Snim, Brindisi capitale del mare e laboratorio della blue economy: i protagonisti della nautica mondiale discutono visioni, sfide e futuro
di Antonio Portolano
Lo SNIM 2025 ha portato a Brindisi il gotha della nautica mondiale.
Nella città simbolo dell’Adriatico, il 21° Salone Nautico di Puglia ha trasformato il porto in un luogo di dialogo internazionale, in cui il mare diventa metafora di impresa, innovazione e cultura.

Brindisi, capitale del mare e della visione
La tavola rotonda “La nautica vista dai grandi italiani all’estero” ha rappresentato uno dei momenti più alti della manifestazione: un incontro tra menti e visioni che ha dato voce a imprenditori, designer e manager protagonisti dell’eccellenza italiana nel mondo.
A fare gli onori di casa sono stati Giuseppe Meo, presidente dello SNIM, Giuseppe Danese, presidente di Confindustria Brindisi, e Claudio Gorelli, presidente del Marina di Brindisi, che ha ospitato l’evento. Tre figure simboliche di un sistema che crede nel mare come motore di sviluppo territoriale e industriale.
La moderazione è stata affidata al giornalista e pilota Maurizio Bulleri, capace di trasformare ogni tema tecnico in racconto e visione.

Le voci del mare: esperienze che diventano futuro
Il confronto ha offerto una panoramica straordinaria sullo stato e sulle prospettive della nautica italiana, oggi leader mondiale per innovazione, design e capacità produttiva.
Ogni intervento ha rappresentato un tassello di un mosaico coerente: un’Italia che guarda lontano, con radici solide e spirito internazionale.
Andrea Frabetti, CEO di Sunseeker International, ha sottolineato le enormi potenzialità del Mezzogiorno d’Italia, riconoscendo in Brindisi un territorio dal potenziale ancora inespresso, capace di coniugare mare, competenze e ospitalità. Frabetti, ingegnere navale italiano alla guida di uno dei marchi più prestigiosi del Regno Unito, ha evidenziato come il Sud rappresenti una “frontiera naturale dell’innovazione nautica”, dove cultura e industria possono crescere insieme.
Luca Dini, Presidente e CEO di LUCA DINI Design & Architecture, ha raccontato le sue esperienze progettuali tra Arabia Saudita, Albania e Mediterraneo, sottolineando come i porti non siano soltanto l’arrivo di una barca, ma un punto di partenza per la vita delle città. Ha parlato dell’architettura dei waterfront e delle città che si sviluppano sull’acqua, evidenziando la necessità di un approccio integrato tra urbanistica, turismo e accoglienza. «Il porto è un luogo dell’anima – ha detto – dove la bellezza incontra l’utilità e l’uomo ritrova il suo rapporto con il mare».
Lamberto Tacoli, Senior Advisor di Italian Sea Group e Brunello Cucinelli, ha invitato a guardare con coraggio al futuro. Ha parlato del valore della visione e del confronto, sottolineando come spesso la legislazione arrivi in ritardo rispetto alle esigenze delle imprese, frenando la crescita e l’innovazione. «La velocità dell’impresa deve trovare riscontro nella velocità delle istituzioni», ha ammonito, richiamando tutti a una responsabilità condivisa tra pubblico e privato.
Gianguido Girotti, CEO del Gruppo Beneteau, ha portato l’esperienza di una delle più importanti realtà europee del diporto, ribadendo come la competitività si giochi sull’equilibrio tra industria e artigianato, tecnologia e personalizzazione.
Stefano De Vivo, Presidente di Wosa Yacht Refit, ha aperto una finestra sul mondo del refitting, il settore del rinnovamento e della rigenerazione delle imbarcazioni, sottolineando che «rigenerare significa innovare» e che la sostenibilità passa anche dal prolungare la vita dei mezzi, non solo dal produrne di nuovi.
Eleonora Pitasso, CEO di The Wayve, ha rappresentato la nuova generazione di imprenditori della nautica, orientata all’innovazione, alla comunicazione e alla leadership inclusiva. La sua testimonianza ha messo in luce il ruolo crescente delle nuove tecnologie e della formazione come strumenti per attrarre giovani talenti nel settore.

Andrea Frabetti

Gimmi Cangiano

Lamberto Tacoli

Luca Dini

Marco Monsurrò

Salvatore Ranieri
Marco Monsurrò, Presidente del Gruppo di Lavoro per le Politiche del Mezzogiorno di Confindustria Nautica, figura di rilievo anche nel Regno Unito dove opera per una prestigiosa società internazionale, ha offerto una visione lucida e globale. Ha ricordato che «la Puglia e il Mezzogiorno possono diventare un hub internazionale della blue economy» e che Brindisi, per posizione e tradizione, è un naturale ponte verso i Balcani, l’Oriente e il Medio Oriente.
Salvatore Ranieri, Amministratore Delegato di Ranieri International, ha portato la voce di una storica impresa familiare che ha saputo affermarsi nel mondo mantenendo una forte identità italiana. Ha ricordato che la nautica è prima di tutto una cultura del fare e del saper fare, che nasce dalla passione e dall’esperienza.
Andrea Risolo, di Ital Boats, e Danilo Ciulla, Amministratore Delegato di SPX Ribs, hanno rappresentato l’energia imprenditoriale del territorio pugliese: giovani imprese radicate nel Sud, che competono sui mercati internazionali con qualità, innovazione e concretezza.
A chiudere i lavori, l’onorevole Gimmi Cangiano, Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Nautica, Subacquea e Turismo Marino, ha sottolineato l’impegno del Governo nel sostenere il comparto e ha ricordato le numerose leggi già approvate a favore della filiera nautica, a partire dall’istituzione del Ministero per il Mare, considerato «un punto di partenza e non di arrivo».

Porto, retroporto e città: la nuova cultura dell’accoglienza
Dal confronto è emersa una riflessione trasversale: la nautica non è soltanto industria o impresa, ma cultura dell’accoglienza, architettura e visione urbana.
Il porto diventa il volto della città, e il retroporto la sua anima produttiva e culturale.
Turismo, ospitalità, enogastronomia, design e infrastrutture non sono elementi separati, ma parti di un unico sistema che deve dialogare per generare sviluppo.
Il mare, come hanno ricordato molti relatori, non divide, ma unisce: è una via di comunicazione e un’occasione di crescita condivisa.
L’obiettivo comune è trasformare ogni porto in un luogo vivo, connesso alla città e capace di offrire esperienze complete — un modello replicabile che Brindisi può esportare in tutto il Mediterraneo.

Brindisi, la rotta del futuro mediterraneo
Dalla tavola rotonda è emersa un’immagine chiara: il mare come motore di connessione, un linguaggio che unisce imprese, istituzioni, cultura e turismo.
L’istituzione del Ministero per il Mare rappresenta una svolta, ma la vera forza è nella rete di relazioni costruite tra chi produce, chi progetta e chi governa.
Brindisi, con la sua posizione strategica e la sua storia millenaria, si conferma hub naturale del Mediterraneo, crocevia di rotte, idee e innovazioni.
Il Salone Nautico di Puglia non è più soltanto una fiera, ma un laboratorio di futuro, dove il mare incontra il pensiero e la visione diventa impresa.
L’edizione 2025 lascia un messaggio forte: la nautica italiana è viva, unita e proiettata nel mondo.
E Brindisi, con la sua capacità di accogliere e dialogare, ne è oggi il simbolo più autentico.




