Amazing Puglia, Mollica: «Ricostruiamo il futuro»

Fabio Mollica editore di Amazing Puglia

Al via oggi a Bari il Festival diretto da Fabio Mollica: 57 eventi, 186 ospiti e dieci sedi per «Ri-Costruire il Futuro»

di Antonio Portolano

BARI – Cinquantasette eventi, 186 ospiti, dieci sedi e quattro giornate per mettere intorno allo stesso tavolo imprese, istituzioni, università, professionisti e nuove generazioni. Oggi, 7 ottobre, prende il via a Bari la terza edizione del Festival dell’Economia Pugliese, promosso da Amazing Puglia e diretto dal giornalista ed editore Fabio Mollica. Fino al 10 ottobre la città diventa un laboratorio diffuso nel quale confrontarsi su economia, lavoro, intelligenza artificiale, energia, turismo, capitale umano, parità di genere, startup, professioni, digital commerce, enogastronomia e geopolitica.

Il titolo scelto per questa edizione, «Ri-Costruire il Futuro», contiene già una tesi: davanti a guerre, caro energia, dazi e trasformazioni tecnologiche non basta accompagnare il cambiamento, occorre ripensare modelli economici e strategie. Ed è proprio da qui che parte l’intervista a Mollica.

Il direttore del Festival non parla soltanto della manifestazione costruita durante un anno di lavoro insieme alla rete di Amazing Puglia. Allarga lo sguardo alla regione e affronta alcuni dei nodi più delicati della sua economia: la dimensione delle imprese, l’attrazione degli investimenti, gli stipendi dei giovani, l’intelligenza artificiale, il rapporto tra istituzioni e sistema produttivo, il capitale umano e la capacità dei territori di procedere alla stessa velocità.

Ne emerge una lettura netta dell’economia pugliese, insieme alla prospettiva di un Festival destinato a superare già dal 2027 i confini di Bari.

Da sinistra verso destra Pietro Petruzzelli, Toni Matarrelli, Gaia Costantino e Fabio Mollica

Mollica: «Dietro il Festival c’è il lavoro di un anno»

Direttore Mollica, 57 eventi, 186 ospiti e dieci sedi: prima di tutto complimenti. Come si costruisce una macchina così complessa senza perdere il filo del racconto?

«Dietro il festival c’è il lavoro di un anno, con Amazing Puglia a fare da aggregatore di eventi e iniziative che messe in rete possono dare vita ad un evento più importante che potrebbe diventare negli anni anche un attrattore di flussi turistici business. Abbiamo messo insieme Confindustria Giovani Bari-Bat, Confartigianato Bari-Brindisi, Women Lead, l’Ordine dei Giornalisti Puglia e quello dei Commercialisti di Bari-Bat, la libreria Feltrinelli e l’IT Pitagora, il Club Cultura di Confindustria e Archimake, Michele Bruno (Puglia Expo) e Danilo Beltrante (Vivere di Turismo). Solo grazie a questo lavoro di squadra siamo riusciti a metter su un programma di 57 eventi in 4 giorni».

Avete scelto come tema «Ri-Costruire il Futuro». Che cosa deve ricostruire, oggi, l’economia pugliese?

«Il tema è venuto quasi spontaneo: la recessione economica dovuta al caro energia, ai dazi e alle guerre ci ha costretto a rivedere i piani editoriali per il 2026 e 2027, dunque otto mesi fa abbiamo pensato che Ri-Costruire il Futuro potesse essere il problema di tutte le aziende. Purtroppo non ci sbagliavamo».

Da giornalista e osservatore del territorio, che fotografia farebbe oggi della Puglia economica? Quali sono i suoi punti di forza e quali i suoi freni?

«Abbiamo una Puglia in cui Bari attrae investimenti e giovani, Lecce punta ad alzare il livello del suo comparto turistico, e poi ci sono due grandi punti interrogativi: Taranto e Brindisi non sanno ancora dove vogliono andare e come. E Foggia resta una grande incognita. La sfida dei prossimi anni, per Antonio Decaro, sarà proprio quella di uniformare lo sviluppo della regione. Impresa molto ardua. Perché richiede l’impegno dei territori. Che al momento non vedo».

Industria, energia, turismo, agricoltura, digitale e servizi: secondo lei esiste già un modello pugliese di sviluppo o dobbiamo ancora costruirlo?

«Il modello pugliese di sviluppo è quello dell’innovazione, della qualità e dell’autenticità. E deve essere declinato in tutti i settori, dal turismo alla ristorazione, dalla manifattura ai servizi».

La Puglia ha molte imprese di qualità. Che cosa manca perché più aziende riescano a fare il salto di dimensione?

