A Erchie la prima maxi batteria pugliese di Metlen

Investimento oltre 20 milioni: 25 MW, 75 MWh e tre ore di accumulo. Il gruppo prepara nuovi progetti tra Brindisi e Foggia

di Antonio Portolano

ERCHIE (BRINDISI) – «La sfida non è solo produrre energia pulita, ma renderla disponibile quando serve alla famiglia, all’impresa, alla comunità». Nelle parole di Aris Spiropoulos, Managing Director Central Europe di METLEN, c’è il senso industriale dell’investimento inaugurato a Erchie: una grande batteria che non genera elettricità, ma la immagazzina quando è disponibile e la restituisce alla rete quando ce n’è bisogno.

Aris Spiropoulos, Managing Director Central Europe di METLEN

È il primo sistema di accumulo operativo di METLEN in Puglia: 25 megawatt di potenza, 75 megawattora di capacità, tre ore di funzionamento alla massima potenza e un investimento superiore ai 20 milioni di euro. Collegato direttamente alla rete di trasmissione attraverso la sottostazione Tre Torri di Terna, è anche uno dei primi grandi impianti di questa taglia entrati in esercizio in Italia.

Erchie, però, non sarà un episodio isolato. La multinazionale prepara un altro progetto nell’area di Brindisi e uno nel Foggiano, mentre in Puglia il portafoglio tra fotovoltaico e sistemi di accumulo supera già mezzo gigawatt. La provincia brindisina entra così in una nuova fase della propria storia energetica: accanto agli impianti che producono elettricità arrivano infrastrutture progettate per conservarla, regolarla e renderla disponibile nel momento più utile.

Erchie, la stazione di Terna

Perché Erchie: la stazione Terna è a pochi passi

La scelta del sito risponde innanzitutto a una logica industriale. La vicinanza alla sottostazione di Terna consente di ridurre il percorso necessario per collegare la batteria alla rete nazionale ad alta tensione e di ottimizzare l’intera infrastruttura.

A spiegarlo è Antonella Martina, Senior Energy Origination Manager Energy di METLEN.

«Sicuramente la vicinanza della sottostazione è un elemento importante, perché significa che ottimizziamo tutta la filiera di trasporto attaccandoci direttamente alla sottostazione di Terna e questo ha un impatto economico significativo, che chiaramente impatta sui nostri modelli finanziari, ma anche sulla bontà dell’investimento e sui prezzi futuri».

È uno dei vantaggi che hanno reso Erchie adatta al progetto. Il sistema non è collegato a uno specifico parco fotovoltaico o eolico: è un impianto autonomo, tecnicamente definito stand-alone, connesso direttamente alla rete.

Antonella Martina, Senior Energy Origination Manager Energy di METLEN

In pratica preleva elettricità quando è opportuno farlo, la conserva e successivamente la restituisce al sistema.

«La preleviamo dalla rete e la distribuiamo di nuovo in rete. Quindi il nostro interlocutore fisico è la rete di trasmissione, quindi Terna, e chiaramente arriva da altri impianti che stanno producendo in quel momento. Possiamo immaginare come negli orari in cui andiamo a prelevare e la produzione è maggiore, la componente maggiore sia data dalle fonti rinnovabili», chiarisce Martina.

Venticinque MW e 75 MWh: cosa significano davvero

I numeri dell’impianto raccontano due caratteristiche differenti.

I 25 MW indicano la potenza massima con cui la batteria può assorbire o restituire energia. I 75 MWh esprimono invece la quantità complessiva di energia che può essere immagazzinata.

«Ha una capacità di 25 megawatt, è un’energia di 75 megawattora, cioè significa che si può immagazzinare energia per tre ore, anche non consecutive, e rilasciare, quindi iniettare di nuovo in rete la stessa energia con gli stessi parametri tecnici», spiega ancora Antonella Martina.

Il principio è semplice: quando la produzione elettrica è abbondante, una batteria può assorbire energia invece di lasciarla immediatamente sulla rete; quando la disponibilità diminuisce o aumenta la domanda, quella stessa energia può essere restituita.

È una funzione destinata a diventare sempre più importante con la crescita del fotovoltaico e dell’eolico. Sole e vento, infatti, non possono essere programmati sulla base dei consumi: producono quando le condizioni naturali lo consentono. Lo storage serve proprio a ridurre questa distanza tra il momento della produzione e quello dell’utilizzo.

Erchie, l’impianto di Metlen

Oltre 20 milioni e il nodo delle ricadute occupazionali

L’investimento per Erchie supera i 20 milioni di euro. Una parte delle attività necessarie alla costruzione e alla gestione dell’impianto ha coinvolto anche operatori del territorio.

