La nuova imbarcazione monitorerà quasi mille chilometri di costa pugliese, dalla qualità delle acque alla Posidonia fino alla foca monaca
di Antonio Portolano
TRICASE (LECCE) – Una nuova «sentinella» scientifica parte da Tricase Porto per osservare il mare della Puglia. ARPA Puglia ha varato nel Porto Museo di Tricase la prima imbarcazione di questo tipo nella dotazione dell’Agenzia: un mezzo lungo circa sette metri, progettato specificamente per il monitoraggio delle acque marino-costiere e destinato a operare lungo i quasi mille chilometri di costa regionale.
La barca farà base a Tricase Porto, dove è già operativo il distaccamento del Centro Regionale Mare di ARPA Puglia, e potrà spostarsi attraverso diversi approdi per raggiungere le aree interessate dalle attività. Non sarà soltanto un mezzo di trasporto. Grazie alle strumentazioni scientifiche diventerà un vero e proprio «ufficio galleggiante» dal quale biologi, geologi e operatori scientifici subacquei potranno studiare fondali e habitat, raccogliere campioni e verificare lo stato dell’ambiente marino.
Un «ufficio galleggiante» per ARPA Puglia
La nuova imbarcazione è un walkaround realizzato appositamente per le attività di monitoraggio in mare. La struttura è stata rinforzata per sostenere in sicurezza le attrezzature utilizzate dai tecnici e dagli operatori scientifici subacquei. A bordo sono presenti radar e sistema ActiveTarget 2, impiegato a supporto della localizzazione dei sub durante le immersioni. È dotata inoltre di una postazione di comando coperta.
Il natante è stato commissionato e acquistato da ARPA Puglia nell’ambito del progetto DARE – Digital Lifelong Prevention, finanziato con risorse del Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Piano nazionale complementare al PNRR. Il progetto promuove tecnologie e percorsi innovativi per la prevenzione e la tutela della salute lungo l’intero arco della vita.
È il primo natante di questo tipo di cui l’Agenzia si dota per monitorare i circa mille chilometri di costa pugliese. La base a Tricase è regolata dall’accordo sottoscritto nel luglio scorso da ARPA Puglia, CIHEAM Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli, che definisce le condizioni di ormeggio e l’utilizzo dell’imbarcazione per le attività istituzionali previste dalla collaborazione tra i tre enti.

Sonar, fondali e Posidonia: cosa farà la nuova barca
Il salto di qualità riguarda soprattutto ciò che sarà possibile fare direttamente in mare. Per le attività di monitoraggio la barca sarà dotata di sonar a scansione laterale, il side scan sonar, capace di osservare il fondale ai lati della rotta, e di ecoscandaglio multifascio, il multibeam, utilizzato per ricostruirne profondità e conformazione.
Le mappe ottenute permetteranno di individuare habitat e aree da osservare più da vicino e di comprendere quali comunità di organismi li popolino. L’interpretazione dei dati sarà affidata agli esperti biologi e geologi e agli operatori scientifici subacquei di ARPA Puglia.
Tra le attività previste ci sono il prelievo dei sedimenti e lo studio delle praterie di Posidonia oceanica, habitat prioritario protetto a livello europeo. Le praterie ospitano numerose specie e svolgono una funzione essenziale per gli ecosistemi costieri. Verificarne distribuzione e condizioni significa quindi ottenere informazioni preziose sullo stato dell’ambiente marino.
Da San Cataldo alla ricerca della foca monaca
Le prime missioni sono già programmate. Una delle attività porterà l’imbarcazione nell’area di San Cataldo per il prelievo di sedimenti e biota nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici marino-costieri.
Il mezzo avrà anche un ruolo nel progetto SEALIFE, finanziato dal programma Interreg Grecia–Italia e dedicato alla tutela della foca monaca mediterranea. Nel tratto compreso tra Otranto e Santa Maria di Leuca sarà utilizzato come supporto all’esplorazione delle grotte marine potenzialmente adatte alla presenza della specie e all’installazione di fototrappole capaci di rilevarne l’eventuale presenza.
La foca monaca è una specie rara e protetta. Le recenti segnalazioni lungo le coste pugliesi rendono importante comprendere quali luoghi possa frequentare e come proteggerli senza disturbarla.
SEALIFE è coordinato dal Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e riunisce partner italiani e greci. Proprio la sede di Tricase Porto di CIHEAM Bari ha ospitato il primo incontro dei partner, collegando questo luogo a una collaborazione tra le due sponde del mare.
Più informazioni anche per la Guardia Costiera
La nuova capacità di monitoraggio avrà ricadute anche sulle attività istituzionali della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera. Le attività tecnico-scientifiche permetteranno al suo personale di accedere più agevolmente a informazioni tempestive e qualificate sulla qualità delle acque e degli habitat marini.
Un patrimonio informativo utile per le funzioni di vigilanza e controllo, la protezione del mare e delle coste, la prevenzione dell’inquinamento e la salvaguardia degli ecosistemi marini.

