Nel 2025 il Centro recupero fauna selvatica della riserva di Torre Guaceto ha soccorso 145 esemplari. L’uomo la principale causa di ricovero
di Antonio Portolano
Torre Guaceto, 145 animali soccorsi in un anno
Il Centro recupero fauna selvatica della riserva di Torre Guaceto, in provincia di Brindisi, ha soccorso 145 animali nel corso dell’ultimo anno, tra uccelli e mammiferi trovati in difficoltà sul territorio. Gli interventi sono stati effettuati dal personale del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, attivo con presidio operativo continuativo nell’area protetta. Il dato emerge dal report annuale della struttura, che rappresenta un presidio fondamentale per la tutela della biodiversità nell’Alto Salento. Tra le principali cause di ricovero si conferma l’impatto delle attività umane, responsabile della quota più alta dei casi registrati.

Il contesto della riserva e il ruolo del centro fauna
La Riserva naturale statale e area marina protetta di Torre Guaceto, situata lungo la costa adriatica della provincia di Brindisi, rappresenta uno dei principali ecosistemi naturali della Puglia. L’area protetta è gestita dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, che oltre alla tutela ambientale coordina attività di monitoraggio della fauna, recupero degli animali in difficoltà e sensibilizzazione del pubblico.
All’interno di questo sistema opera il Centro territoriale di prima accoglienza per la fauna selvatica omeoterma, struttura dedicata al recupero e alla riabilitazione di animali feriti o in pericolo. Il centro interviene su segnalazione di cittadini, volontari, enti locali e forze dell’ordine, attivando una rete di recupero che copre gran parte del territorio dell’Alto Salento.
«Dal 2019 al 2025 il centro territoriale di prima accoglienza ha accolto quasi 700 animali in pericolo di vita», ha spiegato Rocky Malatesta, presidente del Consorzio di Gestione di Torre Guaceto. «La presenza costante sul territorio e la rapidità degli interventi hanno determinato un aumento significativo delle segnalazioni. Nel 2025 si è registrata una crescita superiore al 240%».

I numeri del 2025: specie e risultati dei soccorsi
Nel corso dell’ultimo anno il centro fauna ha preso in carico 145 animali selvatici, suddivisi tra:
- 113 uccelli
- 32 mammiferi
Il bilancio delle cure evidenzia risultati significativi sul fronte del recupero:
- 98 animali sono stati curati e reintrodotti nel loro habitat naturale
- 34 esemplari non sono sopravvissuti nonostante le cure
- i restanti sono ancora in riabilitazione oppure sono stati trasferiti al centro di riferimento regionale per lungodegenze a Bitetto, in provincia di Bari.
Le specie più frequentemente ricoverate riflettono la composizione della fauna presente negli ambienti rurali e costieri dell’area brindisina.
Tra le più comuni figurano:
- riccio europeo, con il 17,93% dei ricoveri
- passera d’Italia, con il 13,79%
- rondone, con l’11,72%
Non mancano inoltre rapaci e mammiferi selvatici, tra cui anche le volpi, spesso coinvolte in incidenti o in situazioni di contatto con attività antropiche.
Il territorio coinvolto negli interventi
Il Centro recupero fauna della riserva di Torre Guaceto svolge un ruolo di riferimento sanitario per numerosi comuni della provincia di Brindisi.
La maggior parte degli animali soccorsi proviene dai territori di:
- Brindisi
- Carovigno
- Mesagne
- San Vito dei Normanni
Si tratta delle aree territorialmente più estese, dove la presenza di infrastrutture, aree agricole e centri abitati aumenta la probabilità di incontri tra animali selvatici e attività umane.
Il centro rappresenta inoltre il punto sanitario di riferimento per i comuni di:
Brindisi, Carovigno, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni e Torchiarolo.

Riabilitazione e reintroduzione nella riserva
Uno degli elementi più importanti per il successo del recupero riguarda la riabilitazione nello stesso contesto ambientale in cui avverrà la reintroduzione in natura.
Per questo motivo il centro fauna è situato nel cuore della riserva di Torre Guaceto, immerso nella macchia mediterranea. Questa collocazione permette agli animali di adattarsi progressivamente alle condizioni dell’ambiente naturale.
Il periodo di acclimatamento consente agli esemplari di:
- riattivare i comportamenti naturali
- riconoscere il territorio circostante
- recuperare le capacità di caccia e alimentazione.
Secondo quanto osservato dagli operatori del centro, alcuni animali appena reintrodotti possono inizialmente incontrare difficoltà nel procacciarsi il cibo. In questi casi tornano temporaneamente nelle aree vicine alle voliere di riabilitazione, dove il Consorzio ha predisposto punti di alimentazione.
Questo sistema permette agli animali di recuperare gradualmente autonomia, fino a tornare a nutrirsi e a muoversi completamente in libertà nel territorio della riserva.
Le cause dei ricoveri: l’impatto delle attività umane
L’analisi delle cause di ricovero evidenzia il peso crescente delle attività umane sulla fauna selvatica.
Le percentuali registrate dal centro mostrano che:
- 37,93% dei ricoveri è legato direttamente o indirettamente all’azione dell’uomo
- 35,55% riguarda cause non determinate
- 25,52% è attribuibile a processi naturali
Tra i fattori più frequenti rientrano incidenti stradali, collisioni con edifici o infrastrutture, perdita di habitat e disturbo durante i periodi di nidificazione.
Il centro registra ingressi durante tutti i mesi dell’anno, ma con una marcata prevalenza tra maggio e giugno, periodo in cui molte specie affrontano la fase riproduttiva e i giovani esemplari risultano più esposti ai rischi.

Il ruolo dei cittadini nel soccorso della fauna
Una parte significativa degli interventi nasce dalle segnalazioni dei cittadini, che rappresentano un elemento fondamentale della rete di soccorso.
Chiunque trovi un animale selvatico ferito o in difficoltà può contattare direttamente il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto al numero 335 523 0215, attivando il recupero da parte degli operatori della riserva.
La collaborazione tra comunità locale e struttura di recupero consente di intervenire rapidamente e aumentare le probabilità di sopravvivenza degli animali.
Prospettive per la tutela della biodiversità
L’attività del centro fauna della riserva di Torre Guaceto evidenzia come il recupero e la riabilitazione degli animali selvatici siano diventati strumenti sempre più importanti nelle politiche di conservazione.
L’aumento delle segnalazioni registrato negli ultimi anni riflette da un lato una crescente sensibilità ambientale dei cittadini, dall’altro l’impatto crescente delle attività umane sugli ecosistemi naturali.
In questo contesto il Centro recupero fauna selvatica di Torre Guaceto, gestito dal Consorzio dell’area protetta, continua a svolgere un ruolo strategico per la tutela della fauna dell’Alto Salento e per la salvaguardia degli equilibri ecologici lungo la costa della provincia di Brindisi.
Grazie al lavoro degli operatori e alla collaborazione del territorio, ogni animale recuperato e reintrodotto in natura rappresenta un tassello concreto nella difesa della biodiversità locale.




