Con 19,8 milioni aggiuntivi la Regione scorre le graduatorie e finanzia 38 interventi: 588 ettari di verde e oltre 260mila piantumazioni
di Antonio Portolano
BARI – Quasi 20 milioni di euro aggiuntivi per allargare la platea dei territori finanziati e trasformare tre distinti bandi in una strategia regionale contro gli effetti dei cambiamenti climatici. La Regione Puglia porta così a 41,1 milioni di euro gli investimenti destinati a verde urbano e periurbano, riqualificazione ecologica delle coste e rete ecologica regionale: complessivamente 38 interventi su circa 2.296 ettari di territorio, con quasi 588 ettari di incremento o implementazione della dotazione verde, oltre 260mila piantumazioni e 107.700 metri quadrati di superfici da rendere nuovamente permeabili.
La decisione della Giunta regionale di destinare altri 19.785.700 euro allo scorrimento delle graduatorie amplia infatti i tre avvisi finanziati attraverso il PR Puglia 2021-2027, Priorità II «Economia verde», Azione 2.13 «Interventi di infrastrutturazione verde del territorio».
Non si tratta soltanto di piantare alberi. La strategia comprende la riduzione delle isole di calore, il recupero di aree degradate, la rimozione di asfalto e superfici impermeabili, la ricostruzione dei sistemi dunali e degli habitat costieri, il recupero delle zone umide e il rafforzamento dei corridoi ecologici tra boschi, campagne, gravine, tratturi e aree urbanizzate.

Dai 21,3 milioni iniziali a oltre 41 milioni
I finanziamenti già assegnati ammontavano complessivamente a 21,318 milioni di euro. Gli scorrimenti aggiungono altri 19,786 milioni, portando la dotazione a circa 41,103 milioni.
La quota maggiore riguarda le infrastrutture verdi urbane e periurbane, che passano a 21,971 milioni. Per la riqualificazione ecologica della fascia costiera sono disponibili 9,488 milioni, mentre altri 9,645 milioni finanziano l’attuazione della rete ecologica regionale.
Lo scorrimento consente di finanziare 18 ulteriori interventi rispetto ai 20 già ammessi: dieci sul verde urbano e periurbano, quattro sulla fascia costiera e quattro sulla rete ecologica.

Decaro: «Attrezzare le città contro i cambiamenti climatici»
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro lega direttamente il piano alla necessità di passare dalla gestione emergenziale degli eventi estremi a una politica strutturale di adattamento climatico.
«Un grande piano per rendere la Puglia una regione più verde e più resistente ai cambiamenti climatici – ha esordito così il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, durante la conferenza stampa odierna utile a raccontare i progetti finanziati da tre bandi promossi dalla regione Puglia in favore dei Comuni -. L’obiettivo è quello di creare tanti cordoni verdi lungo tutta la Puglia, così da attrezzare le nostre città contro i cambiamenti climatici, che rischiano di rendere ancora più fragili quelle fasce di popolazione che già nei mesi scorsi di caldo torrido hanno rischiato una sorta di lockdown climatico. Ormai il cambiamento climatico è diventato un argomento che appartiene alla nostra quotidianità. Ora sta a noi chiederci se continuare ad affrontare la questione in chiave emergenziale o finalmente cominciare a lavorare per attrezzare le nostre città per renderle climaticamente resistenti. Per questo abbiamo deciso di investire ulteriori 20 milioni di euro, fino a un totale di 41 milioni, per sostenere le progettualità dei Comuni con proposte di rinaturalizzazione dei luoghi, rimozione delle isole di calore, rimboschimento delle città e delle aree periferiche, demolizione di edifici lungo le coste e le lame con l’obiettivo di rendere la Puglia una regione più verde, più vivibile e più resiliente ai cambiamenti. Attraverso questi progetti saranno interessati 2300 ettari di territorio, piantumati oltre 260mila specie e più di 11 ettari di superficie torneranno permeabili attraverso la rimozione dei materiali in superficie. Abbiamo voluto insistere su questi progetti perché intervengono in aree antropizzate che in questo modo vengono liberate e rese più forti contro le ondate di calore, le precipitazioni e gli eventi estremi a cui speriamo di non doverci abituare.
La nostra strategia nei prossimi anni corre su due binari paralleli – conclude Decaro -: forestare le aree naturali creando dei veri e propri boschi, riforestare le aree colpite dagli incendi nei mesi scorsi e liberare le aree urbane e periurbane da tutte quei materiali e infrastrutture che le rendono climaticamente resistenti. Lavoriamo anche sulle coste e rafforziamo la rete ecologica regionale che finalmente diventa oggetto di sviluppo e valorizzazione».

