Dalla distruzione di milioni di ulivi a sud della Puglia alla sfida della rinascita dell’olivicoltura salentina: confronto a Tenute Lu Spada
di Antonio Portolano
BRINDISI – La Xylella fastidiosa è il batterio responsabile del disseccamento rapido dell’ulivo. In pochi anni ha devastato l’area sud della Puglia, compromettendo uno dei più importanti distretti italiani dell’olio extravergine di oliva. Non è solo una crisi agricola. È una frattura economica, paesaggistica e identitaria che ha colpito il cuore produttivo del Salento.
Tra le province di Lecce e Brindisi si stima la perdita di 15-20 milioni di alberi. Un numero che racconta meglio di qualsiasi analisi la portata dell’impatto sull’olivicoltura salentina, sulla filiera dell’olio EVO e sull’economia rurale dell’area sud della Puglia.
Archiviare la vicenda come emergenza conclusa sarebbe un errore. La Xylella in Puglia resta un tema aperto. La ricostruzione è in corso e richiede investimenti, ricerca scientifica, programmazione agricola e visione strategica.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa promossa da Tenute Lu Spada, che dedica un momento di confronto pubblico alla presentazione del volume «La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi» (clicca qui per acquistare), pubblicato da Rubbettino.

La campagna come luogo di confronto
Fin dalla sua nascita, Tenute Lu Spada ha interpretato la campagna non solo come spazio produttivo, ma come luogo di incontro tra impresa agricola e tessuto urbano. Un presidio culturale, prima ancora che economico.
La presentazione del libro rientra nella rassegna Libri in vigna, un format che trasforma lo showroom aziendale di Brindisi in uno spazio di riflessione sui grandi temi del settore primario.
Il confronto sulla Xylella in Puglia si inserisce in questa visione: discutere delle criticità della campagna, delle sue malattie, delle fragilità emerse negli anni della crisi. Non un semplice evento editoriale, ma un’occasione per interrogarsi sul futuro dell’area sud della Puglia e del suo patrimonio olivicolo.
Il libro: operazione verità sulla Xylella
Il volume di Enzo Lavarra – «La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi» (clicca qui per acquistare) -affronta la questione con un taglio diretto e documentato. Forte della sua esperienza istituzionale – già europarlamentare, vicepresidente della Commissione Agricoltura e relatore della OCM per il settore olivicolo – Lavarra ricostruisce le ragioni che hanno favorito il dilagare del fenomeno, le fragilità emerse nella gestione dell’emergenza e le condizioni necessarie affinché alla distruzione possa seguire una vera rinascita.
È un testo agile ma denso. Un’operazione verità che affronta con lucidità errori, ritardi e responsabilità nella gestione della crisi fitosanitaria. Il libro analizza le scelte compiute, le tensioni istituzionali e le ricadute sul sistema produttivo.

e relatore della OCM per il settore olivicolo
Non si tratta solo di una ricostruzione storica. Il volume affronta anche il tema delle politiche europee per il settore olivicolo, della gestione delle emergenze fitosanitarie e della necessità di una programmazione agricola più solida. Una riflessione che riguarda l’intero sistema agroalimentare italiano, ma che trova nell’area sud della Puglia il suo epicentro simbolico ed economico.
Per l’olivicoltura salentina, la fase post-Xylella non può prescindere da un’analisi tecnica e realistica di ciò che è accaduto.
Il confronto con il territorio
Con Enzo Lavarra si confronteranno Antonello Bruno, presidente regionale Confagricoltura, Benedetta Liberace, olivicoltrice e vicepresidente sezione Brindisi Coldiretti, titolare dell’Azienda olivicola Liberace, e Rocco Caliandro, olivicoltore e titolare di Frantoi Reali, produttore di oli EVO di qualità. Coordina Carmine Dipietrangelo, amministratore di Tenute Lu Spada.
Il panel rappresenta diverse sensibilità del comparto agricolo dell’area sud della Puglia: organizzazioni di categoria, imprenditoria olivicola, produzione di qualità. L’obiettivo è leggere la crisi non solo come evento fitosanitario, ma come snodo economico, occupazionale e territoriale.

Impatto economico e paesaggistico
La diffusione della Xylella fastidiosa in Puglia ha prodotto effetti sistemici. Riduzione della produzione olivicola, perdita di reddito agricolo, contrazione della filiera collegata, indebolimento dell’indotto.
Ma l’impatto non è stato solo economico. La compromissione di milioni di ulivi secolari ha alterato un paesaggio storico che per secoli ha definito l’identità del Salento e dell’area sud della Puglia. Un patrimonio agricolo, culturale e turistico che rappresentava un elemento distintivo del territorio.
La rigenerazione del patrimonio olivicolo implica oggi investimenti pubblici e privati, riconversione varietale, innovazione agronomica e una nuova strategia di valorizzazione dell’olio extravergine pugliese sui mercati nazionali e internazionali. La partita è agricola, ma anche economica e identitaria.
In un contesto europeo in cui resilienza delle filiere e transizione ecologica sono centrali, la ricostruzione dell’olivicoltura salentina diventa una questione strategica per l’intero Mezzogiorno.
Un evento per capire e ripartire
L’incontro si terrà sabato 14 febbraio alle ore 17.30 presso lo showroom di Tenute Lu Spada, in Strada comunale per lo Spada a Brindisi. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. È gradita prenotazione all’indirizzo info@tenuteluspada.it.
A seguire è prevista una degustazione di oli pugliesi selezionati.
L’appuntamento rappresenta un’occasione per superare il clamore della cronaca e riportare il dibattito su un piano tecnico e strategico. Perché la Xylella nell’area sud della Puglia non è solo una crisi del passato, ma una sfida ancora aperta per il futuro dell’olivicoltura salentina e dell’economia agricola regionale.
Cos’è la Xylella e perché è ancora un tema aperto
La Xylella fastidiosa è un batterio che colpisce gli ulivi causando il disseccamento rapido delle piante. In Puglia ha distrutto tra 15 e 20 milioni di alberi, soprattutto nell’area sud della regione. Nonostante le misure di contenimento, la ricostruzione dell’olivicoltura è ancora in corso e richiede coordinamento istituzionale, ricerca scientifica, investimenti e una strategia di lungo periodo per il rilancio del comparto.




