SNIM, Valditara: «Formazione chiave per la nautica»

Il presidente dello Snim Giuseppe Meo col ministro Giuseppe Valditara e le istitutuzioni

A Brindisi oltre 1.200 studenti per la giornata dedicata alla formazione e al lavoro tra scuola, ITS e imprese

di Antonio Portolao

«La formazione è la chiave per sostenere la crescita della nautica e offrire ai giovani lavoro qualificato e ben retribuito».
Con queste parole il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha aperto il convegno “Rotta verso il futuro – Opportunità di lavoro nella cantieristica navale”, nella giornata che lo SNIM 2025 – Salone Nautico di Puglia ha dedicato interamente alla formazione, alla blue economy e alle nuove professioni del mare.

Accanto a lui, l’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Sebastiano Leo, ha ribadito la centralità delle politiche educative e dell’integrazione tra mondo della scuola e impresa: «Abbiamo creduto nella formazione perché è il vero ponte tra scuola, ITS e impresa, ed è ciò che può garantire qualità, competenze e futuro alla nautica pugliese e nazionale».

Brindisi in festa per la giornata dei giovani allo SNIM 2025

Brindisi, 10 ottobre. Una mattinata di sole limpido e un’aria vivace accolgono studenti, docenti e professionisti alla Fiera di Brindisi per la giornata che lo SNIM 2025 dedica ai giovani e alla formazione.
Fin dalle prime ore, i viali del porto si riempiono di energia: oltre 1.200 studenti provenienti da istituti tecnici e professionali del territorio si muovono curiosi tra stand, laboratori e simulatori di bordo, osservando da vicino i mestieri della nautica e le tecnologie che stanno ridisegnando il futuro del mare.

Nel padiglione principale, gremito di studenti e operatori, si svolge il convegno Rotta verso il futuro – Opportunità di lavoro nella cantieristica navale, organizzato con la collaborazione di Regione Puglia, Confindustria Nautica, ITS Academy, ARTI Puglia e del network “ForMare per il Mare”.
A moderare l’incontro è il giornalista Maurizio Bulleri.
Tra gli interventi si sono alternati Anna Cammalleri, consigliera del Presidente per le Politiche Integrate, Giuseppe Meo, presidente dello SNIM, Vincenzo Poerio, presidente del Gruppo Formazione di Confindustria Nautica, e Nicolò Berghinz, Responsabile Sviluppo, Relazioni Esterne e Public Affairs di ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile, che ha posto l’accento sull’importanza della sinergia tra trasporti, logistica e cantieristica come pilastri della blue economy.

Un contributo, quello di ALIS, che ha sottolineato la necessità di valorizzare la formazione tecnica e la collaborazione tra sistemi logistici e produttivi del mare, evidenziando come la crescita della nautica passi anche dalla capacità di integrare infrastrutture, portualità e professionalità qualificate.

Valditara: «Nautica italiana copre il 50% del mercato mondiale degli yacht»

Davanti a una platea composta da centinaia di studenti, docenti e imprenditori, il Ministro Valditara ha voluto sottolineare con chiarezza il peso economico della nautica italiana e le criticità che la formazione deve contribuire a superare.

«La formazione è fondamentale in un settore come quello della nautica, che oggi vive una fase di straordinario sviluppo a livello nazionale. La nautica italiana ha infatti raggiunto un traguardo storico, con un fatturato globale di 8 miliardi e 400 milioni di euro. È un comparto che copre il 50% del mercato mondiale degli yacht, che conta 32 mila occupati diretti e una filiera complessiva da 200 mila lavoratori».

Il Ministro ha ricordato come l’Italia detenga la leadership mondiale nella produzione di imbarcazioni da diporto sopra i 24 metri, «un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo». Ma ha anche avvertito che dietro questi numeri straordinari si nasconde una criticità crescente: la carenza di manodopera specializzata.
«Secondo le stime delle imprese associate, nel 2025 si registra una carenza di tecnici, professionisti e manodopera specializzata pari al 60% del fabbisogno complessivo. Questo significa che il 60% delle richieste di personale provenienti da aziende d’eccellenza — imprese che generano ricchezza e danno lavoro a centinaia di migliaia di persone — non può essere soddisfatto».

Un settore che cresce, ma cerca competenze

Un dato che, secondo Valditara, non rappresenta soltanto una questione industriale, ma anche una grande occasione mancata per i giovani:
«Quando sento questi numeri, la cosa che più mi colpisce è pensare a quanti ragazzi potrebbero trovare rapidamente un lavoro ben retribuito e professionalmente appagante, e invece perdono occasioni straordinarie perché mancano percorsi formativi adeguati».

Il Ministro ha ribadito che oggi la formazione deve diventare parte integrante del sistema produttivo, non un passaggio a sé stante. Il futuro del Made in Italy passa anche dalla capacità di formare nuove generazioni di tecnici e professionisti del mare, con percorsi di studio coerenti con la domanda del mercato.

La riforma “4 più 2”: un ponte tra scuola e impresa

Per il Ministro, la risposta deve arrivare da un nuovo modello di formazione integrata, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e aziende.
«Ecco perché parliamo della sfida del “4 più 2”, la riforma che abbiamo voluto introdurre per collegare in modo sempre più stretto scuola, ITS e imprese. È necessario che le aziende partecipino attivamente alla progettazione dei curricula, per formare giovani con competenze realmente richieste dal mondo produttivo».

