Brindisi, il Palio dell’Arca riaccende la leggenda

Palio dell'Arca un momento della gara delle passate edizioni

Venerdì 4 settembre la 31ª edizione davanti alla Scalinata Virgilio: Sciabiche e Villaggio Pescatori si sfidano nel nome di San Teodoro

di Antonio Portolano

BRINDISI – Una corsa dalla Scalinata Virgilio, poi il salto sulle imbarcazioni, i remi che mordono l’acqua e due equipaggi lanciati nel porto. A Brindisi una leggenda vecchia di otto secoli sta per tornare in mare.

Venerdì 4 settembre, alle 21.30, nello specchio d’acqua davanti al Lungomare Regina Margherita, andrà in scena la 31ª edizione del Palio dell’Arca di San Teodoro, uno degli appuntamenti più identitari e spettacolari delle Feste Patronali brindisine. Una gara di voga, certo. Ma soprattutto la rappresentazione di un legame antico tra la città, il suo porto, la fede e quella cultura marinara che per secoli ha scandito la vita di Brindisi.

Da una parte il Rione Sciabiche, dall’altra il Villaggio Pescatori. In mezzo il mare, le lance, i tradizionali «schifarieddi» e i vogatori della Vogatori Remuri Brindisi ASD, pronti a trasformare ancora una volta una pagina della memoria cittadina in una sfida sull’acqua.

La manifestazione è organizzata dalla Vogatori Remuri Brindisi ASD, in collaborazione con l’Arcidiocesi Brindisi-Ostuni e il Comune di Brindisi, nell’ambito delle Feste Patronali. Dal 1995 il Palio rinnova una tradizione capace di unire passato e presente, rievocando attraverso il gesto antico della voga la leggenda del recupero delle reliquie di San Teodoro d’Amasea.

Sciabiche e Villaggio Pescatori, la sfida sull’acqua

Il cuore sportivo della serata sarà ancora una volta la sfida simbolica tra il Rione Sciabiche e il Villaggio Pescatori, due luoghi profondamente legati alla storia marinara della città.

La competizione si svolgerà sulle lance e sui tradizionali «schifarieddi», le caratteristiche imbarcazioni utilizzate dai pescatori brindisini. A manovrarle saranno i vogatori della Vogatori Remuri Brindisi ASD, che arrivano all’appuntamento dopo la vittoria nell’ultimo Meeting nazionale «Trofeo dell’Adriatico e del Mar Ionio».

Un risultato che aggiunge alla rievocazione anche un importante contenuto sportivo: in acqua ci saranno infatti vogatori abituati al confronto agonistico e alla pratica della voga sulle imbarcazioni tradizionali.

Ma il Palio conserva una formula tutta sua, costruita per mescolare velocità, coordinazione e spettacolo.

Il via sarà dato dalla Scalinata Virgilio. Da lì i partecipanti correranno verso le imbarcazioni e prenderanno il mare dando inizio a una competizione a staffetta. È il momento nel quale la manifestazione cambia ritmo: dalla terra all’acqua in pochi istanti, mentre il lungomare diventa tribuna naturale e il porto campo di gara.

Foto storica Palio dell’Arca, gli schifarieddi pronti alla partenza

Prima la corsa, poi i remi: il porto diventa arena

È probabilmente questa la forza visiva del Palio dell’Arca: non osservare il mare da lontano, ma portare lo spettacolo nel cuore stesso del porto.

La partenza dalla Scalinata Virgilio, la corsa verso le barche, l’ingresso in acqua e la staffetta restituiscono alla gara un carattere immediato, fisico, quasi teatrale.

Per alcuni minuti Brindisi torna così alla propria dimensione più autenticamente marinara. Le imbarcazioni della tradizione non sono oggetti da contemplare, ma tornano a muoversi. I remi non sono simboli, ma strumenti di gara. Il porto non è uno sfondo: è parte della storia.

Durante la manifestazione sarà presente in mare anche un equipaggio di giovani vogatori dell’Istituto nautico «Carnaro» di Brindisi. Una presenza che aggiunge un significato particolare alla serata, mettendo idealmente in contatto la tradizione con una nuova generazione cresciuta in una città che continua ad avere nel mare uno dei propri elementi distintivi.

Quell’urna abbandonata al largo di Brindisi

Per comprendere davvero il Palio bisogna però tornare indietro di molti secoli.

La leggenda popolare alla quale si ispira la manifestazione è ambientata nel 1225.

Si narra che una nave veneziana proveniente da Euchaita, in Oriente, trasportasse le reliquie di San Teodoro d’Amasea, soldato romano e martire della Chiesa cristiana.

Durante il viaggio, inseguiti dai Turchi e temendo che le spoglie del Santo potessero essere razziate dai pirati, i marinai veneziani avrebbero affidato al mare una zattera sulla quale era stata sistemata l’urna con le reliquie, abbandonandola al largo del porto di Brindisi.

È a quel punto che la storia assume i contorni della leggenda.

Alcuni pescatori brindisini si lanciarono in mare. Remarono con tutta la forza possibile, ciascuno nel tentativo di raggiungere per primo quell’urna sospinta dalle acque.

Dentro quel gesto c’è l’intera origine del Palio: uomini di mare, barche, remi, competizione e una città raccolta attorno al proprio porto.

