La startup presenta la tecnologia Soleidon accanto ai big dell’energia italiana e apre un round SEED da 7 milioni con leva pubblica 3:1
di Antonio Portolano
BRINDISI – Green Independence, startup pugliese attiva nello sviluppo di tecnologie decentralizzate per la produzione di energia pulita, acqua depurata e idrogeno verde, sarà tra i protagonisti della prima edizione di “I Colori dell’Energia – Transition and Supply Chain”, evento promosso da Confindustria, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, della Regione Puglia e di DITNE – Distretto Tecnologico Nazionale sull’Energia.
L’azienda, punto di riferimento nel panorama cleantech italiano, si prepara a presentare Soleidon, la sua tecnologia più innovativa, e ad annunciare la realizzazione del primo impianto pilota industriale e l’apertura di un round SEED da 7 milioni di euro.

Due interventi accanto ai grandi player dell’energia
Durante l’evento, Green Independence sarà presente con due interventi nei talk tematici dedicati alla transizione energetica.
Marta Pisani, co-founder e COO, interverrà il 9 ottobre alle 16 nel panel “Rinnovabili e sicurezza energetica: finalmente insieme”, accanto a ENI, ENEL, A2A, Edison, Ferrovie dello Stato e Regione Puglia.
Alessandro Monticelli, founder e CEO, parteciperà invece l’11 ottobre alle ore 11:30 nel talk “Idrogeno: dalla bolla mediatica a protagonista del mix energetico del Paese e dell’Europa”, insieme a Edison, Acquedotto Pugliese, Isotta Fraschini Motori, Regione Puglia, ENEA e DITNE.
Oltre ai panel, la startup sarà presente con uno stand dedicato, dove sarà esposto il prototipo di Soleidon, un pannello solare multifunzionale capace di produrre energia elettrica e desalinizzare acqua marina.

Soleidon: il pannello solare che produce anche acqua pulita
Soleidon rappresenta una delle più interessanti innovazioni del settore: recuperando il calore dissipato dai pannelli fotovoltaici, triplica lo sfruttamento dell’energia solare e trasforma la desalinizzazione da processo energivoro a processo energeticamente positivo.
A titolo comparativo, mentre i sistemi tradizionali di osmosi inversa consumano circa 5 kWh per desalinizzare un metro cubo d’acqua, Soleidon è in grado di produrre fino a 100 kWh di energia elettrica mentre desalinizza la stessa quantità, con un bilancio energetico decisamente favorevole.
Dopo la presentazione del prototipo avvenuta a marzo, Green Independence sta realizzando il primo impianto pilota industriale presso un cliente, con inaugurazione prevista per l’inizio del 2026. È il primo di una serie di progetti pilota già programmati per il prossimo anno, segnale della rapida transizione dalla fase di sviluppo alla produzione industriale.
Un round SEED da 7 milioni e una leva pubblica 3:1
Per sostenere la nuova fase di industrializzazione, l’azienda ha aperto un round SEED da 7 milioni di euro, suddiviso in due tranche da 2 milioni e 5 milioni di euro, destinato a fondi VC, family office, investitori istituzionali e partner industriali. Il round si aggiunge ai 2,5 milioni già raccolti in pre-seed tra equity privata e grant pubblici.
A consolidare la capacità finanziaria di Green Independence contribuisce l’ammissibilità a un finanziamento PIA della Regione Puglia per 7,5 milioni di euro, di cui 5,2 milioni a fondo perduto. Il progetto prevede un meccanismo di leva 3:1 tra capitale privato e fondi pubblici, in grado di triplicare il valore effettivo degli investimenti e ridurne il rischio.
Alessandro Monticelli spiega: «È un modello innovativo, trasparente e replicabile. Grazie a una clausola condizionata, l’investitore conferma l’interesse, ma versa il capitale solo se la leva pubblica viene garantita. Questo consente di trasformare ogni euro investito in tre euro reali di capacità di spesa a supporto dell’industrializzazione della nostra tecnologia».

Marta Pisani aggiunge: «Con questo modello possiamo colmare il gap tra l’Italia e i grandi ecosistemi globali dell’innovazione, come Stati Uniti, Cina o Germania, dove il capitale di rischio è più abbondante. Usare la finanza pubblica come leva competitiva è la nostra risposta strategica per restare rilevanti a livello globale».
Monticelli conclude: «Siamo estremamente soddisfatti della fiducia ricevuta, sia da investitori privati – come Fondo H2 della famiglia Fagioli e So.firis, fondo promosso da una delle famiglie fondatrici di PLT Energia – sia da investitori istituzionali come Scientifica Venture Capital, Plug and Play e CDP Venture Capital. L’innovazione non basta per competere in un mercato globale: serve renderla scalabile, accessibile e sostenibile».
Tecnologia NAL e partnership strategiche
Alla base del progetto c’è la tecnologia New Artificial Leaf (NAL), che unisce Soleidon al Modulo Elettrochimico in sviluppo. Il sistema sfrutta l’energia solare per generare elettricità, purificare acqua e produrre idrogeno verde a costi competitivi, garantendo funzionalità off-grid anche nelle aree più remote.
Green Independence collabora con Politecnico di Torino e CETMA per ricerca, prototipazione e industrializzazione, e con i partner industriali Athena e 3Motive per la certificazione e la scalabilità produttiva.
Il sostegno istituzionale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Puglia conferma il valore strategico della tecnologia NAL per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità nazionali ed europei.
Con un mercato potenziale stimato oltre 800 miliardi di dollari, la strategia di ingresso di Green Independence si concentra inizialmente sull’Europa, dove la startup ha già siglato lettere d’intenti con Snam, Acquedotto Pugliese, Italgas, Acea, Siram Veolia e 3Sun (Enel Green Power), a dimostrazione dell’interesse industriale verso la sua tecnologia.

Verso una rivoluzione energetica decentralizzata
Con la visione di una “rivoluzione decentralizzata” e sostenibile, Green Independence punta a rendere energia e acqua accessibili a tutti, superando i limiti geografici e infrastrutturali.
Grazie a un modello che unisce innovazione tecnologica, finanza pubblico-privata e partnership strategiche, la startup pugliese si posiziona tra le realtà cleantech più promettenti in Europa, contribuendo in modo concreto alla transizione energetica e alla sicurezza delle risorse idriche.




