Vino, 30 milioni di euro alla Puglia: campagna 2026/2027

I vitigni di Tenute Lu Spada

Semplificazioni Ue, fondi Masaf e nuove regole di mercato: l’analisi di Coldiretti Puglia sul rilancio del settore vitivinicolo

di Antonio Portolano

Quasi 30 milioni di euro destinati al vino pugliese per la campagna 2026/2027 rappresentano il primo segnale concreto di una strategia più ampia di sostegno al comparto vitivinicolo, in una fase segnata da tensioni sui mercati internazionali e da un rallentamento dei consumi. Le risorse assegnate alla Regione Puglia dal decreto di riparto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste si inseriscono nel nuovo quadro europeo delineato dal pacchetto vino UE, recentemente approvato, che punta su semplificazione normativa, trasparenza e strumenti di gestione delle crisi.

Secondo quanto evidenziato da Coldiretti Puglia, l’ammontare complessivo delle risorse destinate al territorio regionale è pari a 29.991.520 euro, articolati in 7.238.671 euro per la promozione sui mercati dei Paesi terzi, 15.217.193 euro per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti, 6.890.486 euro per gli investimenti e 645.170 euro per la vendemmia verde.

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Il quadro europeo e la riforma del settore

L’intervento nazionale si colloca in un contesto europeo profondamente rivisto. Il pacchetto vino approvato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, successivamente all’accordo politico raggiunto nel dicembre scorso, recepisce molte delle istanze avanzate da Coldiretti a tutela di uno dei comparti simbolo del Made in Italy agroalimentare.

Il provvedimento introduce una riduzione strutturale degli oneri burocratici, favorendo una maggiore efficienza operativa delle imprese vitivinicole. Un aspetto ritenuto centrale in una fase di mercato complessa, aggravata dall’impatto dei dazi statunitensi e da una contrazione della domanda in alcuni mercati di riferimento.

Autorizzazioni, promozione e programmazione

Tra le novità di maggiore impatto figura il nuovo sistema di autorizzazioni vitivinicole, che grazie all’estensione delle tempistiche consente una programmazione più equilibrata delle superfici e degli investimenti, sia sotto il profilo agronomico sia commerciale. Una misura che riduce l’incertezza per le imprese e migliora la capacità di pianificazione nel medio periodo.

Il pacchetto europeo interviene anche sulla durata dei programmi di promozione, prevedendone il prolungamento. Un elemento che rafforza la coerenza con le risorse destinate dal Masaf alla promozione sui mercati dei Paesi terzi, sostenendo in modo più strutturale l’export dei vini italiani e pugliesi.

Etichettatura dei vini dealcolati e strumenti di crisi

Di particolare rilievo è l’intervento sull’etichettatura dei vini dealcolati, con una definizione più chiara delle diciture «senza alcol» e «ridotto alcol». Il nuovo assetto normativo delimita ambiti e contenuti, garantendo maggiore trasparenza informativa e riducendo il rischio di ambiguità per i consumatori e di distorsioni per i produttori.

Accanto a questo, il pacchetto introduce misure di crisi valide per tutti gli Stati membri, attivabili a discrezione dei singoli Paesi in presenza di situazioni di mercato particolarmente critiche. Uno strumento che amplia il perimetro di intervento pubblico a tutela della stabilità del settore.

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Il peso economico del vino italiano

Coldiretti sottolinea come le nuove regole dovranno ora essere accompagnate da un’adeguata dotazione finanziaria nelle future politiche europee, affinché le misure previste possano tradursi in strumenti realmente efficaci nelle aziende agricole. Il comparto vitivinicolo italiano rappresenta uno dei pilastri dell’economia agroalimentare nazionale, con un fatturato complessivo pari a 14,5 miliardi di euro.

Il settore coinvolge 241mila imprese viticole, distribuite su una superficie di 681mila ettari, con Veneto, Sicilia e Puglia ai primi posti per estensione. Il 78% della superficie vitata, pari a circa 532mila ettari, è destinato alle Indicazioni Geografiche, di cui 65% Dop e 14% Igp, a cui si affianca una biodiversità senza eguali, con 570 varietà indigene autoctone.

Le ricadute per la Puglia

In questo scenario, per Coldiretti Puglia l’assegnazione delle risorse del Masaf e l’approvazione del pacchetto vino UE rappresentano un passaggio strategico per il rafforzamento del sistema vitivinicolo regionale, sostenendo investimenti, qualità produttiva e capacità di risposta alle tensioni dei mercati internazionali. Un percorso che conferma il ruolo del vino come asset economico centrale per il territorio pugliese.