Presentata oggi alla Camera la 22ª edizione del Salone Nautico di Puglia, riconosciuto evento internazionale dalla Regione
di Antonio Portolano
Un comparto da 8,6 miliardi di euro, oltre un terzo delle imprese concentrate nel Mezzogiorno e quasi metà dei posti barca nazionali lungo le coste del Sud. La nautica italiana non è soltanto una storia di grandi cantieri e mercati internazionali: è anche una partita meridionale, industriale e turistica, che oggi cerca luoghi capaci di mettere insieme imprese, istituzioni, formazione, investimenti e relazioni estere.
È in questa cornice che va letta la presentazione, oggi 9 luglio 2026 alla Camera dei Deputati, della 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia. L’appuntamento si terrà dal 22 al 26 ottobre 2026 al porto turistico Marina di Brindisi e arriva con un passaggio di peso: il riconoscimento di evento fieristico internazionale da parte della Regione Puglia.
Non è un dettaglio formale. Per lo SNIM significa consolidare un posizionamento che negli ultimi anni si è allargato oltre la dimensione espositiva. Per Brindisi significa rafforzare la propria candidatura a piattaforma mediterranea della nautica e della blue economy. Per il Mezzogiorno significa provare a trasformare un vantaggio geografico in una filiera più competitiva, capace di attrarre imprese, competenze e relazioni internazionali.

Il peso economico della nautica meridionale
I dati richiamati dagli organizzatori spiegano perché lo SNIM non sia soltanto una fiera di settore. Secondo il Centro Studi Tagliacarne, oltre il 33% delle imprese italiane della filiera nautica è concentrato nelle regioni del Sud. Il Mezzogiorno dispone inoltre del 46,1% dei posti barca nazionali, distribuiti lungo oltre 4.000 chilometri di coste e in alcune delle destinazioni turistiche più attrattive del Mediterraneo.
La nautica da diporto, con un giro d’affari stimato in circa 8,6 miliardi di euro, è uno dei comparti più dinamici dell’economia del mare italiana. Ma il punto decisivo è un altro: il Sud non rappresenta soltanto un mercato di approdo o una geografia turistica. È una parte consistente della base produttiva e infrastrutturale del sistema nautico nazionale.
Da qui nasce il valore economico della 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia. Se sostenuto da investimenti mirati, sviluppo infrastrutturale e semplificazione amministrativa, questo potenziale potrebbe generare nei prossimi cinque anni una crescita superiore al 25%, con ricadute su imprese, occupazione qualificata e attrazione di nuovi investimenti.

Il riconoscimento internazionale cambia il posizionamento
Il riconoscimento di evento fieristico internazionale ottenuto dalla Regione Puglia certifica un salto di scala. Lo SNIM non si presenta più soltanto come appuntamento pugliese o meridionale, ma come piattaforma di connessione tra la nautica italiana, i mercati esteri e le politiche pubbliche legate all’economia del mare.
L’edizione 2026 prevede circa 180 espositori e oltre 350 imbarcazioni, a terra e in acqua, con la presenza dei principali cantieri italiani. Accanto alla parte espositiva, il programma includerà convegni ed eventi dedicati a innovazione, sostenibilità, formazione, portualità turistica, cultura e sport del mare.
La dimensione internazionale non nasce all’improvviso. Nelle scorse settimane lo SNIM ha promosso a Brindisi la tavola rotonda «Italia-Vietnam, connettere regioni e creare connessioni», un incontro che ha portato in città l’Ambasciatrice del Vietnam in Italia, Phuong Anh Nguyen, rappresentanti delle istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e associazioni di categoria.
Da quel confronto è nata la firma del protocollo d’intesa tra la Fondazione Italia-Vietnam e il Consorzio Nautico di Puglia, con l’obiettivo di favorire collaborazioni economiche e industriali tra imprese pugliesi e vietnamite, scambi commerciali, trasferimento di competenze, missioni imprenditoriali, networking, collaborazioni tecnologiche e futuri investimenti reciproci.
Il riconoscimento della Regione Puglia arriva dunque come punto di maturazione di una traiettoria già avviata: trasformare il Salone in uno strumento di politica economica territoriale e in una piattaforma capace di aprire connessioni con mercati esteri.

Brindisi come piattaforma della blue economy
La scelta di Brindisi non è neutra. La città ha una posizione strategica nel Mediterraneo, una vocazione portuale consolidata, una filiera nautica in crescita e un rapporto sempre più stretto tra turismo, cantieristica, logistica, formazione e innovazione.
In questo quadro, il porto turistico Marina di Brindisi diventa più di una sede espositiva. È il luogo in cui la città può rendere visibile la propria ambizione: non limitarsi a ospitare un evento, ma costruire attorno al mare una piattaforma economica riconoscibile.
La blue economy, per il territorio, non è uno slogan. È un campo in cui si incrociano manifattura, servizi, turismo nautico, infrastrutture, ricerca, sostenibilità ambientale e competenze professionali. Lo SNIM si inserisce proprio in questo incrocio: non sostituisce le politiche industriali, ma contribuisce a dare loro una scena pubblica, una rete di relazioni e un’agenda.
L’incontro con il Vietnam ha rafforzato questa impostazione. La nautica è stata il punto di partenza, ma il confronto si è allargato ad agroalimentare, logistica, innovazione tecnologica, ricerca applicata, intelligenza artificiale, energie rinnovabili e aerospazio. È il segnale che il mare può funzionare come porta d’ingresso per un dialogo economico più ampio tra territori produttivi.

