L’avviso di Aeroporti di Puglia testa il mercato: ipotesi 12 voli settimanali per Roma e Milano-Linate e poi la continuità territoriale
di Antonio Portolano
BARI – L’aeroporto di Taranto-Grottaglie «Marcello Arlotta» entra nella fase decisiva per capire se il ritorno dei voli civili possa trasformarsi da progetto istituzionale in un servizio di linea concretamente sostenibile. Ieri, 28 settembre, Aeroporti di Puglia ha pubblicato l’avviso per lo sviluppo della connettività passeggeri da e per Grottaglie, aprendo formalmente la verifica dell’interesse delle compagnie aeree.
Non è ancora l’annuncio dell’attivazione dei voli. Ed è proprio questa la distinzione essenziale: saranno ora i vettori a dover mettere sul tavolo proposte operative, indicando frequenze, aeromobili, orari, condizioni economiche e modello commerciale. L’ipotesi di partenza formulata dalla Regione Puglia prevede 12 voli settimanali complessivi verso Roma e Milano-Linate, con una programmazione che dovrebbe consentire, almeno nelle intenzioni progettuali, di partire e rientrare nella stessa giornata.

Dal progetto alla prova del mercato
La procedura era stata annunciata dal presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, durante i lavori del Consiglio regionale del 18 settembre. Ora si passa dal confronto politico e istituzionale alla verifica economica.
L’obiettivo dell’avviso è stabilire attraverso una procedura pubblica e comparativa quali collegamenti le compagnie siano effettivamente disponibili a operare, a quali condizioni e con quale sostenibilità economica, tenendo conto dell’equilibrio complessivo della rete aeroportuale pugliese (Bandovolicivili).
Il passaggio è sostanziale. Non bastano dichiarazioni di interesse: occorrono proposte industriali e commerciali attraverso le quali comprendere se esista un modello in grado di reggere sul mercato.
Saranno quindi le compagnie partecipanti a indicare se le rotte possano essere operate in condizioni economicamente sostenibili e con quali caratteristiche operative.
Roma e Milano-Linate, l’ipotesi dei 12 voli
Il primo scenario individuato dalla Regione Puglia mette al centro due destinazioni: Roma e Milano-Linate.
L’ipotesi prevede complessivamente 12 voli alla settimana, con un operativo che dovrebbe essere costruito anche per rispondere alle esigenze di chi si sposta per lavoro, attività istituzionali o affari e ha necessità di raggiungere i principali poli nazionali e rientrare nello stesso giorno.
Il modello da sottoporre alla verifica delle compagnie prevede infatti collegamenti point-to-point, frequenze programmate e fasce orarie orientate soprattutto alla connettività con i maggiori centri istituzionali, economici e finanziari del Paese.
Il numero e le destinazioni indicate costituiscono però il quadro progettuale di partenza, non un operativo già definito. L’esito della procedura dovrà mostrare quali collegamenti il mercato sia realmente disposto a sostenere.

Il nodo del Market Economy Operator
Uno dei passaggi tecnicamente più rilevanti riguarda il Market Economy Operator (MEO), principio richiamato espressamente durante i lavori del Consiglio regionale e al quale l’avviso dovrà essere conforme.
Nel settore aeroportuale e del trasporto aereo, gli eventuali rapporti economici tra soggetti pubblici e vettori devono essere valutati verificando che le condizioni applicate siano coerenti con quelle che potrebbe adottare un operatore che agisce secondo logiche di mercato.
Il tema è direttamente collegato alla disciplina europea sugli aiuti di Stato, che considera sia il principio dell’operatore in economia di mercato sia le condizioni alle quali possono essere sostenuti nuovi collegamenti aerei.
La sostenibilità del progetto Grottaglie, dunque, non dipenderà soltanto dalla disponibilità di una o più compagnie, ma anche dalla costruzione di un modello economico compatibile con il quadro comunitario e nazionale.
Continuità territoriale, il secondo binario
Parallelamente alla verifica del mercato resta aperto un secondo percorso: la continuità territoriale.
La Regione Puglia ha indicato come successiva linea di intervento la valutazione della richiesta per l’aeroporto di Grottaglie già inoltrata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’eventuale attivazione delle iniziative di continuità territoriale viene collocata nel medio periodo e sarà legata proprio alle risultanze dell’avviso pubblico.
La sequenza è quindi definita: prima la verifica delle condizioni offerte dal mercato, poi la valutazione degli strumenti ulteriori che potrebbero essere utilizzati per garantire la connettività dello scalo.
È un elemento importante anche per leggere correttamente l’avviso pubblicato da Aeroporti di Puglia: la procedura non chiude il dossier dei voli civili, ma fornisce gli elementi economici e operativi sui quali potranno essere costruite le decisioni successive.
Grottaglie tra passeggeri, cargo e aerospazio
Il progetto dei voli civili si inserisce inoltre in una trasformazione più ampia del Marcello Arlotta. Lo scalo è contemporaneamente interessato dallo sviluppo delle attività cargo e dal consolidamento della propria funzione industriale e aerospaziale.
La dimensione cargo ha assunto ulteriore rilievo nelle ultime settimane: il Consiglio regionale ha approvato il progetto per sviluppare a Grottaglie una connessione dedicata alla filiera agroalimentare pugliese, mentre proprio in quell’occasione Antonio Decaro aveva annunciato l’imminente pubblicazione del bando per sondare l’interesse delle compagnie verso i voli civili (Regione Puglia).
Grottaglie si trova così davanti a una prospettiva articolata: sviluppare il traffico passeggeri senza sostituire le altre vocazioni dello scalo, ma affiancandolo alle funzioni cargo, industriali e aerospaziali.

Ora la risposta spetta alle compagnie
La vera variabile, a questo punto, è il mercato. L’avviso pubblicato ieri serve precisamente a trasformare un progetto discusso sul piano istituzionale in una verifica basata sulle disponibilità e sulle condizioni economiche proposte dai vettori.
Solo dopo questa fase sarà possibile capire quali compagnie siano interessate, quali collegamenti possano essere sostenibili e con quale configurazione operativa.
Per il Marcello Arlotta, quindi, il 28 settembre non rappresenta ancora il ritorno dei voli di linea. Segna però l’avvio della procedura chiamata a stabilire se, come e a quali condizioni i voli civili da Grottaglie possano diventare realtà.