«Abbiamo un investimento di oltre 20 milioni e le ricadute sul territorio sono assolutamente significative. Cerchiamo di coinvolgere imprese e operatori locali, dal sistema di controllo e di sorveglianza; anche alcuni aspetti della costruzione sono stati svolti chiaramente da operatori locali», afferma Martina.

Diverso è il tema dell’occupazione diretta una volta che l’impianto è entrato in esercizio. Le grandi batterie sono infrastrutture fortemente automatizzate e non richiedono una presenza quotidiana di personale paragonabile a quella di uno stabilimento industriale tradizionale.

«È un impianto all’avanguardia che non richiede una conduzione quotidiana nella sua operatività. Il centro di controllo è comunque nella nostra sede centrale e quindi, se le cose vanno bene e non ci sono manutenzioni piuttosto che interruzioni inaspettate, la gestione è fatta da remoto. Però tutta l’attività di vendor, asset management, attività HSE, qualsiasi attività legata alla conduzione di un impianto, sono svolte chiaramente in situ».

Le ricadute locali si concentrano quindi soprattutto su manutenzione, sorveglianza, sicurezza, servizi tecnici e attività connesse alla gestione dell’infrastruttura.

Un ruolo importante nella realizzazione è stato svolto dall’architetto Roberto Carluccio di SiteSupervision Engineering Services, che ha seguito la direzione dei lavori, la sicurezza del cantiere e la gestione dei rapporti con gli enti locali, accompagnando il progetto dalla fase esecutiva fino alla realizzazione dell’impianto.

Il sindaco di Erchie Giuseppe Margheriti

Margheriti: «Il territorio chiede anche lavoro»

È proprio sulla ricaduta territoriale che insiste il sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti.

«Ci aspettiamo che oltre a un grosso investimento da parte loro ci sia anche una ricaduta occupazionale per il territorio e per i cittadini che ne fanno parte».

Il primo cittadino pone anche un altro tema: l’equilibrio tra la crescita delle infrastrutture energetiche e la tutela di un paesaggio agricolo di pregio.

«Ci troviamo forse nella zona migliore del territorio ercolano, quindi nella zona del Primitivo, con terreni che hanno un grande pregio. Capiamo che per stare al passo con la tecnologia dobbiamo anche accettare delle limitazioni alle nostre bellezze, soprattutto a livello paesaggistico».

Per Margheriti la transizione energetica, dunque, non può essere misurata soltanto attraverso i megawatt installati. Deve riuscire a lasciare sul territorio benefici economici e opportunità di lavoro, soprattutto in un’area del Mezzogiorno che sta vivendo contemporaneamente la trasformazione di diversi settori industriali.

Il sindaco di San Pancrazio Edmondo Moscatelli

Moscatelli: «Una tecnologia destinata a crescere»

Il sindaco di San Pancrazio Salentino, Edmondo Moscatelli, guarda invece alla funzione che gli accumuli sono destinati ad assumere nel nuovo sistema elettrico.

«È un’iniziativa importante e in questa zona, al momento, è pioniera, nel senso che sicuramente sono previsti ulteriori investimenti di questo genere».

Il punto, spiega Moscatelli, è accompagnare lo sviluppo delle energie rinnovabili con infrastrutture capaci di gestire ciò che viene prodotto.

«Questo tipo di tecnologia è di fondamentale importanza: dove c’è uno sviluppo massivo dell’energia alternativa, sia essa eolica o solare, nasce il problema della gestione e della conservazione dell’energia stessa».

Non si tratta soltanto di conservare energia per utilizzarla alcune ore dopo. Le batterie possono reagire rapidamente alle variazioni della rete e fornire flessibilità, contribuendo a mantenere l’equilibrio tra produzione e consumi.

Erchie, un momento dell’inaugurazione dell’impianto di Metlen

L’accordo di sette anni con Dolomiti Energia

Il progetto di Erchie è legato anche alla partnership tra METLEN e Dolomiti Energia Group.

Le due società hanno sottoscritto un accordo della durata di sette anni per l’utilizzo commerciale della batteria, uno dei primi contratti di questo tipo sviluppati nel mercato italiano dello storage.

Il termine tecnico è physical tolling agreement, ma il meccanismo può essere spiegato in modo più semplice: Dolomiti Energia può utilizzare la capacità della batteria secondo regole stabilite dal contratto, mentre METLEN mette a disposizione l’infrastruttura.

In questo modo chi utilizza il sistema può gestire la capacità di caricare e scaricare energia senza dover costruire direttamente la batteria.

Erchie dispone inoltre di un contratto nel Capacity Market della durata di 15 anni. Attraverso questo meccanismo viene remunerata non soltanto l’energia effettivamente immessa sulla rete, ma anche la disponibilità di una determinata potenza quando il sistema elettrico ne ha bisogno.