Valditara descrive un sistema in cui la formazione non sia più separata dal lavoro, ma lo anticipi e lo accompagni:«Immaginiamo un modello in cui imprenditori e manager esperti possano entrare in aula, insegnare accanto ai docenti e trasferire competenze pratiche. È questa la visione della formazione integrata scuola-lavoro, che deve diventare il motore del nostro sistema educativo, non un’esperienza marginale».

Puglia esempio virtuoso: «Investire nel capitale umano è la via»

Il Ministro ha poi voluto citare la Puglia come esempio concreto di territorio che ha saputo reagire al problema della dispersione scolastica con investimenti mirati e risultati tangibili: «La Puglia, pur essendo la seconda regione in Italia per abbandono scolastico, ha ottenuto risultati straordinari grazie al programma Agenda Sud. Le scuole coinvolte hanno mostrato progressi significativi, a dimostrazione che investire in progetti mirati e nel capitale umano è la via più efficace per costruire un futuro solido e inclusivo».

«La formazione – ha concluso Valditara – non è solo una leva economica, ma il fondamento di una società che crede nei giovani, nel lavoro e nel merito. È da qui che passa la crescita del Paese».

Leo: «La Puglia punta su qualità, formazione e impresa»

Tra gli applausi della platea, l’intervento dell’Assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Sebastiano Leo, aggiunge una prospettiva complementare e concreta: quella di una Regione che ha scelto di puntare con decisione sulla formazione come leva di sviluppo.

«Noi abbiamo creduto nella formazione fin dall’inizio, convinti che tutte le agenzie formative potessero offrire un contributo decisivo per innalzare il livello della cantieristica nautica e non solo. Abbiamo compreso che i mestieri tradizionali conservano un valore enorme e che la formazione professionale, insieme alla scuola, all’università e agli ITS, può davvero fare la differenza».

Leo evidenzia come il sistema formativo regionale, in collaborazione con le imprese, stia costruendo una rete solida capace di accompagnare i giovani dal banco di scuola all’ingresso nel mondo del lavoro.

«Questo è il solco che abbiamo tracciato e lungo il quale dobbiamo continuare a muoverci: puntare su qualità, formazione e connessione con il mondo dell’impresa. Questi sono gli elementi che danno a Brindisi e alla Puglia una forza straordinaria, che merita di essere sostenuta e valorizzata appieno».

Gli ITS, il motore dell’occupazione giovanile

Per l’assessore, la sfida non è soltanto formare tecnici specializzati, ma costruire una cultura della formazione permanente che valorizzi anche i mestieri tradizionali.
«La formazione professionale, insieme alla scuola e all’università, può davvero generare una nuova consapevolezza nei giovani: non c’è sviluppo senza competenze, non c’è innovazione senza formazione».

Leo ha poi sottolineato il ruolo centrale dei percorsi ITS, sempre più richiesti dalle imprese e capaci di creare occupazione stabile.
«Gli ITS rappresentano la risposta più concreta ai bisogni di un’economia in trasformazione. Le aziende chiedono personale tecnico e specializzato, e i nostri ITS, grazie alla collaborazione con le imprese, stanno offrendo proprio questo: giovani pronti, formati, competenti, in grado di entrare subito nel mercato del lavoro».

SNIM 2025, la rotta tracciata verso il futuro

Lungo i viali della Fiera di Brindisi, il sole di ottobre illumina i padiglioni gremiti di studenti, docenti e operatori del settore. Gli stand delle imprese raccontano storie di tecnologia e tradizione, mentre nei laboratori didattici gli ITS mostrano come la teoria possa diventare mestiere, competenza, professione. È l’immagine più autentica dello SNIM 2025, un evento che unisce la forza del mare all’energia dei giovani.

Giovani, lavoro e competenze: il mare come opportunità

Tra le imbarcazioni esposte e i simulatori digitali, i ragazzi scoprono che la nautica non è solo passione, ma anche innovazione, lavoro e futuro.
La giornata del 10 ottobre, dedicata alla formazione e alle professioni del mare, rappresenta uno dei momenti più significativi dello SNIM. L’incontro tra scuola, ITS, università e imprese si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove la formazione incontra la realtà produttiva, offrendo ai giovani un orientamento concreto.

Il Salone Nautico di Puglia non è soltanto una vetrina per l’industria, ma una piattaforma di connessione tra chi studia e chi lavora, tra chi sogna un futuro nel mare e chi costruisce ogni giorno le navi che portano nel mondo il nome dell’Italia.

SNIM, il mare come scuola di vita e di futuro

In questi anni lo SNIM ha consolidato un’identità precisa: non solo salone espositivo, ma centro di formazione e orientamento, un luogo dove la cultura del mare diventa cultura del lavoro.
Le collaborazioni con scuole, ITS, università e aziende hanno dato vita a percorsi di crescita condivisi, a stage, tirocini, esperienze di alternanza e a veri e propri progetti di formazione duale.

Il mare, in questa visione, non è solo orizzonte economico ma spazio educativo e umano: insegna la precisione, la responsabilità, il gioco di squadra.
È la stessa filosofia che guida i cantieri, dove ogni mestiere — dal carpentiere al progettista, dal tecnico di bordo all’ingegnere navale — contribuisce alla creazione di un prodotto unico, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo.

Con questa edizione 2025, lo SNIM conferma la sua vocazione: essere la rotta del futuro per la formazione, il lavoro e l’impresa.
Perché la nautica italiana ha bisogno di giovani competenti, appassionati e preparati.
E perché, come ha ricordato il Ministro Valditara, «la formazione non è solo una leva economica, ma il fondamento di una società che crede nei giovani, nel lavoro e nel merito».