Il Bilancio di Sostenibilità Territoriale racconta investimenti, rinnovabili, imprese e impatto sociale della transizione energetica
di Antonio Portolano
BRINDISI – La transizione energetica cambia volto quando smette di essere soltanto una strategia ambientale e diventa una leva di sviluppo economico, industriale e sociale. È questa la chiave di lettura del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia di A2A, presentato a Brindisi, che fotografa i risultati raggiunti dal Gruppo nel 2025 e, soprattutto, racconta come uno dei territori più strategici del Mezzogiorno stia ridisegnando il proprio futuro attraverso investimenti, innovazione, produzione di energia rinnovabile, sviluppo delle filiere locali e sostegno alle comunità.
Valore economico in crescita, nuovi investimenti nelle infrastrutture energetiche, aumento della produzione da fonti rinnovabili, rafforzamento delle imprese del territorio, formazione, scuola e contrasto alla povertà energetica. Sono questi i punti qualificanti del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia 2026 di A2A, presentato a Brindisi e riferito ai risultati raggiunti dal Gruppo nel 2025.

I numeri chiave del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia
- 48,2 milioni di euro di valore economico generato sul territorio (+22% rispetto al 2024)
- 8,9 milioni di euro investiti nelle infrastrutture energetiche
- 342 GWh di energia rinnovabile prodotta
- Circa 150 mila tonnellate di CO₂ evitate
- 37,1 milioni di euro di ordini alle imprese pugliesi (+29%)
- 77 fornitori locali, di cui il 68% micro e piccole imprese
- 18 milioni di euro destinati alle PMI del territorio
- Oltre 18.300 studenti e docenti coinvolti nei progetti educativi
- 7 progetti del Banco dell’Energia
- Oltre 330 famiglie sostenute contro la povertà energetica
Perché il Bilancio di Sostenibilità Territoriale va oltre i numeri
Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia. La vera notizia è che la Puglia, e in particolare Brindisi, stanno diventando uno dei principali laboratori italiani della transizione energetica, dove la riconversione industriale procede insieme allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’innovazione tecnologica, alla competitività delle imprese e a nuove politiche di inclusione sociale.

La strategia di A2A per la transizione energetica in Puglia
È in questo scenario che si inserisce la strategia di A2A.
«In questi anni abbiamo consolidato una relazione radicata con la Puglia, fondata su dialogo e creazione di valore condiviso. Nel 2025 il nostro impegno per il territorio ha consentito di generare e distribuire 48 milioni di euro, un dato in crescita del 22% rispetto allo scorso anno e dell’85% nell’ultimo quadriennio, contribuendo concretamente allo sviluppo economico della Regione e alla crescita delle filiere locali», afferma Lorenzo Spadoni, Direttore della Business Unit Generazione e Trading di A2A.
«Abbiamo continuato a investire in infrastrutture strategiche per la transizione ecologica, con 9 milioni di euro destinati al potenziamento e all’ampliamento dei nostri impianti eolici, fotovoltaici e a biomassa, grazie ai quali abbiamo prodotto oltre 340 GWh di energia 100% rinnovabile ed evitato l’emissione di circa 150 mila tonnellate di CO₂. Proseguiremo nel nostro impegno con lo sviluppo di nuova capacità di generazione da fonti rinnovabili, a beneficio del processo di decarbonizzazione locale».

Gli investimenti di A2A tra decarbonizzazione e sviluppo locale
I dati del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia delineano così una traiettoria che va oltre la rendicontazione ESG. Il documento misura l’impatto economico, ambientale e sociale delle attività di A2A, ma soprattutto evidenzia come la transizione energetica possa trasformarsi in una politica industriale capace di creare valore per imprese, istituzioni e comunità locali. È da questa prospettiva che prendono forma gli investimenti previsti sul territorio, a partire dal ruolo strategico di Brindisi nel nuovo sistema energetico nazionale.
Il valore economico cresce insieme alle filiere locali
Se la produzione di energia rinnovabile rappresenta il risultato più visibile della transizione, il dato che misura la profondità del cambiamento è un altro: la capacità di generare valore economico sul territorio.
Secondo il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia di A2A, nel 2025 il Gruppo ha generato e distribuito sul territorio 48,2 milioni di euro, con una crescita del 22% rispetto all’anno precedente. Un valore che comprende costo del lavoro, imposte, canoni e concessioni, dividendi, sponsorizzazioni, contributi ad associazioni e, soprattutto, gli acquisti effettuati presso la filiera produttiva locale.
È proprio quest’ultimo elemento a rappresentare uno degli indicatori più significativi. Nel corso del 2025 A2A ha attivato 77 fornitori pugliesi, per un valore complessivo degli ordini pari a 37,1 milioni di euro, in aumento del 29% rispetto al 2024. Il 68% delle aziende coinvolte è costituito da micro e piccole imprese, mentre 18 milioni di euro dell’ordinato sono stati destinati proprio a questa componente del tessuto imprenditoriale regionale.