Leuzzi: «Il verde diventa infrastruttura climatica»
Il cambio di prospettiva riguarda anche il modo di pianificare città e territorio. Per l’assessora al Paesaggio e Costa Marina Leuzzi il verde deve smettere di essere considerato un elemento accessorio dello spazio urbano e diventare una componente strutturale della pianificazione.
«La sfida dei cambiamenti climatici ci impone di cambiare il modo in cui immaginiamo e trasformiamo i nostri territori – ha sottolineato l’assessora al Paesaggio e Costa, Marina Leuzzi -. Per questo Regione Puglia sta costruendo una strategia nella quale natura, permeabilità dei suoli, biodiversità e qualità dello spazio pubblico diventano parte integrante delle politiche territoriali, non elementi aggiuntivi. È un vero cambio di paradigma nella pianificazione: il verde non è più un elemento decorativo della città, ma una vera infrastruttura climatica e un criterio ordinario con cui progettare le trasformazioni del territorio. I tre bandi vanno esattamente in questa direzione: dalle città alle coste, fino alle reti ecologiche regionali, mettiamo in campo interventi capaci di prevenire la frammentazione degli habitat, la deimpermeabilizzione dei i suoli e rafforzare la capacità dei territori di affrontare gli effetti della crisi climatica. È necessario cambiare il paradigma nella pianificazione e progettazione delle città e del territorio: è il principio che vogliamo portare sempre più dentro nelle future politiche sullo spazio pubblico e sul consumo di suolo: non solo proteggere la natura che abbiamo, ma ricostruire quella che abbiamo perso e restituire al territorio nuove capacità di adattamento e resilienza».

Ciliento: «I rifugi climatici hanno un rilievo sociale»
Alla strategia territoriale si affianca quella di preparazione agli effetti delle prossime stagioni estive. L’assessora regionale all’Ambiente e al Clima Debora Ciliento richiama il lavoro avviato attraverso la cabina di regia regionale per l’adattamento.
«Le misure presentate sono un ulteriore tassello di una strategia complessiva che guarda alla tutela del verde e del paesaggio e al benessere delle persone – ha commentato l’assessora regionale all’Ambiente e al Clima, Debora Ciliento -. Abbiamo avviato la Cabina di regia per l’adattamento ai cambiamenti climatici e presto convocheremo ulteriori incontri per individuare misure per non trovarci impreparati ad affrontare la prossima stagione estiva. Creare rifugi climatici nelle aree urbane e periurbane ha ormai un rilievo sociale. Nel frattempo stiamo lavorando anche a misure per la tutela e la valorizzazione dei parchi e dei boschi pugliesi».

Verde urbano, 20 interventi per quasi 22 milioni
Il primo asse riguarda le infrastrutture verdi urbane e periurbane. Con lo scorrimento si arriva a 20 interventi, per circa 21,97 milioni di euro, distribuiti su circa 308 ettari. Sono previsti 90,5 ettari di incremento della dotazione verde, circa 70mila piantumazioni e 73mila metri quadrati di superfici da deimpermeabilizzare.
Gli interventi già finanziati interessano Castrignano de’ Greci con «FreatICO – Il verde acquatico», Crispiano, Campi Salentina, Poggiardo con «Verde Plurale – Stralcio 01 Vigna Vecchia», Turi con il ripristino della naturalità lungo Lama Giotta, Porto Cesareo con l’infrastrutturazione verde dell’abitato costiero di Torre Lapillo, Manfredonia, Oria con la riconversione a verde urbano del versante orientale di Monte Papalucio, Spinazzola con «LOCOverde» e Salice Salentino.

Lo scorrimento aggiunge altri dieci progetti: Canosa di Puglia con «Poderi plurali», Margherita di Savoia, Grottaglie con il parco del Fullonese, Latiano con «Una città più verde», la Provincia di Brindisi con il «Parco di Montecchie» a Ceglie Messapica, Melissano, Ostuni con l’infrastrutturazione verde dell’abitato costiero di Diana Marina, Mattinata con «Verde Trasversale», Leverano con l’intervento nel quartiere Mennula e Mola di Bari con «Oltre i giardini di Don Pedro – ecosistemi in risonanza».
L’obiettivo è creare parchi e aree verdi, corridoi ecologici urbani e periurbani, recuperare zone degradate e trasformare superfici oggi impermeabili in spazi capaci di assorbire acqua e mitigare le temperature.