Una volta recuperate, le reliquie furono consegnate all’arcivescovo Gerardo. L’urna venne quindi custodita in una cassa di legno rivestita da lastre d’argento e portata in processione fino alla Cattedrale.

È da questo racconto, sospeso tra memoria popolare e devozione, che nasce il Palio dell’Arca di San Teodoro.

Otto secoli dopo, la corsa dei pescatori rivive simbolicamente nelle braccia dei vogatori.

San Teodoro raccontato tra storia e devozione

La serata non sarà soltanto gara.

Ad accompagnare il pubblico nella conoscenza della figura del Santo e delle radici storiche della manifestazione saranno don Mimmo Roma, amministratore parrocchiale della Cattedrale di Brindisi, e il docente universitario Teodoro De Giorgio.

I loro interventi offriranno un approfondimento sulla figura di San Teodoro e sulla leggenda che ha dato origine al Palio, inserendo la competizione all’interno del più ampio patrimonio religioso e culturale delle Feste Patronali.

La conduzione della serata e la cronaca in diretta della gara saranno invece affidate al giornalista Nico Lorusso, che seguirà le diverse fasi della competizione accompagnando il pubblico nel racconto di ciò che accadrà in mare.

Una formula che permette al Palio di tenere insieme spettacolo e divulgazione: mentre le imbarcazioni si affrontano sull’acqua, la città può ritrovare anche le ragioni storiche e simboliche di quella sfida.

Palio dell’Arca 2022, i vogatori con vista sulle Colonne romane

Trentuno edizioni, ma lo stesso gesto antico

Il Palio dell’Arca arriva nel 2026 alla sua 31ª edizione. Il tempo trascorso non ne ha cambiato il principio essenziale.

Tutto continua a ruotare attorno a un gesto semplicissimo e potentissimo: remare.

Remare per raggiungere un obiettivo. Remare per prevalere sull’altro equipaggio. Remare, soprattutto, per riportare nel presente una storia che appartiene alla città.

È questo che distingue il Palio da una normale competizione. La voga diventa linguaggio attraverso il quale Brindisi racconta il proprio rapporto con il mare. Le imbarcazioni della tradizione diventano memoria in movimento. La leggenda di San Teodoro esce dalle pagine e torna nel luogo dal quale, secondo il racconto popolare, tutto ebbe inizio.

Il porto.

La rete che sostiene i Vogatori Remuri Brindisi

Dietro la manifestazione e, più in generale, dietro le attività svolte durante tutto l’anno dalla Vogatori Remuri Brindisi ASD, c’è una rete di realtà pubbliche e private che sostiene il lavoro dell’associazione.

Le attività dei Remuri sono rese possibili grazie a Cantiere Danese, Comune di Brindisi, Marina di Brindisi, Marina di Brindisi Club, Lega Navale Italiana – Sezione di Brindisi, Capitaneria di Porto di Brindisi, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Recurrent Energy e Ristorante Il Porticciolo.

Fondamentale anche il supporto degli sponsor che affiancano durante tutto l’anno la Vogatori Remuri Brindisi ASD: Cattolica Assicurazioni – Agenzia di Brindisi Centro di Alessandra Bove, Marea Seaside Experience, sponsor di maglia, Brunda Pizzeria, Schiuma – Birreria di Mare, Edil Rollo, Studio Quarta, Typico, La Concordia, Lido Santa Lucia, Pellegrino Edilizia, Alimentari Luciano, Azienda Agricola Iaia Cosimo e Sapido – Ad un morso dal mare.

Un ringraziamento speciale è rivolto inoltre a Brindeasy e BrindiAmo, partner dell’iniziativa.

Quando Brindisi torna a raccontarsi dal mare

Il Palio dell’Arca conserva il fascino delle manifestazioni che appartengono a un luogo e difficilmente potrebbero esistere altrove nello stesso modo.

Perché qui la scenografia non deve essere costruita. È già davanti agli occhi: il porto, il lungomare, la Scalinata Virgilio, le imbarcazioni e il mare.

E quando venerdì sera i vogatori correranno verso le barche e i primi remi entreranno nell’acqua, non partirà soltanto una gara.

Ripartirà un racconto.

Quello di alcuni pescatori che, secondo la leggenda, quasi otto secoli fa remarono verso un’urna arrivata dal mare. Quello di una città che da trentuno edizioni trasforma quella memoria in una sfida. E quello di Brindisi che, ancora una volta, sceglie il suo porto per ricordare da dove viene.

Info pratiche

  • Evento: 31ª edizione del Palio dell’Arca di San Teodoro
  • Data: venerdì 4 settembre 2026
  • Orario: ore 21.30
  • Luogo: specchio d’acqua antistante la Scalinata Virgilio
  • Area: Lungomare Regina Margherita, Brindisi
  • Sfida: Rione Sciabiche – Villaggio Pescatori
  • Imbarcazioni: lance e «schifarieddi»
  • Organizzazione: Vogatori Remuri Brindisi ASD
  • In collaborazione con: Arcidiocesi Brindisi-Ostuni e Comune di Brindisi
  • Approfondimento storico: don Mimmo Roma e Teodoro De Giorgio
  • Conduzione e cronaca della gara: Nico Lorusso
  • Partecipazione: equipaggio di giovani vogatori dell’Istituto nautico «Carnaro» di Brindisi