Le PMI al centro della competitività del territorio
Il dato assume un significato che va oltre la semplice attività di approvvigionamento. La transizione energetica richiede infatti una filiera industriale capace di evolvere insieme ai grandi investimenti, sviluppando competenze, innovazione e nuovi standard di sostenibilità.
Per questo A2A ha avviato un percorso strutturato di qualificazione dei propri fornitori. In Puglia il 61% dell’ordinato è stato affidato ad aziende valutate attraverso il sistema EcoVadis, piattaforma internazionale che misura le performance di sostenibilità delle imprese nei campi dell’ambiente, del lavoro, dei diritti umani, dell’etica e degli acquisti responsabili. Dal 2025 il Gruppo ha inoltre introdotto la valutazione della maturità Carbon e Diversity & Inclusion dei fornitori, con l’obiettivo di accompagnare soprattutto le PMI in un percorso di crescita coerente con le nuove esigenze del mercato.

Il messaggio che emerge dal Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia è chiaro: la competitività non dipenderà soltanto dalla capacità di produrre energia da fonti rinnovabili, ma anche dalla solidità delle filiere industriali chiamate a realizzare e gestire la trasformazione.
La sostenibilità diventa una leva di politica industriale
La crescita del valore economico generato sul territorio conferma come la sostenibilità stia assumendo un ruolo sempre più vicino a quello di una politica industriale. Gli investimenti nelle infrastrutture energetiche producono infatti effetti che si estendono ben oltre gli impianti: attivano lavoro qualificato, rafforzano il sistema delle imprese locali, favoriscono l’adozione di nuovi standard ESG e contribuiscono a costruire competenze destinate a diventare sempre più centrali nella competizione nazionale ed europea.
È questa una delle indicazioni più interessanti che emergono dal documento: il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia non fotografa soltanto quanto A2A abbia investito nella regione, ma evidenzia come tali investimenti possano generare un effetto moltiplicatore sull’economia locale, trasformando la transizione energetica in un’opportunità di sviluppo per l’intero sistema produttivo pugliese.

Brindisi cambia pelle e diventa un hub della nuova energia
Tra tutti i progetti illustrati nel Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia, quello di Brindisi rappresenta probabilmente il simbolo più concreto della trasformazione in atto. Qui la transizione energetica non coincide semplicemente con la sostituzione di una tecnologia con un’altra, ma con il ripensamento della funzione stessa di un grande sito industriale all’interno del sistema elettrico nazionale.
Il polo energetico di A2A sorge nel porto esterno di Brindisi, su un’area di circa 220 mila metri quadrati. Dopo la dismissione della centrale termoelettrica, avvenuta nel 2012, il sito è stato progressivamente riconvertito fino a diventare un’infrastruttura strategica per la stabilità della rete elettrica italiana.

