Sant’Anna Beach Cup, il basket torna sul mare

Sant’Anna Beach Cup, una partita di basket della precedente edizione

Dopo 25 anni il torneo 3vs3 rinasce al Lido Sant’Anna di Brindisi nel ricordo di Ivan Lenzoni e dei 60 anni dello storico lido

di Antonio Portolano

BRINDISI – Il basket d’estate torna nel luogo in cui, per generazioni di brindisini, il rumore del pallone si è mescolato a quello delle onde. Dopo venticinque anni di assenza, la Sant’Anna Beach Cup riprende vita sul campo del Lido Sant’Anna di Brindisi con la seconda edizione del Memorial dedicato a Ivan Lenzoni, ex arbitro FIP e stimato dirigente della Virtus Brindisi Basket, scomparso prematuramente tre anni fa in un grave incidente stradale.

Sabato 25 e domenica 26 luglio 2026, squadre provenienti da Brindisi, Bari e da altre località della Puglia si affronteranno in un torneo 3vs3 che non avrà soltanto una classifica da scrivere. Avrà soprattutto una memoria da custodire. Perché ci sono partite che finiscono al suono della sirena e altre che continuano nei racconti, nelle amicizie e nei luoghi capaci di restituire al presente ciò che sembrava appartenere soltanto al passato.

Il torneo riparte da un campo affacciato sul mare, da una città che riconosce nel basket una parte profonda della propria identità e dal nome di un uomo che ha vissuto la pallacanestro come una comunità prima ancora che come una competizione.

Da sinistra verso destra Riccardo Calcagni, Sabrina Selicato e Alessio Capogna sul campo di basket di Lido Sant’Anna

Sant’Anna Beach Cup, il ritorno dopo 25 anni

Venticinque anni sono abbastanza per cambiare una città, trasformare le estati, modificare abitudini e linguaggi. Non sono però sufficienti a cancellare la memoria di un campo sul quale il basket diventava rito quotidiano. Il parquet vista mare del Lido Sant’Anna è stato uno dei punti simbolici dell’estate cestistica brindisina: un luogo nel quale le sfide cominciavano sotto il sole e sembravano non finire neppure al tramonto.

Il ritorno non è la semplice riproposizione di un torneo, ma il recupero di un frammento di storia sportiva locale. Il pallone torna a rimbalzare dove aveva già lasciato un’eco, riunendo atleti, appassionati, famiglie e generazioni diverse. Chi c’era riconoscerà un suono familiare; chi non c’era scoprirà perché quel campo è rimasto nell’immaginario del basket brindisino.

La formula scelta è quella del 3 contro 3, essenziale e diretta. Spazi ridotti, decisioni rapide, responsabilità condivise: nel 3vs3 non esistono zone del campo nelle quali nascondersi. Ogni possesso chiede lucidità, ogni cambio difensivo pretende attenzione, ogni errore diventa immediatamente visibile. È basket concentrato, adatto a un evento che vuole unire agonismo, spettacolo e partecipazione.

Sant’Anna Beach Cup, il parquet sul mare visto dall’alto

Il Memorial Ivan Lenzoni, sport e memoria

Al centro della manifestazione c’è Ivan Lenzoni. Ex arbitro della Federazione Italiana Pallacanestro e dirigente apprezzato della Virtus Brindisi Basket, Lenzoni aveva fatto dello sport un modo di costruire relazioni. La seconda edizione del Memorial porta il suo nome per trasformare il ricordo in presenza.

La sua storia vive nella scelta degli organizzatori di riportare il torneo al Lido Sant’Anna. Vive nella disponibilità dei giocatori, nella vicinanza delle imprese locali e nell’apertura della famiglia Cariulo, che mette nuovamente a disposizione lo storico campo sul mare. Vive soprattutto nell’idea che la pallacanestro possa conservare il carattere di chi l’ha amata: gentilezza, umanità, rispetto, capacità di stare accanto agli altri.

«È per noi un orgoglio annunciare la seconda edizione del Memorial dedicato a Ivan, un amico che, attraverso la sua gentilezza e la sua umanità, ha trasmesso la passione per la pallacanestro, uno sport fatto per lui di valori e rapporti umani», spiegano Sabrina Selicato, Riccardo Calcagni e Alessio Capogna, promotori dell’iniziativa.

