Accordo di programma, occupazione e riconversione industriale al centro della crisi dello stabilimento Eni Versalis di Brindisi
di Antonio Portolano
La vertenza Eni Versalis di Brindisi torna al centro del confronto politico e istituzionale. Il Movimento 5 Stelle ribadisce il proprio impegno a tutela dei lavoratori diretti e dell’indotto, chiedendo risposte concrete al Governo, garanzie occupazionali e un vero piano di riconversione industriale sostenibile per l’area industriale brindisina.
La protesta dei lavoratori e l’incontro con il M5S
La mobilitazione dei lavoratori delle ditte appaltatrici dello stabilimento Eni Versalis di Brindisi si è svolta davanti al Consiglio regionale della Puglia, dove una delegazione del Movimento 5 Stelle ha incontrato i manifestanti. Alla presenza della capogruppo regionale Maria La Ghezza, del vicepresidente del M5S Mario Turco e del coordinatore regionale Leonardo Donno, il Movimento ha ribadito di seguire la vertenza «da tempo e a tutti i livelli».
«La vertenza dei lavoratori dello stabilimento Eni Versalis di Brindisi è da tempo seguita dal M5S, a tutti i livelli. Un impegno, quello per la tutela dei posti di lavoro, per cui continuiamo a chiedere risposte al Governo».
Certezze occupazionali e tavolo di concertazione
Al centro delle richieste dei lavoratori vi è la necessità di ottenere certezze sul futuro occupazionale. Secondo Maria La Ghezza, è indispensabile avviare un confronto strutturato tra istituzioni, parti sociali e Regione.
«Parliamo di lavoratori che chiedono di poter avere certezze sul futuro. Siamo assolutamente favorevoli alla loro richiesta di convocare un tavolo di concertazione con le istituzioni e la Task Force regionale per l’occupazione e per riscrivere il protocollo d’intesa siglato al Ministero nel 2024, ormai del tutto inadeguato».
Il protocollo esistente, secondo il M5S, non è più in grado di rispondere alla situazione attuale dello stabilimento né di garantire una prospettiva industriale credibile.

Il nodo della riconversione industriale e della chimica sostenibile
Uno dei punti centrali della vertenza riguarda l’assenza di un piano di riconversione industriale coerente con gli obiettivi di transizione ecologica. Lo stabilimento, secondo il Movimento, continua a pagare il mancato avvio di un progetto industriale alternativo.
«Lo stabilimento sconta l’assenza di un piano di riconversione industriale “verde”, dal momento che il progetto di chimica sostenibile, annunciato dal governo Meloni da anni, non si è mai tradotto in investimenti concreti e nuovi insediamenti produttivi».
Accordo di programma per Brindisi e tutela delle competenze
Per il Movimento 5 Stelle, la soluzione passa da un accordo di programma per la città di Brindisi, capace di unire politiche industriali, tutela occupazionale e innovazione ambientale.
«Non si può perdere ulteriore tempo: è necessario pensare a un accordo di programma per la città di Brindisi, con un cronoprogramma ben definito per una riconversione ecologica innovativa che tuteli i lavoratori e le loro competenze».
Un passaggio fondamentale riguarda anche la formazione. Il M5S sottolinea l’importanza di percorsi di formazione e riqualificazione professionale, da sviluppare in collaborazione con università e ITS, per accompagnare i lavoratori verso nuovi profili industriali.
Le ricadute territoriali e il rischio occupazionale
La vertenza Versalis si inserisce in un contesto più ampio di crisi industriale che coinvolge l’intero territorio brindisino. Secondo Maria La Ghezza, le vertenze aperte sono numerose e il rischio occupazionale è elevato.
«A Brindisi ci sono diverse vertenze aperte di cui dobbiamo occuparci per evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro, con ricadute occupazionali pesantissime».
Le interrogazioni parlamentari e il silenzio del Governo
Sul fronte parlamentare interviene il vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, che richiama le iniziative già intraprese in Parlamento.
«Sulla vertenza Versalis di Brindisi ho presentato interrogazioni parlamentari per chiedere garanzie occupazionali e un vero piano di riconversione industriale».
Turco denuncia l’assenza di risposte da parte del Governo.
«Il silenzio del Ministro Urso è grave e inaccettabile: ignorare il Parlamento significa ignorare i lavoratori e il futuro di un territorio».
Secondo il M5S, senza investimenti concreti nella chimica sostenibile e senza un accordo di programma, Brindisi rischia di pagare ancora una volta l’assenza di una politica industriale strutturata.
La crisi dell’area industriale secondo Leonardo Donno
Il deputato e coordinatore regionale Leonardo Donno amplia l’analisi alla situazione complessiva dell’area industriale brindisina.
«È fondamentale occuparsi della crisi dell’area industriale che coinvolge Brindisi. Il governo e i ministri competenti non possono restare immobili di fronte a un calo progressivo della produzione industriale che sta mettendo il comparto in ginocchio».
Donno parla di un’assenza istituzionale che aggrava una situazione già critica.

Il sostegno del Movimento a livello locale
A confermare la presenza del Movimento 5 Stelle anche sul territorio è il capogruppo al Comune di Brindisi, Roberto Fusco.
«Ogni silenzio da parte dei rappresentanti del Governo è colpevole».
Fusco ribadisce il sostegno del Movimento ai lavoratori diretti e indiretti delle aziende operanti nel comparto petrolchimico, sottolineando la necessità di un’azione coordinata tra livello nazionale, regionale e locale.
Una vertenza aperta che riguarda il futuro di Brindisi
La vertenza Eni Versalis Brindisi resta dunque un nodo centrale per il futuro industriale del territorio. Per il Movimento 5 Stelle, la partita si gioca sulla capacità del Governo di passare dagli annunci agli investimenti, garantendo occupazione, riconversione ecologica e prospettive industriali reali.