Coste, nove progetti per ricostruire gli ecosistemi
Il secondo asse concentra 9,49 milioni di euro sulla riqualificazione ecologica della fascia costiera. I nove interventi riguardano circa 228 ettari, con 57,3 ettari di nuova o implementata dotazione verde, circa 67.500 piantumazioni e 22.500 metri quadrati di deimpermeabilizzazione.
Sono già finanziati il progetto «Re.PA.i.R» del Consorzio di gestione dell’Area Marina Protetta e Riserva Naturale di Torre Guaceto, gli interventi di Nardò a Torre Squillace, quelli di Porto Cesareo sui bacini costieri, il progetto «Coastal ReLife» del Comune di Lecce e «Ri.Na.Li.Ca.» del Comune di Carovigno.
Lo scorrimento permette di aggiungere Ugento con la valorizzazione del sistema di spazi verdi di Lido Marini, Ostuni con la riqualificazione ecologica del paesaggio costiero di Villanova, Manfredonia con «Lagune Sipontine» e Vico del Gargano con interventi di rinaturalizzazione e consolidamento ecologico di spiagge e falesie.

Gli interventi puntano alla ricostruzione dei cordoni dunali, alla rinaturalizzazione e all’ampliamento degli habitat, al recupero delle aree umide e della macchia mediterranea, ma anche alla rimozione di edifici, asfalto e altri elementi che compromettono gli ecosistemi e le connessioni tra costa, zone umide e aree interne.
Rete ecologica, 1.760 ettari e 1.800 tonnellate di CO₂
La Rete ecologica regionale è l’asse con la maggiore estensione territoriale. I 9 progetti, finanziati con circa 9,65 milioni di euro, coinvolgono circa 1.760 ettari, con 440 ettari di incremento o implementazione della dotazione verde, circa 123mila piantumazioni e 12.200 metri quadrati di superfici da deimpermeabilizzare.
Secondo le stime riportate dalla Regione, questi interventi consentiranno inoltre di assorbire oltre 1.800 tonnellate di CO₂ ogni anno.
I primi cinque progetti riguardano Manfredonia con «Lagune Sipontine», Ostuni con il potenziamento della rete ecologica di Fiume Incalzi e della fascia costiera di Gorgognolo, Lecce con «Natura Connessa» nella ZSC del Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi del Rauccio, Foggia con il collegamento ecologico tra Bosco Incoronata e Masseria Giardino Palazzo D’Avalos e la Provincia di Foggia con la riqualificazione ecologica del Tratturo Pescasseroli-Candela.

Con lo scorrimento entrano anche Martina Franca con «Bosco delle Pianelle: continuità ecologica tra alveo e radici», Canosa con il progetto «Poderi Plurali» sul Tratturo Regio, Corato con la riqualificazione ecologica del Tratturo Barletta-Grumo e Palagianello con un intervento destinato a rafforzare e preservare natura, biodiversità e infrastrutture ecologiche.
Boschi, habitat naturali, aree agricole, zone umide, gravine, tratturi e corridoi ecologici vengono così letti come parti di un’unica rete, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione degli ecosistemi e ristabilire collegamenti naturali oggi interrotti.

Un’unica infrastruttura verde dalla città alla costa
I tre programmi convergono quindi in una strategia che prova a utilizzare il verde come infrastruttura di adattamento climatico: alberi e aree permeabili nelle città per contrastare caldo ed eventi meteorologici estremi, ecosistemi costieri più integri e una rete di connessioni naturali capace di attraversare il territorio regionale.

Con 41,1 milioni di euro, 38 progetti, quasi 2.300 ettari interessati, 260.500 piantumazioni e più di 107mila metri quadrati di superfici da deimpermeabilizzare, la sfida sarà ora tradurre finanziamenti e progettazioni in interventi capaci di incidere concretamente sulla qualità dello spazio pubblico, sulla biodiversità e sulla capacità della Puglia di adattarsi a un clima sempre più estremo.