Tricase Porto, una collaborazione iniziata nel 2015
La scelta di Tricase non nasce con l’arrivo della nuova imbarcazione. CIHEAM Bari dispone dal 2015 di una propria sede nei pressi del porto e, lavorando al fianco del Porto Museo di Tricase, ne ha fatto negli anni un luogo di formazione e cooperazione dedicato allo sviluppo sostenibile delle comunità costiere.
Esperti, operatori e funzionari provenienti da Paesi diversi si confrontano qui sulla gestione delle risorse marine, sulla pesca e sul rapporto tra tutela degli ecosistemi e vita delle comunità che dipendono dal mare. Lezioni, incontri e attività sul campo mettono in relazione queste esperienze internazionali con la realtà locale e con chi vive del mare.
È in questo quadro che si inserisce il rapporto con ARPA Puglia. Nel 2024 i due enti hanno sottoscritto un accordo per sostenere iniziative comuni di monitoraggio e formazione. CIHEAM Bari ha inoltre messo a disposizione del distaccamento del Centro Regionale Mare di ARPA Puglia una parte della propria sede di Tricase Porto.
La presenza dell’Agenzia nella marina tricasina precede dunque l’arrivo dell’imbarcazione. Il nuovo mezzo aggiunge ora uno strumento operativo alle attività scientifiche già sviluppate sul territorio.
Dalle acque costiere alla Strategia Marina
Per comprendere la funzione della nuova imbarcazione bisogna guardare anche alle attività quotidiane che ARPA Puglia svolge sul mare. Due dei programmi di monitoraggio in corso sono resi obbligatori dalle direttive europee di riferimento.
Il primo riguarda i corpi idrici superficiali: fiumi, laghi, acque di transizione e acque marino-costiere. Proprio su queste ultime opererà il nuovo natante, attraverso osservazioni e campionamenti utili a seguirne lo stato nel tempo.
Il secondo è la Strategia Marina prevista dalla normativa europea per valutare le condizioni dell’ambiente marino. Il sistema si basa su undici descrittori relativi, tra l’altro, alla biodiversità, ai rifiuti marini e al rumore subacqueo, sui quali vengono organizzate specifiche attività di monitoraggio.

Bruno: «Un investimento concreto per proteggere il mare»
«L’arrivo di questa nuova imbarcazione rappresenta un investimento concreto nella capacità di Arpa Puglia di conoscere e proteggere il mare – dichiara Vito Bruno, direttore generale di ARPA Puglia -. Per un’Agenzia che ha il compito di monitorare una costa di quasi mille chilometri, disporre di un ulteriore strumento progettato specificamente per le attività scientifiche in mare significa poter rendere ancora più capillare ed efficace il nostro lavoro. Dal monitoraggio degli habitat alla qualità delle acque, dalla Posidonia alla tutela delle specie protette, questa imbarcazione ci permetterà di portare la ricerca e il controllo direttamente sul campo. La collaborazione con Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli rafforza ulteriormente questo percorso, mettendo competenze e risorse diverse al servizio della tutela del patrimonio marino pugliese».
Pallotti: «La tutela richiede una costante sinergia»
Il capo del Compartimento marittimo di Gallipoli, capitano di vascello Pierpaolo Pallotti, preposto al comando della Guardia Costiera della provincia di Lecce, sottolinea il valore della collaborazione istituzionale.
«La tutela dell’ambiente marino richiede un approccio integrato e una costante sinergia tra le istituzioni. In tale ottica la collaborazione con ARPA Puglia e CIHEAM risulta sicuramente funzionale alla capacità di monitoraggio e presidio del territorio costiero, consentendo di valorizzare le rispettive competenze, che, sebbene diverse, risultano complementari rispetto al comune interesse di tutela e protezione dell’ambiente marino e costiero. Questo accordo, pertanto, rappresenta un ulteriore strumento per promuovere una tutela integrata dell’ambiente marino, nell’interesse delle comunità costiere, degli operatori del settore e di tutti coloro che vivono e utilizzano il mare».
Di Terlizzi: «La formazione si sposta anche in acqua»
Per Biagio Di Terlizzi, direttore di CIHEAM Bari, «è un orgoglio poter essere stati al fianco di ARPA Puglia e Capitaneria nella messa a servizio del territorio di questa strumentazione per il monitoraggio. Questa imbarcazione è a tutti gli effetti un mezzo di dialogo con le altre amministrazioni. Un progetto che rende Tricase ancora più appealing nello sviluppare competenze sulla gestione della costa. Questo mezzo ci aiuterà a far sì che la formazione sul campo si sposti anche in acqua e lungo tutta la costa».
Al varo istituzioni, ricerca e territorio
Il varo è avvenuto sabato 3 ottobre nel Porto Museo di Tricase. Alla messa in acqua erano presenti Vito Bruno, direttore generale di ARPA Puglia; Nicola Ungaro, direttore dell’Unità Operativa Complessa Ambienti Naturali e del Centro Regionale Mare di ARPA Puglia; Valerio Summo, dirigente dell’Unità Operativa Semplice Sistemi Informativi – Transizione Digitale, Open Data e I.A. di ARPA Puglia; Biagio Di Terlizzi, direttore di CIHEAM Bari; Maurizio Raeli, delegato del Governo italiano al CdA del CIHEAM; Michele Tenore, presidente del Parco Otranto-Bosco di Tricase-Santa Maria di Leuca; Antonio Errico, presidente dell’Associazione Magna Grecia Mare; Gianfranco Cataldi, responsabile della sede di Tricase Porto di CIHEAM Bari; e Antonio De Donno, sindaco di Tricase.
Don Lucio Ciardo, parroco di Tricase Porto, ha curato la benedizione del natante.
Il varo, frutto della collaborazione sul territorio tra ARPA Puglia, CIHEAM Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli, non segna dunque soltanto l’arrivo di una nuova barca. Rafforza una capacità operativa che mette insieme monitoraggio ambientale, tecnologie scientifiche, formazione e cooperazione istituzionale, con Tricase Porto come base di partenza per attività destinate a interessare l’intera costa pugliese.




