Specializzandi non medici, ora risposte concrete

Specializzandi, la mobilitazione nazionale a Roma del 24 maggio 2026 in piazza Santi Apostoli

ABIFB, L.A.Psi e ReNaSFO chiedono di sbloccare l’anno accademico 2025-2026, garantire sostegni economici e superare le disparità nel SSN

di Antonio Portolano

Non basta riconoscere il problema. Servono atti capaci di sbloccare le scuole, garantire un sostegno economico adeguato e superare la distanza che ancora separa gli specializzandi medici da biologi, psicologi, farmacisti e dagli altri professionisti dell’area sanitaria non medica.

È questo il cuore della lettera sottoscritta da ABIFB – Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi, L.A.Psi – Libera Associazione Psicologi e ReNaSFO ETS – Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera e inviata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Università e della Ricerca, al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alle altre istituzioni competenti.

Le tre associazioni chiedono risposte su quattro questioni decisive: il completamento dell’iter necessario per avviare regolarmente l’anno accademico 2025-2026, il superamento delle disparità tra specializzandi medici e non medici, l’introduzione di un sostegno economico proporzionato al ruolo svolto nel Servizio Sanitario Nazionale e l’apertura di una riforma capace di riconoscere pari dignità professionale a tutte le categorie sanitarie coinvolte.

Una lettera costruita con gli specializzandi

Il documento non nasce soltanto dal confronto tra i vertici delle associazioni. Alla sua elaborazione hanno partecipato anche aspiranti specializzandi e professionisti delle diverse categorie, coinvolti nella discussione dei contenuti, nella revisione delle proposte e nella definizione del testo finale.

La lettera raccoglie così istanze maturate direttamente nei percorsi universitari e professionali. Il nodo non riguarda soltanto la disponibilità delle borse di studio, ma la possibilità stessa di programmare il proprio futuro formativo e lavorativo senza restare sospesi tra bandi bloccati, risorse incerte e regole differenti rispetto ai colleghi medici.

La formazione specialistica rappresenta infatti il passaggio necessario per accedere a numerose funzioni della dirigenza sanitaria. Ritardi e vuoti normativi finiscono quindi per incidere non soltanto sui singoli professionisti, ma sulla capacità del sistema sanitario di formare e inserire competenze indispensabili nei laboratori, nelle farmacie ospedaliere, nei servizi psicologici e nelle altre strutture del Servizio Sanitario Nazionale.

Marco Giaimis, Presidente dell’Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi

Il Dpcm è un primo passo, ma non risolve i nodi

Il confronto si concentra anche sul Dpcm approvato il 20 febbraio 2026 e pubblicato dal Ministero dell’Università e della Ricerca il 20 maggio, relativo alla ripartizione tra le università dei fondi destinati alle borse degli specializzandi dell’area sanitaria non medica. Il provvedimento viene riconosciuto dalle associazioni come un primo segnale di attenzione, ma non come una soluzione sufficiente. vigilia della manifestazione nazionale del 24 maggio, le organizzazioni avevano segnalato criticità interpretative e operative. Tra queste, il limite reddituale di 7.750 euro lordi annui e l’assenza di indicazioni chiare sul riparto delle risorse per chi dovrebbe iniziare la specializzazione nell’anno accademico 2025-2026. Una condizione che, secondo le associazioni, rischia di prolungare l’incertezza e di lasciare alle singole università la scelta se attivare o meno i nuovi cicli in attesa di ulteriori provvedimenti. o su questo punto che la nuova iniziativa istituzionale assume valore. La richiesta non è più soltanto quella di reperire risorse, ma di costruire un quadro stabile, prevedibile e uniforme. Le scuole devono poter programmare l’offerta formativa, mentre gli aspiranti specializzandi devono conoscere tempi, condizioni economiche e modalità di accesso prima di iniziare un percorso impegnativo e professionalizzante.