Nelle loro parole c’è una dichiarazione precisa sul significato dello sport. Un arbitro conosce il peso delle regole, un dirigente quello della responsabilità, un uomo di sport quello dei legami. Ivan Lenzoni ha attraversato questi ruoli lasciando un segno che oggi torna visibile attraverso un torneo, ma che non aveva mai smesso di esistere nelle persone.

Sant’Anna Beach Cup, un momento di gioco

Le origini, quando il basket incontrava il mare

Le origini della Sant’Anna Beach Cup appartengono a un’epoca in cui l’estate brindisina aveva i suoi punti cardinali e il campo del lido era uno di questi. Il mare da una parte, il canestro dall’altra. In mezzo, ore di gioco, rivalità, amicizie e partite capaci di diventare racconto.

Su quel parquet vista mare sono passati protagonisti come Vincenzo Esposito, Fabio Morrone, Annarita Pagliara, Marcella Marseglia, i fratelli Sirena e molti altri interpreti che hanno lasciato un’impronta dentro e fuori dal campo. Nomi che restituiscono il livello e il fascino di quelle stagioni, quando il torneo non era soltanto un appuntamento sportivo, ma un’arena estiva aperta alla città.

Il contrasto rende il ritorno ancora più potente. Da una parte venticinque anni di silenzio agonistico; dall’altra un luogo ancora pronto ad accogliere un pallone e una nuova storia. Mutano i volti, cambiano le generazioni, ma alcuni gesti restano identici: un passaggio al momento giusto, una mano alzata in difesa, un tiro preso mentre il cielo cambia colore.

Il campo del Lido Sant’Anna non è uno scenario decorativo. È parte del racconto, quasi un protagonista: conserva la memoria delle partite passate e ora si prepara a ricevere quelle nuove.

Da sinistra verso destra Alessio Capogna, Sabrina Selicato e Riccardo Calcagni

Sabrina Selicato, Riccardo Calcagni e Alessio Capogna

A riaccendere questa storia sono stati Sabrina Selicato, Riccardo Calcagni e Alessio Capogna. Tre compagni di viaggio, tre amici uniti dalla volontà di recuperare lo storico torneo e di dedicarlo a Ivan Lenzoni. La loro iniziativa nasce da una doppia fedeltà: verso gli anni d’oro del basket estivo brindisino e verso un’amicizia che il tempo non ha cancellato.

Organizzare un evento dopo una pausa così lunga significa compiere un lavoro in gran parte invisibile: ricostruire relazioni, coinvolgere atleti, ottenere sostegno, tenere insieme logistica, memoria e ambizione. È la parte che il pubblico non vede, ma senza la quale nessun pallone comincia davvero a rimbalzare.

Gli organizzatori ringraziano le imprese locali che hanno sostenuto la manifestazione con vicinanza e fiducia, la famiglia Cariulo per la disponibilità dello storico impianto e i giocatori, indicati come i veri protagonisti dell’evento.

«Siamo felici di restituire alla città un appuntamento capace di unire generazioni diverse nel nome della pallacanestro. Ti vogliamo bene, Ivan. Grazie per il sostegno e viva il basket brindisino», aggiungono Sabrina Selicato, Riccardo Calcagni e Alessio Capogna.

Restituire è il verbo decisivo. Perché il torneo non viene semplicemente organizzato: viene riconsegnato a Brindisi, alla sua cultura cestistica e a tutti coloro che riconoscono nello sport un patrimonio collettivo.

Il torneo 3vs3 porta la Puglia a Brindisi

Sul campo del Lido Sant’Anna arriveranno squadre da Brindisi, Bari e da tutta la Puglia. La dimensione regionale rafforza il valore sportivo dell’evento e trasforma il Memorial Ivan Lenzoni in un punto d’incontro tra esperienze cestistiche differenti.

Il 3vs3 avvicina gioco organizzato e basket di strada, tecnica e istinto. Tre giocatori devono occupare lo spazio, aiutarsi, cambiare marcatura e scegliere in pochi secondi. Il talento conta, ma senza intesa diventa rumore: la squadra, anche nella sua forma più piccola, resta una lezione di fiducia.

In questo senso il torneo possiede una coerenza profonda. Celebra un uomo ricordato per i rapporti umani attraverso una disciplina nella quale nessuno può vincere davvero da solo. Ogni canestro nasce da un movimento, da un blocco, da un passaggio o dalla fiducia concessa a chi prende il tiro. È una metafora semplice e vera: anche la vita, come il basket, dipende spesso dalla capacità di riconoscere il compagno libero.