L’impianto diventa quindi una risorsa non solo per immagazzinare elettricità, ma anche per garantire flessibilità e capacità alla rete.

Dopo Erchie altri progetti a Brindisi e Foggia

Il dato più interessante per la prospettiva territoriale arriva dai programmi futuri.

METLEN sta lavorando ad altri due progetti di accumulo in Puglia, uno nell’area di Brindisi e l’altro in provincia di Foggia.

«Abbiamo diversi progetti, uno su Brindisi e uno in provincia di Foggia, che sono in questo momento in gestione e arriveranno nei prossimi mesi», anticipa Antonella Martina.

Anche le caratteristiche tecniche saranno vicine a quelle di Erchie.

«Dal punto di vista tecnico sono tutti e tre più o meno uguali, quindi parliamo di 25 mega di potenza e due ore o tre ore di duration».

Per Brindisi significa la possibilità di consolidare un nuovo segmento della propria filiera energetica. Non soltanto produzione, quindi, ma anche stoccaggio e gestione dell’elettricità.

Erchie è il primo sistema di accumulo di METLEN operativo in Puglia. In Italia il gruppo dispone già dal 2024 di un’altra batteria in Sardegna e ha realizzato diversi impianti fotovoltaici per oltre 100 MW complessivi.

Erchie, l’ingresso all’impianto di Metlen

In Puglia più di mezzo gigawatt di progetti

La scelta di continuare a investire nel territorio pugliese non nasce soltanto dalle condizioni climatiche.

«L’Italia è, tra i mercati europei, uno dei più interessanti sia per le energie rinnovabili che per gli storage», osserva Martina. La particolare conformazione geografica del Paese rende infatti complesso il trasporto dell’energia lungo la rete, mentre il Mezzogiorno offre condizioni favorevoli alla produzione da fonti rinnovabili.

Per METLEN la Puglia presenta inoltre una combinazione positiva di condizioni regolatorie, amministrative e strategiche.

La presenza regionale supera 0,5 GW di progetti fotovoltaici e di accumulo nelle diverse fasi di realizzazione: circa 0,1 GW già operativo, 0,2 GW in costruzione e 0,3 GW in sviluppo.

Su scala nazionale il gruppo conta più di 130 progetti e oltre 3 GW di capacità distribuiti in 15 regioni italiane. La presenza nel Paese dura ormai da circa un decennio e comprende sia attività proprietarie sia sviluppo e realizzazione di infrastrutture energetiche.

La crescita dello storage diventa così il secondo pilastro, accanto al fotovoltaico, di una strategia che punta non soltanto a produrre energia rinnovabile, ma anche a gestirne una parte crescente nel tempo.

Dal Pireo a Londra: la storia di METLEN

Dietro il nuovo impianto di Erchie c’è un gruppo industriale con radici che risalgono al 1908, quando al Pireo operava l’attività metallurgica della famiglia Mytilineos.

Nel 1990 nasce formalmente il gruppo MYTILINEOS, che nel 1995 viene quotato alla Borsa di Atene. Negli anni successivi la società cresce nei metalli, entra progressivamente nel settore energetico e costruisce una struttura sempre più integrata tra industria, produzione elettrica e rinnovabili.

Nel 2024 il gruppo assume il nome METLEN Energy & Metals, riunendo nella nuova identità i due grandi pilastri dell’attività: energia e metalli. Nell’agosto 2025 arriva un altro passaggio decisivo con l’avvio delle negoziazioni delle azioni alla London Stock Exchange.

Alla guida della società c’è oggi Evangelos G. Mytilineos, Executive Chairman. Dal gennaio 2026 Christos Gavalas è Group Chief Executive Officer, nell’ambito della nuova struttura manageriale che accompagna l’ulteriore espansione internazionale del gruppo.

Evangelos G. Mytilineos, Executive Chairman

Erchie e la nuova geografia energetica del Brindisino

Per decenni parlare di energia nel Brindisino ha significato parlare soprattutto di grandi centrali, combustibili e produzione industriale.

Erchie racconta un modello differente.

Qui l’elettricità non viene generata: viene conservata e resa disponibile nel momento in cui acquista maggiore utilità per la rete. È un’infrastruttura più silenziosa e molto più automatizzata rispetto agli impianti energetici tradizionali, ma rappresenta uno degli elementi necessari per gestire una quantità crescente di elettricità prodotta da sole e vento.

Il vero valore di una grande batteria, infatti, non è soltanto quanta energia riesce a contenere.

È quando riesce a restituirla.

Gli oltre 20 milioni investiti da METLEN a Erchie segnano così l’ingresso operativo del gruppo nello storage pugliese. E con nuovi progetti già in preparazione tra Brindisi e Foggia, Tre Torri appare sempre meno come un punto di arrivo e sempre più come il primo tassello di una presenza destinata ad allargarsi.