«Mancano proprio le dimensioni: per poter competere sul mercato globale bisogna essere grandi, solidi e strutturati. Noi invece abbiamo ancora una maggioranza di imprese famigliari che lavorano bene ma ora sono chiamate a fare un passo in avanti».

Editore, la Puglia è diventata abbastanza attrattiva per chi deve decidere dove investire?

«I numeri dimostrano che la Puglia ha attratto investimenti da tutto il mondo nel settore turistico, dei servizi, della produzione. Ma per ora si tratta di una attrattività drogata dai fondi messi in campo dalla Regione. Questi fondi però non dureranno per sempre. E allora bisognerà prepararsi a restare attrattivi puntando su qualità della vita, competenze e capitale umano».

Imprese e istituzioni pugliesi si parlano abbastanza o continuano troppo spesso a viaggiare su binari paralleli?

«In questi anni la Regione e le sue costole, a cominciare da Puglia Sviluppo, hanno saputo dialogare con le imprese e accogliere le loro istanze. Ce lo riconoscono in tutto il mondo e dovremmo esserne tutti orgogliosi».

Festival dell’economia pugliese_ Locandina

AI, giovani e capitale umano

L’intelligenza artificiale attraversa molti appuntamenti del Festival. Per il Mezzogiorno sarà soprattutto un’opportunità o rischia di ampliare i divari?

«Ormai siamo condannati ad occuparci e a parlare di intelligenza artificiale, e lo dice uno che non l’ha mai usata. È la nuova rivoluzione, come lo è stata internet. E come ogni rivoluzione porterà opportunità e problemi che l’uomo dovrà governare».

Direttore, molti giovani pugliesi continuano a partire. Che cosa deve offrire la Puglia perché restare o tornare diventi una scelta competitiva e non sentimentale?

«Lo dico brutalmente: stipendi più alti e opportunità di fare carriera. Chi va via lo fa per queste due ragioni. Perché qui c’è ancora chi pensa di far lavorare i giovani con 700 euro al mese e con contratti a termine che non diventano mai a tempo indeterminato».

Con Women Lead Human mettete al centro persone, competenze, equità e parità di genere. Un’impresa può essere davvero competitiva senza investire sul capitale umano?

«Può esserlo ma non dura a lungo. Il capitale umano è alla base di una lunga sopravvivenza di ogni azienda: senza manager e collaboratori capaci non si va da nessuna parte».

Mola e la geopolitica che entra nelle imprese

Fabio Mollica, ha voluto Emilio Mola al Festival per parlare di geopolitica. Quanto deve conoscere ciò che accade nel mondo un imprenditore che opera in Puglia?

«Emilio Mola è stato uno straordinario lettore della politica locale e poi di quella nazionale ed internazionale. Peraltro uno dei pochi in Italia che è riuscito a lanciare un podcast a pagamento. Quanto alla geopolitica, ormai è evidente pure ai più giovani che ogni stupidaggine detta da un Trump e ogni conflitto internazionale, anche i più remoti, hanno ripercussioni sulle nostre vite. Non solo con il caro benzina».

Festival dell’economia pugliese_ Mappa 1

«Nel 2027 il Festival diventerà davvero pugliese»

Direttore Mollica, 186 ospiti in quattro giorni: a un certo punto ha pensato che fosse più semplice organizzare un G7? Scherzi a parte, qual è stata la cosa più difficile da tenere insieme?

«La parte più difficile è la logistica di tutti questi eventi. Abbiamo 10 sale e reperirle non è stato facile. Ma volevo a tutti i costi un festival in formula diffusa che vivesse in città e fosse partecipato dai cittadini e dai giovani. Ma la sfida vera arriverà nel 2027, perché il festival diventerà davvero pugliese e farà tappa a Lecce a maggio, a Brindisi ad ottobre e spero anche a Taranto».

Da giornalista ed editore: raccontiamo abbastanza bene l’economia pugliese o siamo più bravi a celebrare i successi che a indagarne i problemi strutturali?

«Le testate giornalistiche danno ancora poco spazio all’economia e continuano ad inseguire la cronaca come se fossimo ancora negli anni ’80. Per questo motivo quasi dieci anni fa ho deciso di dedicare buona parte del mio magazine Amazing Puglia all’economia pugliese. E da un anno e mezzo parliamo e scriviamo solo di quella».

Amazing Puglia ha costruito intorno al Festival una rete molto ampia. Come si fa a trasformarla in qualcosa che produca valore anche dopo il 10 ottobre?