Oggi il polo ospita due compensatori sincroni, collegati alla rete nazionale di Terna, che svolgono il servizio di regolazione della tensione. Si tratta di impianti meno conosciuti rispetto ai parchi eolici o fotovoltaici, ma sempre più importanti in un sistema energetico caratterizzato da una crescente presenza di fonti rinnovabili non programmabili. La loro funzione è quella di contribuire alla sicurezza e all’equilibrio della rete, garantendo stabilità al sistema elettrico durante la progressiva decarbonizzazione del mix energetico nazionale.
Il progetto BESS rafforza la flessibilità del sistema elettrico
La trasformazione del sito prosegue anche sul fronte dell’accumulo energetico. Nell’agosto 2025 è stato autorizzato il progetto per la realizzazione di un sistema BESS (Battery Energy Storage System) con una capacità pari a 50 MW, destinato a incrementare la flessibilità della rete e a favorire una sempre maggiore integrazione dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.
L’investimento si inserisce in una delle direttrici strategiche della nuova politica energetica nazionale. Con l’aumento della produzione da impianti eolici e fotovoltaici, la capacità di accumulare energia e renderla disponibile quando necessario diventa infatti una delle principali sfide tecnologiche della transizione. In questo scenario, Brindisi assume un ruolo destinato a crescere, trasformandosi da storico polo della produzione termoelettrica a nodo avanzato della rete elettrica del futuro.
Accanto al progetto BESS, A2A ha realizzato anche un nuovo sistema di trattamento delle acque reflue, progettato per ridurre la quantità di sostanze chimiche impiegate mantenendo invariata l’efficienza depurativa. Sul fronte dell’efficienza energetica sono stati inoltre sostituiti i corpi illuminanti della sala macchine con nuovi proiettori LED, intervento che consentirà di ridurre di circa il 50% i consumi elettrici dell’impianto.

Da centrale termoelettrica a infrastruttura della transizione energetica
La riconversione del polo energetico di Brindisi rappresenta uno degli aspetti più significativi del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia. Non si tratta soltanto di un investimento tecnologico, ma di un cambio di paradigma industriale. Dove per decenni il territorio ha identificato la produzione di energia con la generazione termoelettrica, oggi prendono forma nuove infrastrutture dedicate alla regolazione della rete, all’accumulo energetico, all’efficienza degli impianti e all’integrazione delle fonti rinnovabili.
È un passaggio che sintetizza efficacemente il significato della trasformazione in corso: la transizione energetica non elimina la vocazione industriale di Brindisi, ma la ridefinisce, assegnando al territorio un ruolo diverso e potenzialmente ancora più strategico nel sistema energetico italiano.
Rinnovabili, accumuli e biomasse: la strategia industriale di A2A
La crescita del valore economico generato sul territorio trova il suo principale motore negli investimenti destinati alla produzione di energia rinnovabile e allo sviluppo di nuove infrastrutture. Il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia evidenzia come la regione rappresenti uno dei pilastri della strategia industriale di A2A per la transizione energetica, grazie a un sistema produttivo che integra eolico, fotovoltaico, biomasse e tecnologie per la flessibilità della rete.
Nel 2025 gli impianti del Gruppo presenti in Puglia hanno prodotto complessivamente 342 GWh di energia 100% rinnovabile, evitando l’emissione di circa 150 mila tonnellate di CO₂. Un risultato che conferma il ruolo crescente della regione nel percorso di decarbonizzazione del sistema energetico nazionale e che si inserisce nel piano di sviluppo delineato da A2A per incrementare ulteriormente la capacità installata nei prossimi anni.

Eolico e fotovoltaico: nuovi investimenti per aumentare la capacità produttiva
La produzione eolica ha raggiunto 135 GWh, contribuendo a evitare circa 58,5 mila tonnellate di CO₂. Parallelamente prosegue il programma di sviluppo degli impianti. Nel 2025 è continuato l’iter autorizzativo per l’integrale ricostruzione del parco eolico di Serracapriola, in provincia di Foggia, con l’obiettivo di incrementarne la potenza installata, mentre è stato avviato il percorso autorizzativo per il nuovo impianto di Calvello. Complessivamente, i progetti eolici in sviluppo interesseranno una potenza pari a 99 MW.
Anche il comparto fotovoltaico è interessato da un’importante fase di crescita. Nel 2025 gli impianti pugliesi hanno prodotto 43 GWh di energia elettrica, evitando circa 18,7 mila tonnellate di CO₂. Il Gruppo ha inoltre avviato le procedure autorizzative per il repowering dei tre impianti di Noci, in provincia di Bari, e per il revamping dei tre impianti di Zollino, nel Leccese. Interventi che consentiranno di incrementare l’efficienza degli impianti esistenti e di sviluppare una nuova capacità produttiva complessiva pari a 64 MW.
L’obiettivo non è soltanto aumentare la quantità di energia rinnovabile prodotta, ma rendere più efficiente il patrimonio impiantistico già presente sul territorio, valorizzando tecnologie più performanti e riducendo il consumo di suolo attraverso il potenziamento delle infrastrutture esistenti.