Il campo sul mare diventerà per un fine settimana una piccola geografia della pallacanestro regionale. Brindisi ne sarà il centro, non soltanto per ospitalità, ma per tradizione. In questa città il basket non è mai stato un accessorio della vita sportiva: è linguaggio popolare, memoria familiare, appartenenza.

Sant’Anna Beach Cup, un momento di gara della precedente edizione

Il valore umano, una partita tra generazioni

La Sant’Anna Beach Cup nasce per competere, ma soprattutto per riunire. Il suo valore umano e sociale è racchiuso nella capacità di mettere nello stesso luogo chi ricorda il torneo di venticinque anni fa e chi ne vivrà ora la prima esperienza. Il campo diventa un ponte tra generazioni, un luogo in cui il passato non viene celebrato come qualcosa di immobile, ma rimesso in movimento.

La memoria di Ivan Lenzoni svolge la stessa funzione. Non separa chi lo ha conosciuto da chi ne ascolterà la storia durante il Memorial. Li avvicina attraverso i valori che gli organizzatori gli riconoscono: gentilezza, umanità, passione, rispetto per le persone. Lo sport acquista senso quando riesce a trasmettere tutto questo attraverso i comportamenti e la qualità delle relazioni.

Per due giorni il risultato conterà, perché senza desiderio di vincere lo sport perde una parte della propria verità. Ma conterà anche ciò che resterà dopo: una stretta di mano, un incontro, il ricordo condiviso di Ivan. Le classifiche ordinano un torneo; i legami spiegano perché valesse la pena disputarlo.

Dietro i tiri e le difese c’è così un esercizio collettivo contro l’oblio. Riportare in vita un evento significa affermare che le esperienze importanti possono attraversare il tempo, cambiare forma e parlare ancora. Anche dopo venticinque anni. Anche dopo una perdita che ha lasciato un vuoto.

I 60 anni del Lido Sant’Anna tra musica e festa

Il fine settimana sarà arricchito da musica dal vivo, momenti di festa e buon cibo. La manifestazione coinciderà inoltre con i sessant’anni dalla nascita del Lido Sant’Anna, aggiungendo un’altra ricorrenza a un evento già carico di significati.

Sessant’anni per un luogo affacciato sul mare rappresentano una lunga collezione di estati, famiglie, incontri e trasformazioni. Il lido ha visto cambiare Brindisi e le sue abitudini, ma continua a offrire uno spazio in cui la città può riconoscersi. Il ritorno della Beach Cup rende questo anniversario ancora più coerente: non una celebrazione ferma al passato, ma una festa capace di generare una nuova esperienza.

Basket, musica e convivialità costruiranno un’atmosfera nella quale la competizione resterà centrale senza essere esclusiva. Il torneo sarà il cuore del weekend, ma attorno al campo si ricomporrà quella comunità che rende gli eventi sportivi qualcosa di più di una successione di partite.

Il mare farà da sfondo, il sole segnerà le ore, il pallone darà il ritmo. E quando arriverà il tramonto, ogni azione sembrerà appartenere insieme al presente e alla memoria.

Sant’Anna Beach Cup, la locandina del torneo

Brindisi ritrova il suo basket d’estate

La seconda edizione del Memorial Ivan Lenzoni arriva nel momento in cui un gruppo di amici ha deciso che ricordare non bastava più. Bisognava fare: richiamare le squadre, riaprire il campo, dare una data al ritorno. Sabato 25 e domenica 26 luglio la Sant’Anna Beach Cup tornerà così a essere un fatto concreto, visibile, condiviso.

Sarà un torneo 3vs3, una festa per i sessant’anni del Lido Sant’Anna e un omaggio a Ivan Lenzoni. Ma sarà anche qualcosa di più difficile da misurare: la prova che lo sport può custodire il tempo senza restarne prigioniero.

Il basket insegna che ogni possesso finisce, ma il gioco continua. Le persone lasciano il campo, eppure alcuni dei loro gesti restano nella memoria di chi li ha incontrati. È così che Ivan tornerà a essere presente: non in un silenzio rituale, ma nel rumore vivo dei palloni, nelle voci delle squadre, negli applausi e nel mare accanto.

Dopo venticinque anni, il campo del Lido Sant’Anna riapre la sua storia. E forse il vero significato del ritorno è tutto qui: il tempo passa, ma quando una comunità rimette in gioco i propri ricordi, nessuna partita è davvero finita.