Siccità in Puglia, pioggia e neve ultime alleate

Una campagna pugliese sotto la neve, immagine realistica generata con Dall-E

Coldiretti Puglia: è allarme siccità: invasi foggiani a 58 milioni di metri cubi. Pioggia e neve decisive, servono interventi strutturali

di Antonio Portolano

Una crisi idrica che non è più emergenza

La siccità in Puglia ha ormai superato la soglia dell’emergenza temporanea per assumere i contorni di una criticità strutturale, con effetti diretti sull’agricoltura, sull’economia rurale e sulla sicurezza del territorio. I dati più recenti parlano chiaro: negli invasi del Foggiano sono disponibili appena 58 milioni di metri cubi d’acqua, una quantità insufficiente a garantire stabilità alle produzioni agricole e agli usi civili.

È in questo contesto che Coldiretti Puglia, sulla base delle rilevazioni ANBI, richiama l’attenzione sugli effetti delle piogge intense e delle nevicate che hanno interessato il territorio pugliese, sottolineando come le precipitazioni possano rappresentare un’opportunità concreta solo se inserite in una strategia di gestione efficace della risorsa idrica.

Una immagine realistica della diga di Occhito, generata con Dall-E

Stato di emergenza fino al 2026: un segnale chiaro

Lo stato di emergenza regionale per deficit idrico, prorogato fino al 29 ottobre 2026, è il segnale più evidente di una crisi che non può più essere affrontata con misure tampone. La disponibilità idrica ridotta, infatti, è il risultato di anni di stress climatico, temperature elevate e precipitazioni irregolari, che hanno messo sotto pressione un sistema infrastrutturale fragile e in parte obsoleto.

Secondo la Coldiretti, le recenti piogge sono utili per ricaricare invasi e terreni, ma non possono essere considerate risolutive se non accompagnate da una gestione programmata. La pioggia, per essere davvero efficace, deve cadere in modo costante e distribuito nel tempo. Al contrario, i temporali violenti rischiano di trasformarsi in un ulteriore fattore di rischio.

Quando l’acqua diventa un pericolo

Le precipitazioni intense, sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici, spesso non riescono a infiltrarsi nei terreni ormai secchi e compatti. L’acqua scorre in superficie, provocando frane, smottamenti e dissesti, aggravando una situazione già critica dal punto di vista idrogeologico.

A rendere il quadro più complesso è la carenza cronica di manutenzione delle opere di bonifica e delle infrastrutture idriche. Esigenze che si sono accumulate nel tempo e che oggi richiedono interventi ordinari e straordinari non più rinviabili. Un peso che, sottolinea Coldiretti, non può ricadere sugli utenti, già duramente colpiti nell’ultimo decennio da danni causati proprio dalla mancata manutenzione.

Campi allagati dalle piogge

Il valore della neve per l’agricoltura

Diverso è il discorso per la neve, che in questa fase rappresenta un alleato prezioso per le campagne pugliesi. Il manto nevoso consente un rilascio graduale dell’acqua nel terreno, migliorando la disponibilità idrica e proteggendo le colture. Non a caso, la tradizione contadina ricorda che «sotto la neve il pane».

Il freddo, inoltre, svolge una funzione fondamentale nel contenimento degli insetti dannosi, che senza un adeguato abbassamento delle temperature potrebbero sopravvivere all’inverno e compromettere i raccolti primaverili.

Un 2025 estremo e un clima che cambia

La necessità di una svolta climatica appare ancora più evidente alla luce di un 2025 segnato da temperature record e da oltre 70 eventi estremi in Puglia. Grandinate improvvise, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e persino tornado hanno colpito il territorio, confermando una crescente instabilità meteorologica.

In questo scenario, l’antico detto «anno bisesto anno funesto» assume un significato moderno, legato non alla superstizione ma alla concreta vulnerabilità di un territorio esposto agli effetti del riscaldamento globale.

Un raccolto rovinato dalla grandine immagine generata con Dall-E

Agricoltura tra vittima e protagonista

L’agricoltura è il settore che più di tutti subisce le conseguenze dei cambiamenti climatici, ma è anche quello chiamato a svolgere un ruolo centrale nella risposta. Coldiretti evidenzia come serva un forte impegno istituzionale per accompagnare l’innovazione, dall’agricoltura 4.0 con droni, robot e satelliti, fino allo sviluppo della genetica green no OGM.

Tecnologie che possono migliorare l’efficienza produttiva e ridurre gli sprechi, ma che devono essere inserite in una visione più ampia di gestione sostenibile dell’acqua.

Piccoli invasi e programmazione: la chiave

La strategia indicata passa da investimenti mirati alla manutenzione, al risparmio, al recupero e alla regimazione delle acque. In particolare, Coldiretti rilancia la necessità di un sistema diffuso di piccoli invasi, capaci di raccogliere l’acqua in eccesso nei periodi piovosi e di renderla disponibile nei momenti di maggiore bisogno.

Una soluzione che non sostituisce le grandi infrastrutture, ma le integra, aumentando la resilienza del territorio e riducendo il rischio di crisi future.

L’immagine realistica di un invaso a secco sotto i livelli di guardia generata con Dall-E

Una sfida non più rinviabile

La siccità in Puglia non è più un evento eccezionale, ma una condizione con cui il territorio deve fare i conti. Pioggia e neve possono offrire un margine di sollievo, ma senza una programmazione strutturale e una gestione moderna della risorsa idrica, ogni precipitazione rischia di diventare un’occasione sprecata. La sfida è aperta e riguarda non solo l’agricoltura, ma l’intero sistema economico e ambientale regionale.