Biomasse ed economia circolare: il modello di Sant’Agata di Puglia
Accanto a eolico e fotovoltaico, un ruolo strategico è svolto dall’impianto a biomasse di Sant’Agata di Puglia, che nel 2025 ha prodotto 164 GWh di energia elettrica, evitando l’emissione di circa 72 mila tonnellate di CO₂. L’impianto ha utilizzato oltre 167 mila tonnellate di biomassa vegetale, confermandosi uno degli asset più significativi del Gruppo nell’ambito dell’economia circolare.
Nel corso dell’anno sono stati completati diversi interventi di miglioramento strutturale. Tra questi figurano la chiusura del magazzino destinato allo stoccaggio della paglia con nuove coperture e tamponature, finalizzata a migliorare le condizioni di conservazione della biomassa e a ridurne gli sprechi, e l’ampliamento del centro di stoccaggio di Ascoli Satriano, che ha portato la capacità complessiva da 30 mila a circa 39 mila tonnellate.
Lo sviluppo dell’impianto guarda già ai prossimi anni. È infatti in fase di presentazione l’istanza per la realizzazione di una nuova linea di alimentazione che consentirà di recuperare almeno 2 mila tonnellate annue di paglia oggi dispersa durante le operazioni di movimentazione o non utilizzabile secondo l’attuale configurazione dell’impianto. Un intervento che rafforza ulteriormente l’integrazione tra produzione energetica, valorizzazione degli scarti agricoli ed economia circolare.

Una piattaforma energetica sempre più integrata
L’insieme degli interventi descritti nel Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia restituisce l’immagine di una piattaforma energetica sempre più articolata, nella quale tecnologie diverse concorrono a un unico obiettivo: aumentare la produzione di energia rinnovabile, migliorare la flessibilità del sistema elettrico e accelerare il percorso di decarbonizzazione.
In questo scenario la Puglia consolida il proprio ruolo di territorio strategico per A2A, non soltanto per la quantità di energia prodotta, ma per la capacità di sperimentare modelli industriali che integrano fonti rinnovabili, accumulo energetico, economia circolare e innovazione tecnologica, anticipando alcune delle direttrici lungo cui evolverà il sistema energetico italiano nei prossimi anni.

Le persone, le competenze e l’intelligenza artificiale: il capitale della transizione
La transizione energetica non richiede soltanto nuovi impianti o tecnologie più avanzate. Richiede soprattutto nuove competenze. È per questo che il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia dedica un’attenzione particolare al capitale umano, individuandolo come uno degli elementi destinati a incidere maggiormente sulla competitività futura del sistema energetico.
Nel 2025 A2A contava in Puglia 86 dipendenti, tutti assunti con contratto a tempo indeterminato. Nello stesso anno sono stati effettuati cinque nuovi inserimenti, anch’essi a tempo indeterminato, mentre ogni dipendente ha beneficiato in media di 42 ore di formazione, con percorsi dedicati sia all’aggiornamento tecnico sia allo sviluppo delle competenze trasversali.
Formazione continua per accompagnare l’evoluzione degli impianti
Una parte rilevante dell’attività formativa è stata rivolta al personale operativo degli impianti della Business Unit Generazione, coinvolto in programmi di upskilling dedicati all’oleodinamica, all’elettrotecnica e alla gestione delle nuove tecnologie impiegate nella produzione di energia.
Accanto alle competenze specialistiche, il percorso ha interessato anche aspetti sempre più strategici per il settore energetico, come cultura dell’innovazione, pensiero critico, problem solving digitale e capacità di operare in contesti industriali caratterizzati da una crescente integrazione tra infrastrutture fisiche e sistemi digitali.
L’obiettivo è preparare professionalità capaci di accompagnare l’evoluzione degli impianti e di gestire una rete energetica sempre più complessa, distribuita e interconnessa.
L’intelligenza artificiale entra nella strategia di A2A
L’investimento sulle competenze guarda anche alle tecnologie emergenti. Nei primi mesi del 2026 A2A ha avviato il programma AI Adoption, che prevede 32 ore di formazione dedicate a oltre 7 mila dipendenti del Gruppo in tutta Italia, accompagnate dalla nascita della community AI Club, pensata per favorire la diffusione delle applicazioni dell’intelligenza artificiale nei diversi ambiti aziendali.
L’iniziativa testimonia come l’intelligenza artificiale sia ormai considerata uno strumento destinato a incidere anche sul settore energetico, dall’ottimizzazione degli impianti alla gestione dei dati, fino al supporto dei processi decisionali e manutentivi. La digitalizzazione diventa così un elemento complementare alla transizione energetica, contribuendo ad aumentare efficienza, sicurezza e capacità di innovazione.
Benessere delle persone e partecipazione alla crescita aziendale
Il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia evidenzia anche gli interventi dedicati al benessere organizzativo. Nel 2025 A2A ha approvato il Piano di Azionariato Diffuso “A2A Life Sharing”, al quale hanno aderito oltre 10 mila dipendenti del Gruppo, con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento delle persone nel percorso di crescita aziendale.
Parallelamente sono state introdotte nuove iniziative a sostegno della qualità del lavoro, tra cui la Policy per la prevenzione e il contrasto a violenze, molestie e discriminazioni di genere, la figura della Consigliera di Fiducia, servizi di counseling psicologico e strumenti dedicati al supporto dei caregiver.
In un settore chiamato a trasformarsi rapidamente, il messaggio che emerge dal Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia è chiaro: gli investimenti nelle infrastrutture e nelle tecnologie producono valore duraturo soltanto se accompagnati da un analogo investimento sulle persone, sulle competenze e sulla capacità delle organizzazioni di affrontare il cambiamento.

