Il progetto Spoke 6 della Fondazione FAIR e Università di Bari sviluppa un’AI simbiotica per medicina, scuola, PA e vita quotidiana
A proposito di intelligenza artificiale, riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Fabiano Amati, consigliere e assessore regionale al Bilancio.
di Fabiano Amati
«Nel mondo si sta discutendo, a Bari si sta facendo. Uomo e macchina evolveranno assieme e sarà meraviglia in medicina, scuola, PA e vita quotidiana».
Il progetto Spoke 6 – Symbiotic AI
«Si chiama Spoke 6 – Symbiotic AI, il progetto della Fondazione FAIR guidato dall’Università di Bari e coordinato da Giovanni Semeraro e Donato Malerba.
Il progetto, che si concluderà nel 2026, punta a offrirci sistemi d’intelligenza artificiale capaci di stabilire una simbiosi con l’uomo, integrandosi nei nostri processi cognitivi e creativi».
Un nuovo paradigma di coevoluzione
«Cosa significa in concreto? Significa che non useremo più l’AI come un semplice strumento esterno – come un martello che resta sempre martello, o un computer che resta sempre computer – ma come un partner che cresce con noi.
Più la utilizziamo, più lei si adatta ai nostri bisogni; più noi impariamo, più lei apprende. È un processo di coevoluzione: l’uomo modella l’AI con dati, regole e valori, mentre l’AI modella l’uomo offrendogli nuove possibilità di conoscenza, creatività e decisione».

Applicazioni in medicina, scuola, PA e vita quotidiana
«Gli ambiti di applicazione sono enormi. In medicina, significa avere piattaforme che anticipano diagnosi e terapie personalizzate, aiutando i medici a scegliere meglio.
Nella scuola e nell’università, vuol dire percorsi di apprendimento cuciti su misura, capaci di adattarsi al passo e alle attitudini di ogni studente.
Nella pubblica amministrazione, strumenti che rendono più veloci e trasparenti decisioni e servizi.
Nella vita quotidiana, assistenti intelligenti che non solo rispondono, ma imparano a prevedere i nostri bisogni e a stimolare la nostra creatività».
Una nuova forma di autonomia condivisa
«Non è perdita di autonomia, ma una forma nuova e più alta di autonomia. È come una danza: un passo noi, un passo l’AI, fino a costruire insieme una nuova specie sociale e culturale».
Puglia protagonista dell’innovazione AI
«Nel mondo si discute se tutto questo sia possibile. Da noi, in Puglia, lo stiamo già tarando e testando nei suoi effetti positivi.
È la differenza tra restare spettatori e scegliere di essere protagonisti della nuova evoluzione: uomini + AI, non più separati, ma uniti nella stessa crescita».




