – sta dando alla crescita del settore. Un vero e proprio un booster, un efficace acceleratore».
Il riconoscimento va quindi anche alla Regione Puglia e al suo assessorato allo Sviluppo Economico, indicati da Danese come uno dei motori della crescita del comparto.
La partita aperta a Genova è, in definitiva, più industriale che fieristica. Per Brindisi significa provare a trasformare porto, imprese e competenze già presenti sul territorio in una filiera più strutturata e competitiva. Per la Puglia significa ambire a diventare uno dei riferimenti italiani della Blue Economy e della nautica nel Mediterraneo.