Formare i giovani per accompagnare la transizione energetica
La trasformazione del sistema energetico non dipende soltanto dagli investimenti in impianti e infrastrutture. Richiede anche nuove competenze, una maggiore cultura della sostenibilità e la capacità di preparare le professionalità che saranno chiamate a governare il cambiamento nei prossimi anni. Per questo il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia dedica un capitolo significativo alle attività rivolte al mondo della scuola e della formazione.
Nel corso del 2025 A2A ha coinvolto in Puglia oltre 18.300 studenti e docenti attraverso programmi educativi dedicati all’energia, alla sostenibilità ambientale e all’orientamento verso le professioni del futuro. Un investimento sul capitale umano che rappresenta una delle condizioni necessarie affinché la transizione energetica possa tradursi in sviluppo stabile e competitività per il territorio.
Dalla scuola al lavoro: competenze per le professioni del futuro
Tra i principali progetti promossi dal Gruppo figura Digital FSL – Formazione Scuola Lavoro, un percorso digitale che consente agli studenti delle scuole superiori di svolgere quaranta ore di formazione attraverso contenuti dedicati al mondo dell’energia, della sostenibilità e dell’orientamento professionale.
L’iniziativa, che in Puglia ha coinvolto oltre 3.600 studenti, permette ai ragazzi di conoscere da vicino le professioni legate alla trasformazione del settore energetico, offrendo strumenti utili per comprendere come stanno evolvendo competenze tecniche, digitalizzazione e organizzazione del lavoro all’interno delle grandi imprese industriali.
In un contesto caratterizzato da una crescente domanda di figure specializzate nei settori dell’energia, delle reti intelligenti, dell’economia circolare e della digitalizzazione, il raccordo tra scuola e impresa assume un valore strategico non soltanto per le aziende, ma anche per la competitività complessiva del territorio.
Educazione ambientale e cultura della sostenibilità
Accanto all’orientamento professionale, A2A prosegue il proprio impegno nella diffusione della cultura ambientale attraverso il progetto “Futuro in Circolo – Movimento per la Biodiversità”, che nell’anno scolastico 2025-2026 ha coinvolto oltre 12.500 studenti e docenti pugliesi.
L’iniziativa invita le nuove generazioni a riflettere sulla tutela della biodiversità, degli ecosistemi e delle risorse naturali, promuovendo una partecipazione attiva ai temi della sostenibilità ambientale. L’obiettivo non è soltanto trasmettere conoscenze, ma contribuire alla formazione di cittadini consapevoli del ruolo che innovazione, economia circolare e transizione energetica avranno nello sviluppo futuro del Paese.

