La prima edizione trasforma il centro storico in un percorso di sapori, cultura e musica. Un debutto riuscito che apre nuove prospettive
di Antonio Portolano

BRINDISI – Per due sere Brindisi ha ritrovato il piacere di vivere il proprio centro storico. Le strade dell’Appia, le piazze, gli antichi conventi e i luoghi simbolo della città si sono riempiti di persone, calici, musica e racconti, restituendo l’immagine di una comunità che riscopre il valore dei propri spazi attraverso un’esperienza condivisa.
È questo il risultato più significativo lasciato dalla prima edizione di Appia Wine, la manifestazione promossa dal Comune di Brindisi e dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi. Più che una semplice manifestazione dedicata al vino, l’iniziativa ha dimostrato come un evento costruito attorno alle eccellenze del territorio possa diventare uno strumento di valorizzazione urbana, culturale e turistica, capace di riportare cittadini e visitatori nel cuore della città.


Il centro storico torna protagonista
Tra via Duomo, piazza Duomo, via Tarantini, il Museo Archeologico “Ribezzo”, il Santa Spazio Culturale e l’ex convento delle Scuole Pie, il percorso ha accompagnato migliaia di persone alla scoperta di una Brindisi viva, partecipata e attraversata da un’atmosfera di festa.
Il vino è stato il filo conduttore di un itinerario che ha saputo mettere in relazione sapori, patrimonio storico e identità locale, trasformando il centro cittadino in uno spazio di incontro dove passeggiare, fermarsi, degustare e condividere esperienze. La risposta del pubblico ha confermato il valore di un format capace di riportare al centro la città storica e di valorizzarne gli spazi attraverso un’offerta culturale ed enogastronomica diffusa.


Le eccellenze vitivinicole raccontano il territorio
Tra i protagonisti della manifestazione ci sono state le numerose cantine pugliesi, che hanno portato nel centro storico vini capaci di raccontare la ricchezza e la biodiversità di uno dei territori vitivinicoli più rappresentativi del Mezzogiorno.
Un ruolo centrale è stato svolto dall’Associazione Italiana Sommelier (AIS), che ha accompagnato il pubblico durante tutto il percorso di degustazione attraverso il servizio di mescita e il racconto delle etichette proposte. Un’attività che ha trasformato ogni calice in un’occasione di conoscenza, mostrando come il vino rappresenti l’incontro tra territorio, storia, tradizioni produttive e cultura.
L’impegno dell’AIS ha trovato il suo momento di maggiore approfondimento con Appia Wine Talk e con la masterclass dedicata al Susumaniello. Agli incontri hanno preso parte Gioacchino Bonsignore, Mauro D’Attis, Giuseppe Marchionna, Rocco Caliandro, Vito Michele Paradiso, Antonio Stasi, Romina Leopardi, Giacomo D’Ambruoso, Massimo Tripaldi, Pierangelo Argentieri e Francesco Paolicelli, mentre la degustazione guidata è stata affidata a Luigi Martino, Miglior Sommelier del Susumaniello 2025, e a Valentina Gianfreda, Miglior Sommelier di Puglia 2026.




Accanto al vino, un contributo significativo è arrivato anche da Slow Food Brindisi Aps, protagonista di un percorso dedicato ai produttori locali, ai Presìdi Slow Food e alle eccellenze agroalimentari del territorio. Attraverso il mercatino allestito lungo via Tarantini, l’associazione ha valorizzato produzioni sostenibili, biodiversità e tradizioni gastronomiche pugliesi, completando il racconto di una manifestazione che ha saputo unire qualità enologica e cultura del cibo.

Cultura, musica e luoghi ritrovati
Uno degli aspetti più riusciti della manifestazione è stato il dialogo tra gli eventi e gli spazi che li hanno ospitati.
L’ex convento delle Scuole Pie e il Santa Spazio Culturale hanno confermato la loro vocazione a diventare luoghi permanenti di produzione culturale e partecipazione cittadina, dimostrando quanto il recupero del patrimonio storico possa generare nuove occasioni di incontro quando è accompagnato da una programmazione continua.
Anche il concerto di LDA e Aka7even ha contribuito a coinvolgere un pubblico giovane, completando un programma capace di parlare a generazioni diverse e di rendere il centro storico uno spazio vissuto fino a tarda sera.


una esposizione di vini
L’Appia torna a raccontare Brindisi
Il nome scelto per la manifestazione richiama una delle eredità storiche più importanti della città.
L’Appia non rappresenta soltanto una strada dell’antichità, ma il simbolo di una rete di scambi, commerci e relazioni che per secoli ha fatto di Brindisi una porta naturale del Mediterraneo.
In questo racconto il vino ritrova il proprio significato originario: non soltanto prodotto agricolo, ma elemento identitario capace di raccontare il paesaggio, le persone e la storia di un territorio che fin dall’età romana ha costruito parte della propria economia attorno alla viticoltura.
La manifestazione ha saputo recuperare questa memoria storica e trasformarla in un’esperienza contemporanea, nella quale la cultura del vino diventa anche promozione del territorio e valorizzazione dell’identità brindisina.

Un patrimonio da far crescere
Ogni prima edizione rappresenta inevitabilmente un punto di partenza.
Appia Wine ha mostrato margini di crescita sul piano organizzativo e progettuale, ma ha soprattutto confermato l’esistenza di una domanda concreta di eventi capaci di animare il centro storico e valorizzare le eccellenze locali.
L’elevata partecipazione registrata lungo il percorso, la qualità delle aziende vitivinicole presenti, l’interesse suscitato dalle degustazioni e la risposta positiva del pubblico dimostrano che il format possiede basi solide sulle quali costruire un appuntamento sempre più riconoscibile nel panorama degli eventi dedicati al vino, al turismo esperienziale e alla promozione culturale del territorio.

Più di un evento, un investimento sulla città
La prima edizione di Appia Wine lascia soprattutto un’immagine: quella di una Brindisi attraversata da persone, luce, musica e convivialità.
Manifestazioni di questo tipo non producono soltanto occasioni di svago. Rafforzano il senso di appartenenza, incentivano la fruizione degli spazi pubblici, sostengono le attività economiche e contribuiscono a costruire un racconto contemporaneo della città, fondato sulle sue eccellenze culturali, gastronomiche e paesaggistiche.
La qualità delle produzioni vitivinicole, il coinvolgimento delle associazioni, la partecipazione del pubblico e la capacità di mettere in dialogo patrimonio storico e iniziative contemporanee rappresentano gli elementi più significativi di questa prima esperienza.
Se saprà consolidarsi e continuare a evolversi, Appia Wine potrà diventare uno degli appuntamenti più rappresentativi del calendario brindisino, trasformando il vino in un autentico ambasciatore del territorio e della sua identità.



