ASCo lancia l’allarme sulle scuole roventi e chiede al ministro Valditara misure immediate e un piano strutturale per l’adattamento climatico
A proposito di caldo nelle scuole e condizioni di vivibilità delle aule, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Rita Bortone, coordinatrice dell’Alleanza per la Scuola della Costituzione.
di Rita Bortone
Aule troppo calde nelle scuole di Lecce e provincia
LECCE – Le scuole di Lecce e provincia riaprono i battenti con temperature nelle aule che superano abbondantemente i limiti di vivibilità per studenti e insegnanti. Non è una novità: accade ogni anno, e ogni anno viene trattato come un’emergenza improvvisa. Quest’anno non sarà diverso, a meno che le istituzioni non decidano di cambiare approccio.

Le richieste dei Consigli d’Istituto della Puglia
Il 31 agosto 2026, il Coordinamento Presidenti dei Consigli d’Istituto della Regione Puglia – presieduto da Gianfranco De Maglie – ha inviato una lettera urgente al Ministero dell’Istruzione, all’Ufficio Scolastico Regionale, alla Regione Puglia e ai Comuni e alle Province pugliesi, denunciando le condizioni ambientali delle aule scolastiche e chiedendo interventi immediati: installazione di ventilatori e sistemi di schermatura solare, verifica degli infissi e della ventilazione, possibilità di rimodulare le attività nelle giornate più calde, monitoraggio delle temperature negli ambienti più critici.
Ma i presidenti dei Consigli d’Istituto chiedono anche qualcosa di più: un piano strutturale pluriennale di adeguamento degli edifici scolastici alle nuove condizioni climatiche. Perché – scrivono – «non possiamo pensare che il problema del caldo nelle scuole venga affrontato ogni anno come un’emergenza».
Caldo nelle scuole, una questione di diritto allo studio
L’Alleanza per la Scuola della Costituzione fa propria questa richiesta e la rilancia. Il disagio nelle aule non è solo una questione di comfort: è una questione di diritti. Il diritto allo studio, garantito dalla Costituzione, passa anche attraverso ambienti scolastici adeguati, sicuri e climaticamente vivibili.
Lezioni svolte in condizioni al limite della sicurezza non sono lezioni degne di questo nome.
Scuola pubblica e investimenti
Questa indifferenza appare tanto più grave in un momento in cui il governo, mentre lascia degradare il patrimonio edilizio scolastico pubblico, continua a elargire favori e finanziamenti alle scuole private. Si sceglie da che parte stare: e il governo Meloni ha scelto. Non dalla parte degli studenti e delle famiglie che ogni mattina entrano in aule roventi, ma dalla parte di chi può permettersi un’alternativa.

L’appello delle famiglie al ministro Valditara
A proposito di famiglie: il Ministro Valditara ha fatto del «primato educativo della famiglia» una delle sue bandiere. Ebbene, le famiglie parlano chiaro – e lo fanno ogni settembre, ogni volta che i loro figli tornano a casa stremati dal caldo.
Vogliono aule vivibili. Vogliono che i loro figli possano studiare senza rischiare la salute. Se il Ministro tiene davvero al ruolo delle famiglie, ascolti questa voce, prima di quella dei suoi consulenti e dei suoi slogan.
Le richieste per scuole sicure e climaticamente vivibili
Studenti, insegnanti e genitori chiedono con chiarezza:
- investimenti concreti nella scuola pubblica per una tutela sistematica della salute e del diritto all’apprendimento;
- una scuola pubblica di qualità, che accoglie e garantisce benessere;
- un programma nazionale per l’adattamento climatico degli edifici scolastici.
Non sono richieste straordinarie. Sono le condizioni minime per una scuola che funzioni. La crisi climatica non è un’emergenza futura: è già dentro le nostre aule, ogni mattina di settembre.

L’appello dell’Alleanza per la Scuola della Costituzione
L’Alleanza per la Scuola della Costituzione invita genitori, insegnanti, dirigenti scolastici e tutte le realtà che condividono questi obiettivi a unirsi a questa richiesta e a farsi portatori di testimonianze e segnalazioni concrete.