La formazione come investimento sul futuro della Puglia
Nel Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia il rapporto con il sistema scolastico non viene presentato come un’attività collaterale rispetto agli investimenti industriali. Al contrario, rappresenta una componente della stessa strategia di sviluppo territoriale.
Le infrastrutture energetiche, le reti intelligenti, gli impianti da fonti rinnovabili e le tecnologie digitali richiederanno infatti competenze sempre più specialistiche. Preparare oggi studenti e docenti significa contribuire a costruire quel capitale umano che nei prossimi anni sarà chiamato a sostenere la crescita del settore energetico, accompagnando la trasformazione industriale della Puglia con professionalità adeguate alle nuove sfide del mercato.

Povertà energetica: la transizione è anche una sfida sociale
La transizione energetica non si misura soltanto nella crescita della produzione da fonti rinnovabili o negli investimenti industriali. Per essere realmente sostenibile deve riuscire a ridurre anche le disuguaglianze generate dal costo dell’energia, accompagnando famiglie e comunità più vulnerabili lungo il percorso di cambiamento.
È questo uno degli aspetti che distingue il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia di A2A, che affianca ai risultati economici e ambientali un’ampia rendicontazione delle iniziative dedicate al contrasto della povertà energetica, tema destinato a diventare sempre più centrale nel dibattito europeo sulla transizione ecologica.
Banco dell’Energia: sette progetti a sostegno delle famiglie pugliesi
Attraverso la Fondazione Banco dell’Energia, organizzazione senza scopo di lucro nata per sostenere persone e nuclei familiari in condizioni di fragilità economica e sociale, A2A ha sviluppato nel 2025 una rete di interventi diffusa su tutto il territorio regionale.
Complessivamente sono stati avviati sette progetti, che hanno consentito di sostenere oltre 330 famiglie attraverso il pagamento delle bollette, percorsi di educazione al consumo consapevole dell’energia, interventi di efficientamento energetico e sostituzione degli elettrodomestici più energivori con apparecchi di nuova generazione.
L’obiettivo non è limitarsi a fornire un aiuto economico immediato, ma accompagnare le famiglie verso una riduzione strutturale dei consumi energetici, migliorando al tempo stesso qualità della vita e sostenibilità ambientale.
Da Brindisi a Foggia: una rete di interventi sul territorio
Tra le iniziative più significative figura Energia in Periferia, progetto attivo a Brindisi che nel biennio 2025-2026 punta a sostenere circa 100 famiglie attraverso il pagamento delle utenze energetiche, interventi di efficientamento e percorsi di formazione dedicati all’utilizzo consapevole dell’energia.
A Foggia, invece, il progetto “Il Sole per Tutti” ha portato alla realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale, pensata per contribuire alla riduzione della spesa energetica di circa 40 famiglie, dimostrando come le comunità energetiche possano diventare anche strumenti di inclusione sociale oltre che di produzione condivisa di energia rinnovabile.
Gli interventi hanno interessato l’intera regione. A Lecce, il progetto Change+ – Cambia gli elettrodomestici energivori, realizzato insieme alla Croce Rossa Italiana, ha sostenuto 84 famiglie nell’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica. A Taranto, il progetto EnergyAMO ha coinvolto 95 famiglie, affiancando il rinnovo degli elettrodomestici e la distribuzione di lampadine a basso consumo a percorsi di educazione energetica.
A Bari sono stati sviluppati due ulteriori interventi. Il progetto Volt(i) al prossimo… con energia ha sostenuto 56 famiglie attraverso il pagamento delle utenze e la sostituzione degli elettrodomestici più energivori, mentre Energia alle donne ha supportato un centro antiviolenza con il rinnovo delle dotazioni e attività formative dedicate al risparmio energetico. Sempre nel capoluogo pugliese, Save the Energy, promosso insieme a Save the Children, ha interessato un presidio educativo attraverso il pagamento delle utenze, interventi di efficientamento energetico e percorsi di sensibilizzazione.

