Il presidente degli Agronomi di Lecce Rosario Centonze sostiene il nuovo corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole di UniSalento
di Antonio Portolano
«Il Salento ha vissuto una delle crisi agro-ambientali più profonde della sua storia. Milioni di ulivi sono stati distrutti e con essi una parte importante del nostro paesaggio, della nostra economia e della nostra identità. Ma anche dalle ferite più profonde può nascere una nuova stagione di sviluppo». Con queste parole il presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Lecce, Rosario Centonze, commenta la nascita del nuovo corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento, previsto a partire dall’anno accademico 2026-2027. L’iniziativa viene indicata come un segnale concreto di rilancio per un territorio profondamente segnato dalla diffusione del batterio Xylella fastidiosa e dalle conseguenze economiche, ambientali e paesaggistiche che ha prodotto negli ultimi anni.

La nuova sfida dopo la crisi della Xylella
Il nuovo percorso accademico rappresenta uno dei tasselli più significativi nel processo di ricostruzione agricola del Salento, un’area che negli ultimi anni ha dovuto affrontare una delle emergenze fitosanitarie più gravi della storia dell’agricoltura europea.
La diffusione della Xylella fastidiosa ha provocato la distruzione di milioni di ulivi, trasformando profondamente il paesaggio rurale e mettendo in crisi un sistema economico e culturale fortemente legato alla coltivazione dell’olivo. Gli uliveti secolari non rappresentavano soltanto una risorsa produttiva, ma anche uno degli elementi identitari più forti del territorio.
In questo scenario, l’avvio del corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento assume un significato strategico. Non si tratta soltanto di ampliare l’offerta formativa dell’ateneo, ma di costruire le basi culturali e scientifiche per accompagnare la trasformazione del sistema agricolo del territorio.
Formazione e competenze per la ricostruzione agricola
Il nuovo corso di laurea nasce con l’obiettivo di formare figure professionali altamente qualificate, capaci di coniugare competenze agronomiche e gestionali. Un profilo professionale sempre più necessario in un contesto agricolo che sta cambiando rapidamente sotto la spinta delle sfide ambientali, climatiche ed economiche.
Secondo l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Lecce, il percorso universitario si inserisce pienamente nella fase di ricostruzione agricola e paesaggistica del territorio dopo la devastazione provocata dal batterio.
«Un po’ come l’araba fenice che risorge dalle proprie ceneri, il nostro territorio può trasformare la crisi in una opportunità di rinnovamento, puntando sulla competenza, sulla ricerca e sulla formazione delle nuove generazioni», osserva Centonze, sottolineando come la crescita delle competenze rappresenti uno dei fattori decisivi per il futuro dell’agricoltura salentina.
Il ruolo degli agronomi nella transizione ecologica
Per il presidente dell’Ordine degli Agronomi di Lecce, la rigenerazione del territorio non può prescindere dal ruolo dei professionisti del settore agronomico e forestale.
«La transizione ecologica e la rigenerazione del paesaggio rurale richiedono professionisti sempre più preparati. Gli agronomi sono tra gli attori principali di questo processo: lavorano sulla gestione del suolo, sulla biodiversità, sulla resilienza ai cambiamenti climatici e sulla progettazione dei sistemi agricoli del futuro».
Si tratta di un ruolo sempre più centrale in un’epoca in cui l’agricoltura è chiamata a confrontarsi con fenomeni complessi come il cambiamento climatico, la tutela della biodiversità e la necessità di garantire modelli produttivi sostenibili.
In questo contesto la formazione universitaria diventa uno degli strumenti fondamentali per accompagnare il territorio verso nuove prospettive di sviluppo.

Il rapporto tra università, professioni e imprese agricole
L’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della provincia di Lecce guarda con grande attenzione alla nascita del nuovo corso anche per il ruolo strategico che potrà svolgere nel rafforzare il rapporto tra università, professioni e imprese agricole.
Il dialogo tra mondo accademico e sistema produttivo è infatti sempre più importante per favorire l’innovazione nel settore agricolo. La ricerca scientifica, il trasferimento tecnologico e la formazione di nuovi professionisti rappresentano elementi fondamentali per accompagnare l’evoluzione del sistema agroalimentare.
In particolare, il nuovo percorso formativo potrà contribuire a formare tecnici e professionisti capaci di sostenere la trasformazione dell’agricoltura locale, valorizzando le risorse del territorio e promuovendo modelli produttivi più sostenibili.
Un segnale di futuro per il Salento
Per l’Ordine degli Agronomi di Lecce, la nascita del corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento rappresenta un segnale concreto di fiducia nel futuro del territorio.
«L’Ordine intende promuovere con sempre maggiore determinazione la cultura della formazione e dell’aggiornamento professionale. In un momento storico in cui l’agricoltura è chiamata ad affrontare sfide complesse, dal cambiamento climatico alla tutela della biodiversità, è fondamentale investire sulle competenze».
Centonze esprime inoltre apprezzamento per il lavoro che ha portato alla nascita del nuovo corso universitario: «Plauso alla tenacia del professor Pier Paolo Miglietta e alla lungimiranza della magnifica rettrice Maria Antonietta Aiello, che hanno voluto fortemente il corso di laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento».
Secondo il presidente dell’Ordine, il nuovo percorso accademico rappresenta «una opportunità importante per formare professionisti capaci di accompagnare la trasformazione del nostro sistema agricolo e contribuire alla rinascita del territorio».
Per il Salento, dunque, la nascita del corso di laurea non rappresenta soltanto un’iniziativa accademica, ma un passaggio strategico per trasformare la crisi della Xylella in un’occasione di innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze agricole del territorio.