Giulia Matranga, presidente di ReNaSFO ETS – Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera

Dalla manifestazione del 2024 alla piazza del 2026

La lettera rappresenta un nuovo passaggio di una mobilitazione avviata da tempo. Uno dei primi momenti unitari risale alla manifestazione nazionale del 23 marzo 2024, organizzata congiuntamente da ABIFB, L.A.Psi e ReNaSFO ETS per portare al centro del dibattito pubblico la formazione specialistica e i diritti degli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche.

Quel percorso è proseguito il 24 maggio 2026 con la mobilitazione nazionale organizzata a Roma, in piazza Santi Apostoli, da ABIFB e L.A.Psi, con la partecipazione attiva di ReNaSFO ETS, FASSID, Federprofessioni, SIVeMP e AIFM Giovani. La manifestazione ha riunito associazioni e rappresentanze di biologi, psicologi, farmacisti, veterinari, fisici medici e altri professionisti interessati dal sistema delle specializzazioni sanitarie non mediche. dicazioni hanno riguardato la certezza e l’adeguatezza delle borse, lo sblocco delle scuole, il superamento delle disparità tra professioni e il riconoscimento del ruolo che gli specializzandi svolgono nella sanità pubblica. La mobilitazione non è stata considerata un episodio isolato, ma l’avvio di una fase più strutturata di pressione e interlocuzione istituzionale. onfronto con Parlamento e Governo

Negli ultimi anni le associazioni hanno affiancato alla mobilitazione pubblica un confronto costante con il Parlamento e con le istituzioni nazionali.

Le interlocuzioni hanno coinvolto il senatore Andrea Crisanti, la deputata Marianna Ricciardi e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. L’obiettivo è stato mantenere alta l’attenzione politica sulla necessità di garantire tutele economiche, formative e professionali agli specializzandi dell’area sanitaria non medica. è approdato anche in Senato attraverso atti di sindacato ispettivo che hanno richiamato il ritardo nell’attuazione delle misure, il blocco dei bandi e le conseguenze per gli specializzandi già iscritti o ancora in attesa di accedere alle scuole. lettera chiede ora che quel confronto produca decisioni verificabili. Il rischio, in assenza di un intervento tempestivo, è che il riconoscimento formale del problema non si traduca in un sistema realmente accessibile, sostenibile e uniforme sul territorio nazionale.

Sebastiano Musolino presidente LAPsi, Libera Associazione Psicologia

«La lettera non è un punto di arrivo»

«Questa lettera non rappresenta un punto di arrivo, ma una delle iniziative che le nostre associazioni stanno portando avanti in maniera condivisa per garantire il pieno riconoscimento dei diritti degli specializzandi dell’area sanitaria non medica».

Lo dichiarano congiuntamente Marco Giaimis, presidente dell’ABIFB – Associazione dei Biologi Italiani e dei Futuri Biologi, Sebastiano Musolino, presidente della L.A.Psi – Libera Associazione Psicologi, e Giulia Matranga, presidente di ReNaSFO ETS – Rete Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera.

Il messaggio rivolto alle istituzioni tiene insieme disponibilità al dialogo e determinazione nel proseguire la mobilitazione.

«Continueremo a collaborare con spirito costruttivo con le Istituzioni, convinti che il rafforzamento della formazione specialistica rappresenti un investimento strategico per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Al tempo stesso, proseguiremo il percorso di tutela e rappresentanza delle professioni sanitarie non mediche, promuovendo ogni ulteriore iniziativa istituzionale che si renderà necessaria per conseguire gli obiettivi condivisi».

La questione supera dunque la dimensione di una singola categoria. Formare adeguatamente biologi, psicologi, farmacisti, veterinari, chimici, fisici e gli altri professionisti sanitari significa rafforzare strutture, servizi e competenze del sistema pubblico. È su questa relazione tra diritti degli specializzandi e futuro del Servizio Sanitario Nazionale che ABIFB, L.A.Psi e ReNaSFO ETS chiedono ora al Governo di passare dai primi segnali alle risposte concrete.