Una transizione energetica che non lasci indietro nessuno
Nel Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia il contrasto alla povertà energetica assume così un valore che va oltre la responsabilità sociale d’impresa. Diventa parte integrante della strategia di sviluppo territoriale.
La crescita delle energie rinnovabili, l’elettrificazione dei consumi e la decarbonizzazione possono produrre benefici duraturi soltanto se accompagnate da strumenti capaci di garantire accessibilità, inclusione e partecipazione. In questa prospettiva, gli interventi del Banco dell’Energia rappresentano il complemento sociale degli investimenti industriali realizzati da A2A sul territorio: due dimensioni della stessa transizione, chiamate a procedere insieme affinché l’innovazione energetica possa tradursi in un’opportunità concreta per l’intera comunità pugliese.
Le imprese chiedono di essere protagoniste della transizione
La transizione energetica non rappresenta una sfida soltanto per i grandi operatori del settore. Coinvolge l’intero sistema produttivo, chiamato a ripensare modelli di business, competenze, investimenti e capacità di competere in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità. È anche da questa prospettiva che il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia assume il valore di uno strumento di confronto tra imprese, istituzioni e territorio.
Il tema è emerso con forza durante il dibattito che ha accompagnato la presentazione del documento, nel quale è stato affrontato il rapporto tra decarbonizzazione, competitività e sviluppo economico locale. Una riflessione particolarmente significativa per Brindisi, città che negli ultimi anni sta vivendo una delle più profonde trasformazioni industriali del Mezzogiorno.

Laura De Rocco: «Le imprese vogliono governare il cambiamento»
Per Laura De Rocco, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Brindisi e Direttore Generale di THCS Srl, il territorio è chiamato ad affrontare una fase che va ben oltre la riconversione del sistema energetico.
«Brindisi sta vivendo una trasformazione profonda che non riguarda soltanto il sistema energetico, ma coinvolge l’intero tessuto economico, sociale e generazionale del territorio. Le imprese stanno attraversando una fase complessa, ma la stanno affrontando come una sfida per recuperare competitività e costruire nuove prospettive di sviluppo. Il mondo produttivo vuole essere protagonista di questo cambiamento e contribuire a governarlo, affinché la transizione diventi un’opportunità di rilancio per tutto il territorio.»
Una lettura che amplia il significato del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia, spostando l’attenzione dagli investimenti alle ricadute economiche di lungo periodo. La sfida non riguarda infatti soltanto la sostituzione delle fonti energetiche, ma la capacità del sistema produttivo di accompagnare il cambiamento senza perdere occupazione, competenze e capacità competitiva.

Competitività e sviluppo: la sfida del sistema produttivo pugliese
Il percorso di decarbonizzazione apre nuove opportunità industriali, ma impone anche alle imprese un rapido adeguamento tecnologico e organizzativo. L’innovazione, la sostenibilità, la digitalizzazione e la qualificazione delle filiere diventano fattori sempre più determinanti per mantenere competitività sui mercati nazionali e internazionali.
In questo contesto, il dialogo promosso da A2A attraverso il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia assume un significato che va oltre la rendicontazione delle attività svolte. Diventa uno spazio di confronto tra grandi imprese, PMI, istituzioni e rappresentanze economiche, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa della trasformazione in atto.
Per Brindisi e per l’intera Puglia, la sfida sarà quella di trasformare una fase di cambiamento industriale senza precedenti in un’occasione di rilancio, facendo della transizione energetica non soltanto un obiettivo ambientale, ma una leva di sviluppo economico, innovazione e competitività territoriale.
Le istituzioni: una transizione che metta al centro il territorio
La trasformazione descritta dal Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia non riguarda esclusivamente il sistema energetico. La riconversione industriale, gli investimenti nelle infrastrutture e lo sviluppo delle fonti rinnovabili producono effetti che coinvolgono direttamente il tessuto economico e sociale del territorio, rendendo indispensabile un dialogo costante tra imprese, istituzioni e comunità locali.
È in questa prospettiva che si inserisce il contributo delle amministrazioni pubbliche, chiamate ad accompagnare un cambiamento che interessa il lavoro, la formazione, il welfare e la competitività del sistema produttivo. La transizione energetica, infatti, non può essere valutata soltanto sulla base degli obiettivi di decarbonizzazione, ma anche sulla capacità di generare nuove opportunità di sviluppo e di ridurre le disuguaglianze che inevitabilmente accompagnano ogni grande trasformazione industriale.

