CISL e FEMCA CISL valutano positivamente i progetti di transizione energetica di ENI tra Brindisi e Taranto
A proposito di transizione energetica e sviluppo industriale sostenibile, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Luigi Spinzi e Marcello De Marco, rispettivamente segretario generale territoriale CISL e segretario generale territoriale Femca CISL.
di Luigi Spinzi
di Marcello De Marco
La transizione energetica di ENI tra Brindisi e Taranto
Le segreterie territoriali della CISL e della FEMCA CISL prendono atto di come la transizione del business di ENI verso l’energia sostenibile stia divenendo realtà a Brindisi e a Taranto, grazie a Eni Storage Systems, joint venture nata da un accordo con Seri Industrial per la produzione di batterie e per l’economia circolare legata al riciclo, e a Eni Industrial Evolution S.p.A., società che raggruppa le attività di trasformazione industriale tradizionale come le raffinerie.

Il progetto Eni Storage Systems a Brindisi
Eni Storage Systems ha avviato la propria operatività per la realizzazione, a Brindisi, di quattro impianti per la produzione di oltre 8 GWh annui di batterie, destinate prevalentemente ad accumuli stazionari di energia elettrica. Il progetto è nella fase di ingegneria e di valutazione economica, finanziaria e autorizzativa, con l’obiettivo di procedere successivamente alla fase esecutiva.
A Brindisi Eni Storage Systems realizzerà una Gigafactory, riconvertendo l’area del polo chimico per produrre batterie al litio-ferro-fosfato destinate all’assemblaggio delle batterie in sistemi BESS, fondamentali per lo sviluppo delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di creare 1.300 posti di lavoro e rilanciare l’economia locale.
In prospettiva, nel sito di Brindisi si aggiungerà anche l’attività di riciclo delle batterie che, insieme alla produzione della materia attiva catodica, sarà disponibile anche per altri operatori del settore. Seri Industrial ed ENI aspirano a conquistare oltre il 10 per cento del mercato europeo delle batterie stazionarie, creando un polo integrato tra Brindisi e Teverola all’avanguardia, orientato alla sostenibilità e alla transizione energetica.
Occupazione e compatibilità sociale della transizione
«Valutiamo positivamente questi segnali, che cominciano a dare corpo a quanto abbiamo sempre rivendicato, ovvero la compatibilità sociale della transizione energetica in questo territorio che riscriverà la propria storia anche industriale a condizione che sia salvaguardata l’attuale occupazione di lavoratrici e lavoratori diretti e dei settori appalto e indotto, non escludendo percorsi di formazione professionale e di riqualificazione in nuove competenze».

Continua a dimostrarsi efficace l’approccio partecipativo alle singole questioni e il coinvolgimento degli stessi lavoratori, oltre che di istituzioni e aziende, agendo con pragmatismo, rifuggendo da qualsivoglia opzione ideologica e privilegiando il dialogo sociale.
La raffineria di Taranto e le prospettive industriali
Per quanto riguarda Taranto, la raffineria rientra nelle competenze di Eni Industrial Evolution S.p.A., veicolo societario nel quale il gruppo ha concentrato raffinerie, depositi, oleodotti e partecipazioni, accompagnando la graduale trasformazione dai combustibili fossili ai biocarburanti e confermando la continuità produttiva, indispensabile nell’attuale fase evolutiva dei processi.
«Risulta in fase di elaborazione, per il territorio ionico, un progetto legato alla produzione di idrogeno che ENI sarebbe propensa a sviluppare nei prossimi anni e che aprirebbe a nuovi sviluppi positivi, considerando che i dipendenti diretti della raffineria sono 400 e che altri 800 sono legati all’indotto».
Si tratta di un tessuto industriale che viene ritenuto necessario implementare con occupazione aggiuntiva, in un’area segnata da vertenze a carattere nazionale ma che intende confermare uno sviluppo sostenibile e coerente con la propria lunga storia industriale.




