Un viaggio tra memoria, linguaggio urbano e metafisica: le tele di Vito Fiume trasformano il cielo in simbolo di ordine, tempo e gratitudine

di Antonio Portolano
BRINDISI – «Fu-zion Amorion (alias Vito Fiume) è la fusione tra passato e presente, in continuo divenire e in evoluzione verso il futuro». Con queste parole Vito Fiume presenta la sua identità artistica, che non è soltanto un nome d’arte ma un manifesto esistenziale. L’artista porta a Brindisi, negli spazi del Palazzo Granafei-Nervegna, la mostra personale SkyPieces, aperta dal 3 al 12 ottobre con inaugurazione il 3 ottobre alle 20 presso il Caffè Letterario Nervegna.
Un percorso che intreccia memoria, linguaggio urbano, spiritualità e metafisica, trovando nel cielo l’immagine più potente del presente e della sua legge invisibile: l’ordine. A ricordarlo è la citazione in apertura della mostra, tratta da Alexander Pope: «L’ordine è la prima legge del cielo».

Un percorso nato dall’infanzia
Fin dall’infanzia Fiume ha usato il disegno come linguaggio naturale. «Mia madre racconta che avevo sempre fogli e colori tra le mani. Mi stendevo a terra e riempivo lo spazio con immagini di ogni tipo». Già a scuola eccelleva nelle materie artistiche, distinguendosi per l’attenzione ai dettagli: mentre i compagni disegnavano case schematiche, lui ne rappresentava i mattoni, i muretti a secco, le texture precise.
A 14 anni inizia a suonare percussioni e basso, gettando le basi di un legame profondo con la musica che resterà costante in tutta la sua ricerca.

L’adolescenza segna anche l’incontro con la cultura hip hop. Intorno ai 12-13 anni entra nel mondo della breakdance, dei graffiti, del rap e del reggae in una città vivacissima. «La domenica mattina uscivo presto per vedere i graffiti realizzati di notte. Rimanevo incantato dallo stile e dal gesto ribelle di scrivere il proprio nome ovunque». Conosce artisti e performer come Bart, Bodygum, Andrea Wany, Vito Buz, Zorlak, che diventano per lui un punto di riferimento e una spinta a esprimersi attraverso danza, disegno e tag.

Dalle pause all’evoluzione
Dopo i 19 anni Fiume lascia la città per lavoro, interrompendo la sua ricerca artistica. Tornato a casa intorno ai 25 anni, si riavvicina all’arte partendo dalla musica e dalla pittura. Una prima tela colpisce una curatrice, che lo spinge a esporre in una collettiva: l’opera raffigura una testa stilizzata con sfondo di linee colorate e una linea dorata verticale che attraversa la composizione. «Era, in qualche modo, un autoritratto simbolico».

Negli anni successivi il linguaggio pittorico evolve: dalle forme figurative verso espressioni metafisiche, arricchite da simboli e scritte. Nel 2010, studiando musica, sviluppa un sistema personale di scrittura fatto di codici, frequenze, pittogrammi e ideogrammi. Un progetto ancora in corso, che testimonia la natura poliedrica della sua ricerca.

L’esperienza di Bristol
Nel 2014 Fiume si trasferisce a Bristol, città simbolo di fermento culturale legata a figure come Banksy e ai suoni dei Massive Attack. Qui dà spazio alla musica, ma continua a esporre: partecipa a due mostre collettive e realizza interventi nello spazio urbano, tra cui un’azione dedicata a un amico su un’opera di Banksy. È un’esperienza che consolida la sua attitudine a muoversi tra linguaggi e contesti diversi, dal club alla galleria, dal muro alla tela.

SkyPieces: tre fili conduttori
La mostra SkyPieces nasce come sintesi di questo percorso. Le opere, di piccole dimensioni, si articolano in tre fili conduttori che definiscono il progetto.

Il razionale e visivo
Il cielo diventa geometria, spazio ordinato, presenza che scandisce il tempo. Le tele propongono linee, superfici, contrasti cromatici che dialogano con l’architettura interiore dell’artista. Il gesto si fa essenziale, ridotto all’osso, come un atto di precisione.

Il metafisico e personale
Accanto al rigore, emergono segni, scritte, pittogrammi. Fiume porta avanti la sua lingua personale, fatta di codici e frequenze, che diventa strumento di introspezione e identità. «Per me la tag, il segno, è sempre stato un gesto di presenza, un modo di affermare l’esistenza». Nelle tele questa dimensione si traduce in leggerezza e spiritualità.
Il tempo
Il cielo non è solo ordine ma anche movimento. Ogni giorno cambia, si rinnova, diventa simbolo del presente. Così le tele, nella loro piccolezza, custodiscono la grandezza di un attimo: un dipinto, un brano musicale, un piatto cucinato con passione, possono contenere un valore immenso. «Il regalo che ci fa la vita che si rinnova ogni 24 ore è immenso come il cielo che cambia ogni giorno».

Curatela e spazio espositivo
La mostra si inserisce nella programmazione del Caffè Letterario Nervegna, ospitata nelle sale del Palazzo Granafei-Nervegna di Brindisi, luogo simbolo della città e crocevia culturale. Qui il rapporto fra opere e architettura si amplifica: i piccoli formati delle tele dialogano con le grandi proporzioni del palazzo, restituendo un contrasto di scale che invita a rallentare lo sguardo.
Il progetto è promosso da Caffè Letterario Nervegna, che da anni lavora per unire arte contemporanea e comunità locale, offrendo spazi di incontro e riflessione.
Biografia dell’artista
Vito Fiume, in arte Fu-zion Amorion, nasce e cresce a Brindisi. Sin da bambino si distingue per la passione per il disegno, che diventa linguaggio naturale. Durante l’adolescenza entra nel mondo della cultura hip hop, tra breakdance, graffiti e musica. A 14 anni inizia a suonare percussioni e basso, avviando un percorso musicale che si intreccerà sempre con quello pittorico. Dopo esperienze di vita e lavoro in diverse città italiane, torna a casa e riprende a dipingere, incoraggiato da una curatrice che lo invita a esporre in collettiva.
Negli anni sviluppa una poetica personale, spostandosi dal figurativo al metafisico e creando un proprio sistema di scrittura visiva. Nel 2014 si trasferisce a Bristol, dove partecipa a mostre collettive e realizza azioni urbane. Con SkyPieces inaugura una nuova fase, dedicata al cielo come simbolo di ordine, tempo e presenza.
Perché ora
La scelta di presentare SkyPieces oggi non è casuale. In un’epoca segnata dall’instabilità, l’artista cerca nel cielo un paradigma di leggerezza e ordine. «Qualcuno disse che la prima legge del cielo è l’ordine. Ho bisogno di questo in questo periodo», racconta. La mostra diventa così un atto di resilienza e di gratitudine, un invito a guardare al presente come spazio fragile ma infinitamente vasto.
Informazioni utili
Mostra personale: SkyPieces
Artista: Vito Fiume (Fu-zion Amorion)
Vernissage: 3 ottobre, ore 20
Date: 3 – 12 ottobre, aperta tutti i giorni fino alle 24
Sede: Palazzo Granafei-Nervegna, Brindisi
Organizzazione: Caffè Letterario Nervegna
Un cielo che diventa presenza
SkyPieces è una mostra che invita a sollevare lo sguardo. Ogni tela è un frammento di cielo, un piccolo gesto che custodisce un significato enorme. Nell’arte di Vito Fiume, il segno diventa ordine e leggerezza, memoria e futuro. Un cielo da attraversare, giorno dopo giorno.