Ercole Saponaro: «La transizione deve produrre opportunità per la comunità»
Nel corso della presentazione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia, Ercole Saponaro, Assessore alle Politiche Sociali e al Lavoro del Comune di Brindisi, ha richiamato l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, imprese e terzo settore affinché la transizione energetica possa tradursi in benefici concreti per cittadini e famiglie.
Nel suo intervento, l’assessore ha evidenziato come il cambiamento in atto debba essere accompagnato da politiche capaci di rafforzare la coesione sociale, sostenere le persone più fragili e creare nuove opportunità occupazionali, valorizzando il ruolo strategico che Brindisi è chiamata a svolgere nella nuova geografia energetica del Paese.
Una visione che si integra con gli investimenti illustrati da A2A e con le riflessioni espresse dal sistema imprenditoriale, delineando un modello nel quale sviluppo economico, innovazione tecnologica e inclusione sociale diventano elementi complementari della stessa strategia di crescita.

La collaborazione tra pubblico e privato come fattore competitivo
Il confronto promosso attorno al Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia evidenzia come la transizione energetica richieda una governance condivisa. Le imprese investono, le istituzioni creano le condizioni per accompagnare il cambiamento e il territorio diventa il luogo nel quale queste politiche producono effetti concreti su occupazione, servizi, qualità della vita e competitività.
Per Brindisi, città simbolo della riconversione energetica italiana, questa collaborazione rappresenta uno degli elementi decisivi per trasformare una fase di profondo cambiamento industriale in una prospettiva stabile di sviluppo. È proprio nella capacità di far dialogare pubblico, privato e comunità locali che si gioca una parte importante del successo della transizione energetica e della futura competitività del territorio pugliese.
Il Bilancio di Sostenibilità Territoriale racconta il futuro della Puglia
Nel suo insieme, il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia restituisce un’immagine della Puglia molto diversa da quella che per anni ha accompagnato il dibattito sul futuro energetico del Mezzogiorno. Non più soltanto un territorio chiamato a gestire la dismissione di impianti tradizionali, ma una regione nella quale la transizione energetica sta assumendo i contorni di una più ampia trasformazione economica, industriale e sociale.
I dati raccolti da A2A mostrano come investimenti nelle infrastrutture, crescita della produzione di energia rinnovabile, sviluppo delle filiere locali, innovazione tecnologica, formazione delle competenze e sostegno alle famiglie più vulnerabili non rappresentino interventi isolati, ma parti di una strategia integrata che punta a creare valore diffuso per il territorio.
In questa prospettiva, il Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia non si limita a rendicontare risultati economici, ambientali e sociali. Diventa uno strumento di lettura della trasformazione in corso, offrendo una fotografia concreta di come una grande utility interpreti il proprio ruolo all’interno di un territorio strategico per la decarbonizzazione e per lo sviluppo del sistema energetico nazionale.
Brindisi rappresenta probabilmente il simbolo più evidente di questo cambiamento. La riconversione del polo energetico, gli investimenti nelle nuove infrastrutture, il progetto BESS, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il confronto continuo con istituzioni, imprese e comunità locali raccontano un modello nel quale la sostenibilità non coincide soltanto con la tutela ambientale, ma diventa uno strumento di politica industriale e di competitività.
La sfida, naturalmente, non può considerarsi conclusa. La capacità di accompagnare la crescita delle energie rinnovabili con infrastrutture adeguate, filiere produttive sempre più qualificate, nuove competenze professionali e strumenti efficaci di inclusione sociale continuerà a rappresentare uno dei principali fattori di successo della transizione energetica.

È proprio questa la riflessione che emerge dall’intero Bilancio di Sostenibilità Territoriale Puglia: la transizione non si misura esclusivamente nella quantità di energia prodotta o nelle tonnellate di CO₂ evitate. Si misura soprattutto nella capacità di generare sviluppo, innovazione, lavoro e coesione sociale, trasformando il cambiamento energetico in un’opportunità concreta per imprese, istituzioni e cittadini.
In questo scenario, la Puglia si candida a essere uno dei territori nei quali osservare più da vicino l’evoluzione del nuovo modello energetico italiano. E il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di A2A rappresenta oggi uno degli strumenti più completi per comprenderne direzione, risultati e prospettive.