Giuseppe Meo e la continuità del progetto
Dentro questo percorso, il ruolo di Giuseppe Meo va letto sul piano della continuità organizzativa e della capacità di costruire relazioni. Il presidente dello SNIM ha accompagnato la crescita del Salone lungo ventidue edizioni, portandolo da manifestazione fieristica territoriale a luogo di confronto nazionale sulla nautica del Mezzogiorno.
Il dato reputazionale emerge dai passaggi compiuti dal progetto: il riconoscimento internazionale, la presentazione alla Camera dei Deputati, la presenza di istituzioni nazionali, il rapporto con imprese, cantieri, università, centri di ricerca e associazioni di categoria, fino alla recente apertura del dossier Puglia-Vietnam.
In quella occasione, Meo ha ricondotto il dialogo con il Paese asiatico a un lavoro costruito nel tempo attorno allo SNIM e ai suoi contatti internazionali. È un elemento che oggi assume maggiore peso: l’internazionalizzazione non viene evocata come obiettivo generico, ma collegata a iniziative, interlocutori e accordi già avviati.
«Nel corso di ventidue edizioni, lo SNIM è cresciuto fino a diventare non solo una vetrina commerciale per imprese e cantieri, ma anche una piattaforma stabile di confronto tra istituzioni, associazioni di categoria, operatori economici, università e centri di ricerca», ha dichiarato Giuseppe Meo, presidente dello SNIM. «È prioritario affrontare il tema dei costi d’ormeggio e della carenza di posti barca. Formazione, innovazione, ricerca, sostenibilità ambientale e internazionalizzazione sono oggi le principali leve per rafforzare la competitività del comparto. È con questa visione che il Salone ha ampliato il proprio programma, affiancando all’esposizione fieristica iniziative dedicate alle nuove competenze, all’apertura internazionale delle imprese, anche grazie al contributo di ICE, e allo sviluppo sostenibile della nautica nel Mezzogiorno».
Il riferimento è a ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, soggetto strategico per accompagnare le imprese sui mercati esteri. La dichiarazione chiarisce il punto industriale della nuova edizione: lo SNIM resta una vetrina commerciale, ma punta a essere anche un luogo in cui il comparto discute competitività, competenze e mercati. È qui che il Salone prova a distinguersi: non soltanto esposizione di prodotto, ma costruzione di relazioni economiche.

La Camera porta il mare nell’agenda nazionale
La presentazione alla Camera dei Deputati rafforza il valore istituzionale dell’operazione. Alla conferenza stampa sono intervenuti Giuseppe Meo, presidente dello SNIM; Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo parlamentare su nautica, subacquea e turismo marino; Pierpaolo Ribuffo, Capo del Dipartimento per le politiche del mare; Nicolò Berghinz, responsabile Relazioni esterne e sviluppo di ALIS; e Amerigo Splendori, direttore generale per i Servizi territoriali del MIMIT. L’incontro è stato moderato dal giornalista Maurizio Bulleri.
Il messaggio politico è arrivato da Gimmi Cangiano, che ha collegato il ruolo dello SNIM alla necessità di un dialogo più stretto tra Governo, imprese e territori.
«Il Governo ha dimostrato una forte attenzione verso l’economia del mare, a partire dall’istituzione di un Ministero dedicato. La nautica è un settore in cui l’Italia è leader mondiale e rappresenta una leva strategica per occupazione, crescita e sviluppo del Mezzogiorno. Per questo dobbiamo continuare a investire, superando gli ostacoli normativi e infrastrutturali, a partire dalla carenza di posti barca. Iniziative come lo SNIM sono fondamentali perché favoriscono il confronto tra istituzioni, imprese e territori e aiutano la politica ad ascoltare e costruire soluzioni concrete», ha affermato Gimmi Cangiano, presidente dell’Intergruppo parlamentare su nautica, subacquea e turismo marino.
Dalla fiera al mercato: la sfida del Mezzogiorno
La questione aperta, ora, riguarda la capacità di trasformare i numeri in crescita strutturale. Il Mezzogiorno dispone di coste, imprese, destinazioni turistiche e portualità. Ma per competere nella nautica servono continuità, servizi, competenze tecniche, promozione internazionale e infrastrutture adeguate.
Il riconoscimento internazionale dello SNIM va letto in questa prospettiva. Non è soltanto un titolo aggiunto alla manifestazione, ma uno strumento per alzare il livello delle relazioni e rendere il Salone più utile alle imprese. Una fiera funziona davvero quando non si limita a esporre ciò che il territorio produce, ma aiuta il territorio a entrare nei mercati.
L’asse aperto con il Vietnam rafforza questa lettura. Il Sud-Est asiatico rappresenta una delle aree più dinamiche per crescita industriale, infrastrutture e domanda di tecnologie. Per la Puglia, il dialogo con Hanoi può diventare un terreno di confronto su nautica, logistica, innovazione, sostenibilità e competenze. Per lo SNIM, è la conferma di una funzione nuova: mettere il sistema produttivo pugliese nelle condizioni di essere visto, ascoltato e riconosciuto anche fuori dai confini nazionali.
È questa la partita che Brindisi e la Puglia provano a giocare con l’edizione 2026: usare la nautica come leva di sviluppo, rafforzare la reputazione del sistema produttivo meridionale e collegare la blue economy locale alle traiettorie nazionali e internazionali.

Date e numeri della 22ª edizione
La 22ª edizione dello SNIM – Salone Nautico di Puglia si terrà dal 22 al 26 ottobre 2026 al porto turistico Marina di Brindisi.
Sono attesi circa 180 espositori e oltre 350 imbarcazioni, con esposizioni a terra e in acqua. Il programma prevede incontri, convegni e iniziative dedicate a innovazione, sostenibilità, formazione, portualità turistica, cultura del mare e sport.
Il Salone arriva a questa edizione con un riconoscimento internazionale e con una funzione più ampia: raccontare la nautica del Sud non come settore periferico, ma come parte strategica dell’economia del mare italiana.