«Dando a questa rete delle fondamenta ancora più solide e cercando di ampliarla ancora di più. Mi ispiro al festival dell’Economia di Trento, che ha un budget di circa 5 milioni (850 mila euro solo dalla Provincia autonoma di Trento) e quest’anno ha registrato 45.000 presenze e fatto registrare il sold out degli hotel della città per una settimana. Se riusciremo a fare anche solo un ventesimo di quello che riesce a fare il Sole24Ore sarebbe stupendo. Ma tengo a precisare che il Festival dell’Economia Pugliese al momento non ha contributi pubblici ma solo sponsorizzazioni private».

Editore, se ci rivedessimo tra cinque anni, quale cambiamento vorrebbe poter dire che la Puglia è riuscita davvero a realizzare?

«Avviare il cambiamento anche in città come Brindisi e Taranto. Sarebbe un passo epocale per la Puglia intera».

Quattro giorni per leggere l’economia che cambia

La visione tracciata da Fabio Mollica trova la propria rappresentazione nel programma che da oggi al 10 ottobre attraverserà Bari. Il Festival dell’Economia Pugliese mette insieme 57 eventi, 186 ospiti e dieci sedi, con una formula diffusa pensata per portare il confronto fuori da un unico contenitore e dentro la città.

L’apertura di oggi, 7 ottobre, è affidata in Piazza Umberto I alla «Notte dell’Imprenditore» dei Giovani di Confindustria Bari-Bat. Dopo l’intervista al presidente Christian Tomasicchio, il confronto su lavoro e transizione energetica coinvolgerà Eugenio Di Sciascio, Mario Aprile, Michele Scoppio e Umberto Berardi.

Da domani il Festival entrerà nel vivo contemporaneamente in più luoghi. Women Lead Human, all’ITS Apulia Digital della Fiera del Levante, metterà al centro capitale umano, competenze, tecnologia, leadership ed equità. Porta Futuro ospiterà gli appuntamenti sull’intelligenza artificiale, la fabbrica intelligente, l’energia, il turismo e il digital commerce. All’Istituto Tecnico Pitagora saranno protagonisti giovani e startup, mentre Palazzo di Città diventerà il luogo del confronto su turismo, enogastronomia, AI, vino, olio, inclusione e agricoltura.

Il Palazzo della Provincia ospiterà gli incontri dedicati a giornalismo, crisi d’impresa, insider trading, fisco e intelligenza artificiale. Museo Civico e Archimake porteranno il dibattito su cultura, professioni, Art Bonus, design e branding.

Due appuntamenti allargheranno ulteriormente lo sguardo. Domani, 8 ottobre, alla Libreria Feltrinelli, Emilio Mola presenterà «Dentro il grande gioco» dialogando con Fabio Mollica sul rapporto tra geopolitica e vita quotidiana. Il 9 ottobre sarà invece Riccardo Staglianò, con «Tassare i milionari», a confrontarsi con l’editore di Amazing Puglia sul tema della ricchezza e della sua distribuzione.

Tra gli altri protagonisti della quattro giorni ci saranno Gianluca Comandini, Luciana Delle Donne, Luisa Torsi, Michele Frisoli, Giuseppe Speziale, Michel Ferrandina, Dino Natale, Massimo Ferrarese, Antonio Vasile, Emma Taveri, Michele Bruno, Danilo Beltrante e il sindaco di Bari Vito Leccese.

Festival dell’economia pugliese_ Mappa 2

Il gran finale al Teatro Petruzzelli

Il punto di arrivo sarà sabato 10 ottobre al Teatro Petruzzelli. Dalle 10 una lunga sequenza di imprenditori, manager, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo della formazione avrà cinque minuti per raccontare la propria idea di futuro.

Alle 12 il main talk «L’Economia del Futuro» metterà a confronto l’economista Veronica De Romanis, della Luiss Guido Carli, e Antonio Decaro, presidente della Regione Puglia.

È il passaggio conclusivo di una manifestazione che parte da Bari ma, nelle parole del suo direttore, ha già cominciato a immaginare la propria evoluzione. Nel 2027 il Festival punta a diventare realmente itinerante, con tappe a Lecce a maggio, Brindisi a ottobre e l’obiettivo di coinvolgere anche Taranto.

Una prospettiva coerente con la risposta con cui Mollica chiude l’intervista: fare in modo che il cambiamento raggiunga anche i territori che ancora faticano a trovare una traiettoria definita. Per Amazing Puglia, dunque, «Ri-Costruire il Futuro» non è soltanto il titolo scelto per quattro giorni di incontri. È l’ambizione di trasformare una rete di persone, competenze e imprese in un progetto sempre più pugliese.

Gli appuntamenti del Festival dell’Economia Pugliese sono a ingresso libero e senza prenotazione. Per Women Lead Human è prevista la registrazione dedicata.